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andream

STORIA DI UN 22ENNE. Da piccolo voleva fare il giornalista…

Simpatico, timdo, socievole, ordinato, logorroico, superbo, disponibile, istrionico, egocentrico, rompiballe.
Questo sono io. Questo è Andrea

Quale giorno migliore, se non quello del mio compleanno, per descrivermi, per scrivere quello che la gente mi dice oppure quello che io stesso voglio dire, raccontare di me.
Erano le ore 12 di un lontano, ma non lontanissimo, Martedi 23 Agosto 1988 e sono passati già 22 anni. Per l’esattezza 8030 giorni, 192 720 ore, nonchè sei mondiali, sei olimpiadi etc etc etc.

Saltiamo tutta la fase dell’adolescenza (che potete guardare in questo video, ndr) e passiamo a cose un po’ più attuali.

In questi due anni sono cambiato, o per meglio dire sono cresciuto.
Nessun preoccupazione, vita regolare o quasi, non fumo, non bevo (birra esclusa), parolacce ne dico abbastanza, ma mai quante ne dice un quindicenne. Odio la discoteca ma non la musica etc etc etc.
Qualche giorno fa ho riletto i miei vecchi post sul blog di msn (si, esiste ancora) e mi sono reso conto che pure io scrivevo le minchiate che scrivono oggi i teenager, ma se non erano minchiate per me, figuriamoci per loro.

<<Ci provo>>. Ecco qual’è la frase giusta per capire la mia crescita: ci provo. A seconda dei casi, questa frase si trasforma in <<Ok, va bene>>, <<Ah, per me non ci sono problemi>> ma anche <<Si, sono un pirla>>

Dicevo, in questi due anni sono cresciuto, mi sono dato delle priorità, cerco di raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato non dimenticando mai da dove sono partito e soprattutto dove vorrei, dove voglio arrivare.
La maggior parte della gente che mi conosce, mi conosce per davvero intendo, sa già quello che sarà il mio mestiere: fare il giornalista. Sono quelle persone che mi dicono: <<Cavolo Andre, c’è gente che a trent’anni non sarà che farà e invece tu lo sai bene>>.

In effetti sarebbe bello poter vivere di quello che una persona sa fare. C’è chi vivrebbe di musica, chi di teatro e chi invece si accontenterebbe di vivere, scrivere e parlare di calcio, attualità e tanto altro.

Come tutti ormai sapete, collaboro da due anni con Radio Golfo degli Angeli. Forse non l’ho mai detto, ma per me “fare la radio” è un sogno. E’ come quando da bambino registravo la mia voce sullo stereo, mettevo le canzoni e poi risentivo il prodotto finito. Adesso è cambiato lo scenario: mi trovo in uno studio radiofonico, con davanti un microfono, i miei fogli, e dietro il vetro il buon Renato che ridacchia quando sente l’imitazione di Spalletti e si incazza quando dico cose che non dovrei dire oppure non seguo gli ordini del direttore, che poi sarebbero i suoi Vorrei iniziare ad utilizzare la mia voce, non solo quella dei miei personaggi, ma ci sarà da lavorare. Vorrei fare qualche bella intervista cazzuta, ci sarà tempo. La nuova stagione sarà quella più importante: bisogna capire se la radio è una cosa che voglio fare davvero oppure è solo un bellissimo passatempo. Ah, sabato inizia la terza stagione della mia trasmissione, speriamo bene.
Quest’anno ho avuto anche l’opportunità di creare, seguire e realizzare un progetto innovativo, un progetto che metteva l’amministrazione comunale a disposizione dei cittadini quartesi. Peccato che per un motivo o per un altro sia passato sottotraccia. Come al solito c’è chi ha visto “the dark side of the moon” e ha preferito mettere in luce alcune cose, rispetto ad un progetto nuovo, innovativo, che come tutte le cose nuove all’inizio sembra strano. E’ stata una bella esperienza, da ripetere, ma soprattutto mi sono messo in gioco e questa è la cosa più importante.

