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andream, Attualità

MANIFESTAZIONE PASTORI, TUTTO INZIO COSI’…

Raccontare tutto quello che è successo ieri a Cagliari è difficile però scrivere a mente fredda aiuta.
Una città sotto assedio, Via Roma bloccata alle 11 del mattino, camionette della polizia, dei carabinieri e della guardia di Finanza schierate in mezzo alla carreggiata già dalla prima mattinata.

Eppure era tutto tranquillo. Quando io e una mia collega siamo arrivati nel piazzale antistante la Fiera per registrare alcune interviste ai pastori, la situazione era completamente sotto controllo. C’erano soltanto manifestanti, qualche poliziotto e parecchie macchine parcheggiate, normale amministrazione in una Cagliari preoccupata ma tranquilla. La parte più consistente delle forze dell’ordine era già schierata sulla Via Roma, una scena che mi ha ricordato quello che succede ogni domenica negli stadi, agenti schierati in attesa dell’attacco di qualche sedicente tifoso, pronti a rispondere. Si, qualche coro, un po’ di goliardia ma niente di più. I pastori erano davvero tanti, forse quattromila, cinquemila al massimo. Certo, qualche bottiglia di birra l’abbiamo vista e questo non lo si può negare ma ancora adesso mi chiedo: perché arrivare alla guerriglia urbana??

Ho fatto un po’ di rassegna stampa e i titoli dei giornali sono tutti molto simili, purtroppo. “Guerriglia nel centro di Cagliari. Cariche alla protesta dei pastori”, La Repubblica. Oppure “Scontri Cagliari, pastore perde occhio dopo essere stato colpito da lacrimogeno”, Il Messaggero e cosi via fino al titolone dell’Unione Sarda: “Pastori, assalto al Consiglio regionale. Guerriglia con la polizia: cinque fermati”.
Assalto al Consiglio Regionale. Un po’ come quando da piccolo giochi con i soldatini. Ad un certo punto vuoi che gli indiani assaltino la dirigenza. Peccato che ieri non sia stato proprio un gioco.

Guardando le immagini in tv ho pensato a parecchie cose. Primo: quella di ieri è stata una guerra tra poveri. Da una parte i pastori e le loro rivendicazioni, quote latte, de minimis ovvero 15mila euro per ogni azienda per tre anni, dall’altra la polizia cagliaritana, abituata più agli scontri da stadio che a placare gli animi.

Secondo: Non c’è stato un coordinamento tra la base della protesta e i loro leader che avevano come scopo principale quello di arrivare sotto il Consiglio Regionale e poi aspettare il corso degli eventi, cosa che infatti è avvenuta. <<Noi non abbiamo fretta aspettiamo tranquillamente. Non abbiamo ricevuto risposte dalla Giunta in Consiglio Regionale. Aspettiamo il corso della giornata, arrivati sotto il Consiglio Regionale, vediamo se la giunta è disponibile a riceverci, diversamente noi resteremo a Cagliari. Non abbiamo intenzione di abbassare la guardia, abbiamo intenzione di portare a casa dei risultati>>, queste sono state le parole del leader del Movimento, Felice Floris, prima della partenza del corteo.

Insomma, chi le colpe della guerriglia? Dov’era, anzi, dov’è la classe politica sia di destra che di sinistra? Ma soprattutto dov’erano il Governatore Cappellacci e l’Assessore all’Agricoltura, Andrea Prato? Il nostro Governatore è a Roma per affari istituzionali, un po’ come Bush quando dopo l’attacco alle Torri Gemelle continuò a fare una lezione ai bambini dall’altra parte dell’America. Si è vero, è un esempio esagerato ma per me rende l’idea.
Ma non vi preoccupate, anche il Pd ha fatto scena muta o almeno cosi sembra visto che i deputati sardi alla Camera dei Deputati hanno presentato un’interrogazione urgente al Ministro degli interni e al Ministro per le politiche agricole. Insomma, meglio tardi che mai

Partiamo da una cosa che credo di aver capito. L’obiettivo della protesta non era il Cappellacci ma l’Assessore Prato che con le sue promesse disattese a fatto arrabbiare i pastori.

La classe politica sarda non si è schierata ne dalla parte dei pastori, o meglio, molti hanno visto la loro protesta come una cosa legittima, la protesta non la violenza, ne dalla parte della polizia che come ho già detto, non è abituata a placare gli animi e forse, in qualche caso, ha sparato qualche razzo ad altezza d’uomo o almeno cosi dicono i manifestanti.

Le cariche della polizia sono state un po’ come colpire nel mucchio e in queste situazioni si rischia di combinare solo danni. Certo, la sassaiola da parte di qualche pastore esaltato ed ebbro di birra e vino c’è stata, negarlo sarebbe stato inutile, però non si possono prendere a manganellate le persone che stanno sedute nelle panchine, è una roba impensabile. Risultato degli scontri: un pastore ricoverato al San Giovanni di Dio rischia di perdere un occhio, un poliziotto con la mandibola fratturata.

Nel corteo c’era qualche infiltrato? Mah, chi può dirlo. Dopo quello che successe nel gennaio 2008 e le botte tra polizia e protestanti contro i rifiuti campani portati in Sardegna, dalla Giunta Soru, tutto può essere.

E’ stata una delle pagine peggiori del lavoro in Sardegna ma è servita per mettere in evidenza davanti ai media nazionali e anche a quelli locali, troppo concentrati con le manovre politiche e con i cambiamenti di casacca, quale è la vera situazione nella nostra isola.

Alla manifestazione dei pastori è dedidata la puntata zero di TUTTI GIU’ PER TERRA il nuovo programma sul mondo del lavoro in Sardegna, scritto curato e condotto dal sottoscritto e da Claudia Sarritzu.

Andrea Matta
Quartu, 20 ottobre 2010

(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte.   Grazie, Andrea Matta)

Foto - Andrea Matta per https://andreamblog.wordpress.com

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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