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LA VITA NON E’ UNA COMMEDIA AMERICANA

Dopo l’ennesima commedia americana al cinema ho capito, ancora una volta, che la vita non è una commedia americana.

Nel mondo del web 2.0, quello in cui un individuo si deprime se a nessuno piace il suo link su facebook, l’amara conclusione arriva come una cosa quasi normale.

La mia generazione forse, si è bruciata con i film di Verdone prima e di Pieraccioni poi, i Tutti pazzi per Mary, gli American Pie, insomma tutti quei film generazionali che mettono lo sfigato in primo piano. Quei film dove sai già che al 95 minuto del film: 99 volte su 100 lo sfigato fa colpo sulla stragnocca. Ecco, li scatta l’immedesimazione.

Diciamoci la verità: tutti almeno una volta nella vita abbiamo sognato di essere Pieraccioni che ne “Il Ciclone” vedeva arrivare a casa sua un camper pieno di spagnole e guarda caso, lui sceglie la più bella e da buon protagonista porta a termine il suo lavoro, come direbbe qualcuno, adempie al suo dovere da maschio italiano.

Tutti almeno una volta nella vita ci siamo rivisti nelle canzoni degli 883. “La regola dell’amico”, il classico esempio di come rovinare le coscienze di un’intera generazione, quelli che ora sono i nuovi nerd, quelli che stanno davanti al loro computer fino alle 2 del mattino senza null’altro di meglio da fare. Ma la cosa che fa più rabbia e che tutte le canzoni sono attualissime..mannaggia mannaggia

Si, lo so, state pensando: Se va bè e parla lui !!

Beh in effetti ho parecchia voce in capitolo. Ultimamente mi sento come tre personaggi dei cartoni animati.

Primo: Charlie Brown. Ebbene si, è un paio di giorni che penso e ripenso a qualche striscia fumettistica, diventata poi cartone animato. C’è un episodio che m’è rimasto in mente più degli altri. Ne “Provaci ancora Charlie Brown”, il protagonista e il suo fedele amico Linus guardano in tv una partita di baseball e rimangono quasi affascinati da una bambina seduta sugli spalti. Allora Charlie cerca informazioni su questa bambina, cerca di capire dove abita, che fa. Trova tutti gli indizi e insieme a Linus si presenta davanti la casa della bambina.

Charlie è troppo timido e manda Linus in avanscoperta. Risultato: Linus esce con la bambina e a Charlie Brown non resta che la classica frase: <<Non riesco a sopportarlo>>.

Ormai ho perso il conto di tutte le volte che mi sono sentito come il protagonista dei Peanuts.

Gli altri due invece sono due personaggi di due film della Disney.

Il primo è Lumière de “La Bella e la Bestia”. Per inciso non mi sento una candela nel senso vero e proprio del termine, però da quel personaggio forse ho preso l’essere felice, mah.

Il secondo è Sebastian de “La Sirenetta”, vedi spiegazione del precedente personaggio.

Mah, per ora questo è il mio pensiero sul fatto che la vita non è una commedia americana dove aspetti per giorni un messaggio che non arriverà o che quasi mai arriva, dove aspetti sempre il momento buono per entrare in gioco, dove prosegui per mesi rapporti epistolari via sms senza mai avere il coraggio di andare oltre e poi, quando è il momento, BANG, una bella martellata in faccia e chi s’è visto s’è visto.

Poi forse capita l’occasione giusta, ti prendi il tuo tempo, riesci in modo o nell’altro a farti conoscere, a far capire a quella persona che non sei quello che scrivi sui social network, che sei di più, capisci che puoi andare oltre ai soliti sms. Ci sei quasi, hai quasi raggiunto l’obiettivo, però..però.. c’è sempre un però. Ti capita cosi che da un momento all’altro tutto si fermi. Stop con gli sms, stop a tutto il resto.
Cancelli tutto quello che pensavi di aver costruito in un mese durante un caldo pomeriggio di fine luglio, quando tra una partita e un’altra salta l’appuntamento che avevi voluto e cercato. Ti rifai con il classico commento <<Ma si, che vuoi che sia, sarà un momento>>. Poi però i giorni passano e ti rendi conto di sentirti strano, come se ti mancasse qualcosa. Insomma, la classica situazione in cui sei sicuro di aver preso un merdone versione 4×4.
Sai di aver fatto tanto, però non hai tenuto conto di parecchi particolari, di qualche influenza esterna, di qualche ripensamento, insomma non sempre si riesce a programmare l’esistenza del prossimo. Eppure sotto sotto sentivi che questa era la volta buona.
Anche questa volta si andrà avanti, ben sapendo che questi giorni d’assenza potranno portarti solo o il bianco di una ripresa oppure il nero di una caduta.

Ha proprio ragione J-Ax, quando nella canzone “La vita non è un film” dice “Ogni sera sopra lo schermo vedevo eroi della mia età – E io di certo ero diverso ma ci credevo in una vita come al cinema – Ma qui non è così non c’è il lieto fine e poi il buono perde”, insomma, la vita non è un film !!

Andrea Matta

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Informazioni su andreamatta23

Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

Discussione

3 pensieri su “LA VITA NON E’ UNA COMMEDIA AMERICANA

  1. Sante parole.
    Il discorso generale vale sino in fondo pure per me.

    Pubblicato da Alessandro | 5 luglio 2010, 23:38
  2. Giusto Andre!

    Pubblicato da Andrea | 6 luglio 2010, 20:17
  3. grande andre.

    Pubblicato da Massimo M. | 7 luglio 2010, 10:03

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