stai leggendo..
Attualità

LA NUOVA SARDEGNA. INFORMAZIONE, LIBERTA’ E CENSURA

da LA NUOVA SARDEGNA, 5 luglio 2010

Informazione, libertà e censura

Gli interventi di Giovanni Floris, Luigi Manconi e del tedesco Jorg Bremer

Gavoi L’informazione a un bivio, in tempi di legge bavaglio, è stata un po’ il filo rosso della settima edizione del festival Isola delle Storie. Non a caso la chiusura delle tre intense giornate di incontri è stata affidata a Giovanni Floris, conduttore di Ballarò, e dunque degno rappresentante di quel giornalismo che la maggioranza al governo non nasconde di voler piegare al silenzio a forza di pressioni e di leggi restrittive. Ma di libertà di informazione si era parlato, per certi versi, anche in uno dei primi incontri della giornata, dal titolo «Le regole della persuasione», coordinato dal sociologo Luigi Manconi. Esiste un’anomalia tutta italiana sul modo di fare informazione, sulla concezione stessa del giornalismo? Parrebbe di sì, ancora una volta, in un mondo di giornali partito, di una fazione o dell’altra, o che comunque vedono la propria ragion d’essere nella capacità di persuasione, più che nel fatto puro e semplice di dare notizie e offrire ai lettori gli strumenti per interpretare, in totale autonomia, la realtà. Ce lo ricorda Jorg Bremer, giornalista tedesco con quarant’anni anni di esperienza, oggi corrispondente dall’Italia del quotidiano «Frankfurter Allgemeinen Zeitung», uno dei maggiori e più autorevoli quotidiani europei. «Lo scopo del mio giornale non è persuadere il lettore, ma dare notizie, il più possibile complete, senza censure. In poche parole, offrire ai lettori gli strumenti per interpretare la realtà attraverso la propria intelligenza. Questo alla Faz (così viene generalmente abbreviato il lungo nome del quotidiano, ndr) è possibile perché il giornale è controllato da una fondazione composta da cinque persone che non hanno altro interesse se non quello editoriale». Un editore puro, insomma, cioè quella figura che in Italia ormai è stata consegnata al passato. «Un’altra nostra regola – continua Bremer – è non inseguire scoop ad ogni costo, anzi evitarli deliberatamente. Si può avere successo anche senza, e forse è proprio per questo che ora siamo i primi in Germania mentre i giornali concorrenti continuano a perdere copie».
Letteratura, informazione, ma anche poesia, arte, design. Di edizione in edizione il festival organizzato dall’associazione presieduta da Marcello Fois (questo è uno dei pochi eventi a non avere un direttore artistico, che in genere vuol dire una spesa in più), si arricchisce di contenuti e di proposte.
La poesia ha fatto per la prima volta capolino al festival di Gavoi con quella straordinaria figura di affabulatore che è Alberto Masala, poeta metropolitano e vagabondo, protagonista di una conversazione con Tomasz Rozicki, uno dei maggiori poeti della Polonia. Letteratura militante, quella di Masala, autore di performance spesso accompagnate da musicisti di estrazione jazz, rock, o persino rap. La Citylights di San Francisco, l’editore dei grandi cantori della beat generation per intenderci, da Corso a Ferlinghetti, riserva da tempo un posto speciale a questo poeta che in Italia meriterebbe certo una migliore attenzione (invece la sua piccola grande rassegna di poesia che si è svolta ad Asuni per alcuni anni è stata impietosamente cancellata).
Anche l’arte, si diceva, a Isola delle Storie è una presenza ormai consolidata, grazie alla partnership con il museo Man di Nuoro diretto da Cristiana Collu. «Ragionevoli dubbi» è il titolo della mostra proposta quest’anno con i lavori di tre artisti di generazioni diverse: dalla 26enne Rachele Sotgiu, più che una speranza della nuova scena artistica sarda e non solo, a Christian Chironi, classe 1974, autore di una performance che vede al centro proprio il mondo dei libri, sino a Paolo Meoni (1967) il cui lavoro sembra voler approfondire, destrutturandolo, il linguaggio dei media tradizionali.
Poi c’è il design. Il gruppo nuorese Bam Design è tornato per il secondo anno a Gavoi con un’installazione in una piazza del centro storico dal titolo «Venti metri», che allude alla lunghezza di un lungo tavolo in acciaio con inserti in marmo sul quale erano esposti leggii, sculture ed elementi d’arredo rigorosamente in metallo della Bottega Arte Metalli (Bam, appunto). Su ciascun leggio, un libro, e davanti uno sgabello, in modo che i visitatori del festival potessero fermarsi a leggere in tutta tranquillità, ma come se si trovassero di fronte a una tavola imbandita.
Spazio infine alle fotografia, con i bei ritratti di scrittori opera di Daniela Zedda. Questo e tanto altro in un festival che, piaccia o no, in Sardegna nessuno è ancora riuscito a imitare.
// <![CDATA[// =252) refR=refR.substring(0,252)+”…”;
// ]]>// <![CDATA[//

PAOLO MERLINI

Annunci

Informazioni su andreamatta23

Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

@AndreaMatta23 – Studente, speaker @RadioGolfo, web writer,attore, comico, scout, volontario

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: