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Calcio

BALOTELLI & THE ENGLISH JOB

<<Sto per cominciare una nuova avventura.

Mi dispiace lasciare l’Inter e l’Italia, perchè avrei preferito continuare la mia crescita professionale nel mio paese.

Vado dove spero di trovare lo spazio per giocare, perchè per me è molto importante: ho bisogno di giocare, di sbagliare, d’imparare, e di giocare ancora. E di un ambiente più sereno intorno a me.

Lascio alle spalle un anno difficile: ho riconosciuto i miei sbagli, ma credo di essermi trovato spesso al centro di pressioni e critiche che in alcuni casi mi hanno esasperato.

Ora penso solo a fare bene con la mia nuova squadra e in Premier. Ce la voglio mettere tutta! Ringrazio la mia famiglia, che con tanta pazienza e affetto mi è stata vicina, nei momenti belli e in quelli difficili.

Ringrazio il presidente Moratti, la squadra con cui ho condiviso tante vittorie, i tifosi che mi hanno sostenuto, il mio entourage e gli amici>> Dal sito di Mario Balotelli

E anche Mario va all’estero. Avevamo un giovane talento italiano e ce lo siamo fatto scappare. Come Giuseppe Rossi, come Federico Macheda, come tanti altri.

Troppo forte il richiamo della Premier. Troppo forte il richiamo dell’ex allenatore, Roberto Mancini, quello che l’ha voluto in prima squadra facendolo esordire in A contro il Cagliari nel dicembre del 2008. Troppo forte il richiamo delle sterline degli sceicchi del Manchester City.

I tifosi italiani hanno vissuto queste giornate con lo stesso pathos con il quale si segue una puntata di Beautiful. Se va? Non se ne va? Ormai è già andato.

La storia di Balotelli è simile a quella di tanti giovani italiani, costretti ad emigrare per trovare spazio. Certo, mi rendo conto che il paragone è abbastanza azzardato.

Lui va a giocare a pallone, a fare la prima donna (che ne pensano a Manchester?) in Inghilterra, i nostri giovani, quelli che hanno la mia età e soprattutto le palle per andare via, vanno a cercare fortuna, vanno a cercare le opportunità che il nostro paese non gli dà perché sono giovani, hanno troppe idee innovative.

Mario ha bisogno di giocare, di sbagliare, di imparare e di giocare ancora. Certo, a Manchester non ci sarà Mourinho che lo cazziava ogni trenta secondi, non ci saranno Materazzi (Balotelli ha autografato l’iPad di Matrix prima di partire) e Stankovic che dopo la semifinale di Champions contro il Barcellona si trasformarono in Mike Tyson gonfiandolo come una zampogna. Ha bisogno di un ambiente più sereno intorno a se. Come se giocare nell’Inter fosse come giocare in una squadra di terza categoria.

La stagione scorsa per lui è stata molto difficile, ma dobbiamo anche dire che lui si è impegnato parecchio. Nella vita, non sempre si sbaglia nel rimproverare qualcuno, soprattutto quelli che non sanno la fortuna che hanno avuto.

A molti interisti non è andato giù il comportamento da ragazzino viziato che ha avuto Balotelli da due anni a questa parte. <<E anche mario se ne va>>, <<E il suo comportamento di merda…>> ha tuonato mio cugino interista in risposta al mio messaggio.

Per lui quattro stagioni nell’Inter, senza troppi gol decisivi, salvo quelli in Champions contro il Rubin Kazan. Si era messo in luce nel 2006 quando giocava nel Lumezzane. Cercando qualche notizia su internet, scopro che poteva essere un giocatore del Barcellona. Trasferimento saltato per colpa di un extra che il fratello di Mario, Corrado, ex procuratore del giocatore, aveva chiesto ai blaugrana.

L’Inter lo acquista superando la concorrenza di parecchie squadre straniere. Il giocatore inizia a farsi conoscere soprattutto con la maglia dell’Inter Primavera al Torneo di Viareggio. E’ proprio Roberto Mancini , ora tecnico del Manchester City, a volerlo in prima squadra. Da quel momento, diventa Balotelli, anzi SuperMario Balotelli. Segna una doppietta contro la Juventus in Coppa Italia e si merita il rinnovo contrattuale fino al 2011. Per la prima volta si parla di una cessione in prestito del giocatore ma l’Inter trova l’accordo e rinnova il contratto.

Il resto della storia la si conosce. Il rapporto di amore e (soprattutto) odio con Mourinho, l’inciviltà dei tifosi avversari che per un’intera stagione hanno accompagnato le sue giocate con i buuu razzisti etc etc etc. Tutto fino alle ore 18 di oggi, fino alle foto di rito e all’animazione sul suo sito internet: la sua caricatura con la maglia del Manchester City.

Forse quest’anno con Benitez sarebbe stato diverso. Lui ha sempre puntato sui giovani talenti ma ormai era tutto finito.

La persona più dispiaciuta di tutto questo è il presidente Moratti che ha lasciato andare via un suo pupillo o almeno cosi era all’inizio e soprattutto perché spera che Balotelli non diventi un secondo Roberto Carlos. Per non parlare di Recoba…

Ora SuperMario vuol far bene con il Manchester City, con quella maglia sky blue o azzurra che dir si voglia e con quello stemma che vuol dire “Orgoglio in battaglia”. Non è quell’azzurro italiano che ha indossato qualche giorno fa ma a questo punto, a noi calciofili italiani, non ci rimane che vederlo all’opera con la maglia azzurra, quella della quarta stella.

Andrea Matta



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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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