Proprio grazie alla radio è ripartita la mia voglia di scrivere, di leggere le notizie, i giornali. Un po’ perché da marzo, ri-scrivo le notizie per il sito della radio (sti chezzi, ndr) e un po’ perché il mio senso civico mi ha spinto a raccontare quello che succede nel consiglio comunale della terza città della Sardegna, a non lasciare che l’unica fonte di informazione sia un giornale. E’ iniziato tutto per gioco. Ero li per seguire il consiglio per prendere spunto per qualche domanda da fare durante il programma. Insomma segna oggi, segna domani ho unito l’utile al dilettevole. Non so se le mie note, prima, e i miei post sul blog poi, siano state oggetto di lettura o di commento da parte di qualche nostro rappresentante, però intanto sono li. Restano li.
Tutto serve a fare un nome, tutto serve a far capire che sei li, in consiglio comunale o in una conferenza stampa, in nome e per conto di qualcuno, che rappresenti quell’entità, quella piccola azienda.

Nella mia vita c’è la radio e c’è anche il volontariato, quello per l’Abos (Associazione Bambini Ospedalizzati Sardegna). Ogni giovedì mattina, il mio compito è quello di far divertire i bambini del day-hospital dell’Ospedale Microcitemico a Cagliari. Ogni tanto mi capita di salire anche al 4°, al 5° piano. Giovedi scorso sono entrare nel Centro Trapianti. Non ero mai entrato e sinceramente mi ha fatto un po’ impressione. Tutti quei camici, tutte quelle stanze chiuse, tutte quelle mascherine.
Ah, giusto per precisare: il sottoscritto non è mai stato ricoverato in ospedale (l’autore del post fa gesti scaramantici, ndr). eppure per spirito di servizio e perché mi diverto pure io, lo faccio molto volentieri. Racconto sempre che i bambini si divertono a picchiarmi, per loro sono una specie di pupazzo di gomma. Fino a quando mi divertirò a giocare con loro, resterò. L’Abos è il mio servizio extra-associativo. Si, perché è bene ricordarlo, io sono scout. Solo negli ultimi due anni ho capito la “sottile” differenza tra andare agli scout ed essere scout. Il mio cammino in Branca RyS si è concluso a ottobre tra lacrime, zanzare e bei ricordi. Sono rimasto fuori dall’associazione per quasi un anno e ora sono pronto a tornare, a ripartire. Certo, avrò un ruolo diverso, non so neppure in che branca sarò, se con i lupetti, per rimanere in tema bambini oppure in Reparto (l’autore del post ha qualche idea, ndr), ma sta di fatto che sono a servizio del mio gruppo. Aspettiamo..

Nella mia vita c’è la radio, c’è il volontariato e ci sono soprattutto gli amici. Forse sono proprio loro la mia miglior rivincita. Ce ne sono tanti. Ci sono quelli soliti, gli amici del sabato sera, gli stessi delle feste comandate, gli stessi che senti durante la settimana per sentire che stanno combinando, se hanno la vita incasinata, gli stessi dai quale vorresti un rapporto schietto: pane al pane e vino al vino o se non altro non vorresti ritrovarti sempre all’ultimo a decidere le cose, in attesa di qualcosa o di qualcuno. Ma noi siamo sempre in attesa di qualcosa o di qualcuno.
Poi ci sono quelli che senti quasi ogni settimana, quelli con i quali vai a giocare a un noto gioco per locali durante la settimana, quelli con i quali vai saltuariamente (l’autore del post si complimenta da solo per l’utilizzo della parola saltuariamente, ndr), a farti una birra, quelli che dopo estenuanti riunioni vai a mangiare qualcosa e sono gli stessi che incontri quasi ogni mattina in una sede al centro di Quartu, quelli che ti sopportano dalla bellezza di sedici anni, che ogni tanto perdi e che però poi tornano sempre, forse proprio perché li conosci da parecchio tempo.

Nella mia vita c’è la radio, c’è il volontariato, ci sono gli amici e c’è la famiglia. Ci sono dei genitori che hanno sempre assecondato le mie scelte, che se la prendono solo quando sanno che non faccio quello che devi fare, quello che loro non hanno potuto fare e che mi hanno dato un educazione, essenziale in un mondo come quello di oggi. Per la Satta Family è stato un anno un po’ complicato, ma ci si riprende sempre. Anche in questo caso ci si perde, o per meglio dire si cresce, ma ogni tanto è bello ritrovarsi. La cosa che mi ha sempre divertito è sentire la classica frase che si dice a un figlio unico: <<Sei figlio unico? Non l’avrei mai detto>>, segno che la Family funziona sempre.

