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RIFLESSIONI GENERAZIONALI

“La mia generazione ha perso”, diceva in una canzone di Giorgio Gaber.
Beh, caro Signor G, se la sua generazione ha perso, la nostra sta per cedere al nuovo mondo fatto di una vita poco reale.

Questo post nasce da una “provocazione” che la mia amica Veronica mi ha lanciato ieri sera, anzi per dire la verità, io ho chiesto un argomento e la risposta è stata: <allora…la caduta dei valori nella società del nuovo millennio soprattutto volgendo uno sguardo ai giovani adolescenti…dove andremo a finire?>
Dalle due di ieri notte a questo momento, mi saranno venute sei mila idee, per fortuna ho preso qualche appunto.

La mia, la nostra, è una generazione strana. Una generazione che nasce normale e che purtroppo passa per depressa. Depressa da tante cose nella vita, dalla completa assenza di lavoro fisso, dai sogni quasi irrealizzati dei 30enni di oggi. Eppure siamo l’ultima generazione che può cambiare questo mondo perché, che rimanga tra noi, la prossima è troppo ferma, troppo incapace di portare avanti quello che noi lasceremo dopo il nostro passaggio generazione.
La domanda che mi pongo è: perché??

Le risposte possono essere tante. Partiamo da quella che ritengo più importante: la nuova generazione è quella del “Tutto e subito !!”, figlia di un rapporto controverso con i genitori che, sentendosi in colpa per l’assenza, ricoprono i figli con ogni cosa. <<Cosi almeno sta buono>>. Ovviamente ci sono tante eccezioni ma credo che il trend si questo.
L’assenza dell’effige familiare, di una solida famiglia alle spalle.

Poi ci sono tante altre cose, tutte collegate alle strane mode degli anni duemila, robe che per un 20enne un po’ bacchettone suonano strane.
Partiamo dalla musica. Quando avevo 14-15anni, parliamo solo di sette anni fa, la musica si ascoltava nelle cuffiette, c’erano già i primi esemplari di lettori mp3 e il lettore cd faceva la sua porca figura.
Ora?? Tutti con la musica sul cellulare, con un piccolo, piccolissimo particolare: devi subire tutta la discografia del grande dj che suona musica reggaeton. A questo aggiungiamo la totale mancanza di educazione nei confronti dell’altro. Le nuove generazioni non conoscono il rispetto per l’altro, cercano di distruggere tutto e più in fretta possibile. Poi tornano a casa e la colpa è sempre degli altri, della gente che non li capisce, dei vecchi insomma.

A questo punto, chiedo a te, 15 enne, quali sono i tuoi sogni??? Cosa vorresti fare nella vita?
Mh, si, è una domanda difficile per me che ho 22 anni immagino per te, però qualche sogno devi pur averlo. Va beh, dico, a parte farti la ragazza più carina, che vorresti fare nella vita?

E’ vero che la società porta il 15enne di oggi a isolarsi, a stare per ore davanti a un computer, a somigliare in maniera incredibile al suo idolo musicale, tanto da vestirsi come lui, però questo lo faceva anche la mia generazione e quella precedente e quella precedente ancora. Alla new-generation manca quello che ha avuto la mia generazione: giocare a calcio per strada, ritrovarsi nei centri comunali dove si dava a tutti la possibilità a tutti di esprimersi, dal ragazzino con le pezze al culo a quello di ottima famiglia, passando per i ragazzi normali.

Forse ho trovato la risposta a tutto: manca la nor-ma-li-tà. Chi è normale sta fuori dalla massa !!
Allora posso dire con fierezza che sto fuori dalla massa, che sono un 20enne normale, che ascolta musica normale (tutti i generi dalla dance al melodico italiano, passando per il rock americano), che esce con gli amici senza ubriacarsi ogni sabato (nulla in contrario contro chi lo fa), che si veste in maniera normale (salvo per i pantaloni a 9/10, robe da un’altro mondo) , che fa cose normali !!. Certo i sogni sono quelli di un 20enne qualunque: realizzarsi da un punto di vista lavorativo, economico e perché no, anche sentimentale, ma è una roba normale!!

Cari 20enne, abbiamo le possibilità per cambiare questo mondo. Lo possiamo cambiare dal punto di vista culturale, politico, sportivo etc etc, dobbiamo solo crederci.
Forse il nostro problema sta nel non crederci.

Dopo tutto questo bel ragionare, penso alla più piccola della Satta Family, Anna, 8 mesi che fissa i miei occhiali e mi guarda con un’aria tranquilla, pacifica e tra me e me penso, ma in che mondo vivrà questa bambina? Se ci schifiamo persino noi, figuriamoci lei.

Signori, sta a voi commentare ciò che ho scritto. Se avete qualcosa da dire, fatelo pure..

Andrea Matta

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

Discussione

3 pensieri su “RIFLESSIONI GENERAZIONALI

  1. 🙂 🙂 sono anche citata 🙂 bravissimo Andre sei un ottimo scrittore…hai molto talento 🙂

    Pubblicato da BlackKitty | 20 luglio 2010, 20:02
  2. Egregio Dr.Matta questo post mi riporta ai cari vecchi discorsi di quei giorni di teatro e Centro Animazione Ragazzi che, non nego, mi mancano davvero tanto.
    Ogni volta la finivamo a parlare di questi discorsi e, ancora a distanza di qualche anno, li trovo ancora validi, anzi hanno ancora più fondamento oggi.
    La generazione subito successiva alla nostra vive nel bel mezzo della morte della morale data da icone televisive e musicali, da una cultura decadente e da un progresso che sta, in realtà, portando a un regresso con conseguente perdite dei valori già citati in ciò che ho appena letto, quali il giocare a pallone in strada e cose così.
    Ben pochi sono i ragazzini di oggi che non basano il loro linguaggio sul modo di parlare di Facebook, il loro modo di vestire sullo stile dei personaggi di MTV, e le loro aspirazioni sul diventare un Corona, una Belen, una Lady Gaga o un Bill Kaulitz.
    Doc, lei dice di pensare che a volte è un po’ all’antica… bè direi che essere conservatori a volte non è sbagliato soprattutto quando, l’essere “progressisti” (anche se non reputo questo l’essere progressisti) sta portando a una società così ridicola.
    La maleducazione ha raggiunto livelli esagerati, la boria di alcuni ha superato ogni limite e penso che un po’ tutti abbiano, alla fin fine, una crisi di identità.
    Personalmente ritengo che in tutto ciò il danno causato da genitori e situazioni familiarie varie sia decisamente quasi del tutto ininfluente.
    Personalmente penso che si sia appena superato il punto di non ritorno, perchè vedo ogni giorno comparire cose peggiori del giorno prima. Ancora nessun segno di inversione di tendenza. Penso che il destino della società non sarà diverso da quello del film Idiocracy (film non molto noto di qualche anno fà).
    Con questo la saluto, a presto!

    Pubblicato da Daniele Collu | 20 luglio 2010, 20:59
  3. Ogni generazione vive con i suoi vizi, i suoi difetti, ma anche con i suoi pregi. E’ stato così anche per il sottoscritto che ora è 34enne. Noi eravamo i figli dei robot giapponesi, ore e ore trascorse davanti alla tv per vedere ad esempio Mazinga.

    Quando ero giovine, una delle mode che ricordo di più erano gli abiti che dovevano essere rigorosamente di marca, altrimenti eri fuori dal gruppo, ricordo per me le noiose discussioni scolastiche io ho questo, domani mi compro questo, e via dicendo. Poi si girava con i walkman ad ascoltare Vasco Rossi o Jovanotti. E quando non si usciva la mattina dopo vi era il commento su quello che davano in tv alle 20.30 Ora al posto della tv si parla di internet, ma il concetto è lo stesso.

    Ogni generazione è schiava della tecnologia, e delle mode del suo periodo. MA la tecnologia è solo un mezzo, una moda, sotto ci sta sempre la persona e l’educazione. Per quello non è fondamentale preoccuparsi del mezzo materiale, ma di quello che sta dietro.
    Secondo me la situazione non è così drammatica. Vedo molta più tolleranza verso il prossimo ora, di quando ce ne fosse negli anni 80 e 90. E spesso sono più deluso dei cinquantenni e di alcuni comportamenti.

    Internet, e la comunicazione con i cellulari permettono di far conoscere meglio le persone. Noi non passavamo il tempo a mandare sms, però ci si faceva la guerra tra paesi diversi. Un ragazzo di 16-20 anni spesso usciva la sera da qualche parte e veniva minacciato e preso a botte.

    A scuola si faceva di peggio, di quello che si fa ora, solo che non vi erano videocamere o telefonini per fotografare, e le notizie non circolavano come ora, quindi il tutto non veniva divulgato.

    E vi erano mode, tagli di capelli e altro in base agli idoli musicali e televisivi, esattamente come ora.

    LA differenza è che ora puoi sentire un amico lontano tramite sms o facebook, prima si era più isolati e talvolta un po’ soli.

    Poi si cresce, si matura e si cambia perché ci si scontra con i problemi reali della vita. Crescerà anche questa generazione. Diamogli il tempo di scontrarsi davanti alla vita.

    Pubblicato da cristian | 5 agosto 2010, 12:42

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