Nella mia vita c’è la radio, c’è il volontariato, ci sono gli amici, c’è la famiglia e ci sono le donne. Ebbene si. Da buon timido il mio rapporto con le donne, chiamiamole ragazze, è più confidenziale, è sempre un po’ particolare. In tutti i gruppi, in molte situazioni ho preso le ragazze come punti di riferimento: nello studio, nel “lavoro”, nei rapporti in genere.
Sono stato anche deluso dalle ragazze, soprattutto da un certo tipo di ragazze, quelle ragazze da “Chi l’ha visto?”, che hanno una rapidità di fuga e di esecuzione che nemmeno un kamikaze a Bagdad. Stimo le ragazze che lavorano tutto il giorno, che riescono a studiare e a ottenere grandi risultati. Non sono per il “Tutto fa burricca”
Non ho ancora trovato la ragazza giusta. Arriverà? Certo, ma sta di fatto che ogni volta che parlo o esco con qualche ragazza interessante, mi rivedo nella scena di un film e come sottofondo sento “Servi della Gleba” di Elio e le Storie Tese.
Aspettiamo, aspettiamo e nel mentre continuo a vedere ragazzi completamente senza neuroni stare con belle ragazze e mi dico che al peggio non c’è mai fine

Ma io, chi c****o mi credo di essere? Questa domanda me la sarà fatta mille volte. Non riesco mai a trovare una risposta adatta. Però, proviamo a fare un bilancio. Allora, ho 22 anni, sono il più giovane conduttore radiofonico nella mia radio, almeno per ora, ho una vita sociale, ho una Family a disposzione, ho parecchi interessi, sono single.

Ah ecco..ho tutte le potenzialità per diventare Il Migliore..mh..

Sono quasi arrivato alla fine. Progetti. Ho il classico progetto di uno studente universitario di Scienze Politiche, però stavolta lo penso ma non lo scrivo.

Facciamo cosi, i progetti me li tengo per me, se voi avete qualche consiglio fate pure, tanto sapete dove trovarmi. Ho anche la mia giornata ideale, dove poter conciliare, studio, lavoro, amici e tutto il resto, ma ve la farò sapere presto.

Ho detto tutto quello che c’era da dire. Spero che questo mio post vi sia piaciuto. Ho cercato di riassumere quello che faccio nella mia vita incasinata, una vita che uno ordinato e preciso (l’autore del post sa benissimo di non essere puntuale, ndr) come me, vorrebbe sempre bella programmata su un’agenda e so bene che è una cosa impossibile.

Io sono sempre Andrea. Sono Andrea quando mi incazzo perché a capodanno metà spumante finisce sul mio maglione, sono Andrea quando vado per monti indossando un uniforme, sono Andrea quando prendo appunti in consiglio comunale, sono Andrea quando mi sveglio alle 6, prendo un pullman alle 7 per essere alle 8 in facoltà, sono Andrea quando cerco di studiare, sono Andrea quando cambio la mia voce alla radio, sono Andrea quando vado allo stadio e cerco tutta la parentela femminile dell’arbitro e dell’intera squadra avversaria, presidente compreso.

Sono Andrea quando mi confronto con gli altri di politica e cerco di farmi un’idea su come va il mondo, sono Andrea quando Viola ogni giovedi prima di andare via si ferma, guarda il padre e gli dice <<Oggi non ho ancora picchiato Andrea>>, sono Andrea quando sto davanti al mio portatile per scrivere le notizie sul sito della radio, sono Andrea quando il lunedi vado al cinema con Valeria etc etc etc…

Ringrazio tutte le persone che mi sono vicine, gli amici che mi accompagnano in questa vita da 22, 16, 3 anni, quelli che conosco da due anni e che mi sembra di conoscere da una vita e anche quelli che ho incontrato sabato o domenica o magari oggi.

Quelli che vedono crescere un ragazzo di 22 anni che da piccolo voleva fare il giornalista e che forse, anzi, senza forse, ce la farà.

Andrea Matta

Andrea Matta. Tratto dallo spettacolo teatrale TENEBRAS

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Informazioni su andreamatta23

Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

Discussione

Un pensiero su “STORIA DI UN 22ENNE. Da piccolo voleva fare il giornalista…

  1. Bravissimo andre! hai colpito nel segno anche stavolta! ti ho già fatto gli auguri su fb, ma mi congratulo con te per quello che fai e soprattutto ti auguro di realizzare i tuoi sogni!! 😉 baci, si spera, da una futura collega(già collega di facoltà ;))

    Pubblicato da mauraletizia | 23 agosto 2010, 17:17

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@AndreaMatta23 – Studente, speaker @RadioGolfo, web writer,attore, comico, scout, volontario

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