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CAGLIARI. STUDENTI, PROFESSORI, LAVORATORI PRECARI, TUTTI A DIFESA DELLA COSTITUZIONE

Raccontare una manifestazione a difesa di qualcosa è sempre difficile. Spesso ci si sofferma su intervento, tralasciandone un altro, che magari, non si è capito oppure non sembrava troppo utile.

Ma la manifestazione in difesa della Costituzione, della scuola, dei fondi per lo spettacolo svaligiati per l’ennesima volta, era troppo importante, quasi da assenza giustificata con la presenza dei genitori, un po’ come si faceva a scuola.

Partiamo dalla fine. Nell’intervento conclusivo, il professor Gianmario Demuro ha parlato di una informazione libera, a prescindere dai giornali, dalle tv.

Ecco, questo è l’obiettivo di questo post. Raccontare quella che è stata una manifestazione, senza nessun colore politico. Non sarà un articolo di commento, per quelli ci pensano i giornalisti più seri, quelli che non stanno fino alla fine della manifestazione ma arrivano, fanno due o tre inquadrature magari al candidato di turno, una breve intervista a quello più “famoso” degli altri e se ne vanno via. Questo è un post diverso, possiamo dire con nomi e cognomi, perché chiunque interviene in queste manifestazioni deve essere trattato in egual modo.

Una manifestazione libera, con un palchetto allestito davanti al Palazzo di Giustizia di Cagliari, in Piazza Repubblica. Tutto intorno una città che si prepara a una competizione elettorale ma che questa volta, ha lasciato a casa le bandiere politiche e si è riunita sotto un unica bandiera, quella tricolore.

Tanti gli interventi, alla fine se ne conteranno diciotto

Il primo a parlare è stato Piero Ciarlo, noto costituzionalista, secondo il quale, l’obiettivo delle forze politiche è quello di conquistare tre elementi fondamentali nel nostro paese: la scuola, la cultura e la magistratura. Per Ciarlo, la riforma della giustizia, proposta qualche giorno fa dal Governo, tende a destrutturare la Costituzione e a portare la giustizia sotto il dominio dell’esecutivo. <<Le piazze con il tricolore sono le piazze che difendono la libertà. Cacceremo la cricca di corrotti>>, cosi ha chiuso il costituzionalista.

<<Lottiamo per la Costituzione, per i diritti e per la democrazia>>, ha detto Andrea Deffenu, docente nella Facoltà di Scienze Politiche. che ha parlato dell’attacco alla nostra carta costituzionale su tre fronti: parlare di riforme per nascondere l’incapacità politica ad affrontare i reali problemi del paese; un attacco storico e culturale per delegittimare le origini democratiche e repubblicane del nostro stato e un attacco insidioso ai principi del costituente che limitano il potere e il rispetto delle regole.

Come abbiamo detto nell’introduzione, non si è parlato solo di Costituzione, ma anche di scuola.
Lo hanno fatto Rita Sanna, insegnante e due studentesse universitarie, Francesca e Federica.
Per l’insegnante, la scuola e il diritto all’istruzione sono sotto un attacco sferrato da chi dovrebbe stare dalla parte di insegnanti e studenti. Tra le ragioni di questa offensiva, la principale è il finanziamento pubblico per le scuole private. Le due studentesse universitarie invece, incentrano il loro intervento sul caratterizzare lo stato sociale come stato di cultura, sulla funzione, sui diritti e i doveri della scuola pubblica e sul presupposto che lo Stato non può accettare che l’università perda la sua funzione di ascensore sociale.

C’è spazio per un altro appello accorato di un insegnante, Gianfranco Sperati. Per lui, portavoce di un gruppo di docenti di Gonnosfanadiga, il Presidente del Consiglio, non è mai stato un esempio per il rispetto della Costiuzione, non è un modello per i giovani. E’ l’esempio del ritorno del trasformismo storico, ora diventato una compravendita degna di un mercato calcistico.

Scuola ma non solo. Anche i magistrati e gli avvocati hanno partecipato a questa manifestazione. Per loro, ha parlato Antonio Volpi che dopo aver elencato gli articoli della costituzione relativi alla Magistratura e ha letto un comunicato della Associazione Sarda Magistrati. Nel comunicato, un commento sulla riforma della giustizia, che secondo l’ASM, porta la una magistratura ad una maggiore attenzione alla maggioranza politica di turno senza nessuna modifica sui processi e sulle risorse destinate al potere giudiziario.

Il momento più toccante e più sentito dalla piazza è stato il discorso di due lavoratori dell’Ente Lirico di Cagliari che, dopo il nuovo taglio al Fondo Unico per lo Spettacolo, hanno visto peggiorare ancora una volta la loro situazione. <<Il teatro versa in una condizione terribile. Se l’Ente Lirico sparirà sarà un danno per tutta la città. Scenderemo in piazza per il teatro della vostra città e lo faremo organizzando una manifestazione pubblica e un concerto gratuito al Bastione di San Remy il 17 marzo, dalle 11 alle 13. Noi non abbiamo mai smesso di esibirci, dobbiamo batterci per difendere il nostro futuro>>.

Scuola, teatro ma c’è spazio anche per la libertà di culto religioso, con l’intervento di Cristina Arcidiacono rappresentante della Chiesa evangelica battista di Cagliari. <<Lottiamo per la laicità dello Stato, per la libertà sul testamento biologico, per una alternativa all’ora della religione cattolica nella scuola pubblica e perché la diversità religiosa sia una ricchezza>>.

In piazza a difesa della Costituzione c’è spazio anche per personalità diverse, come lo scrittore cagliaritano Flavio Soriga e Don Ettore Cannavera, direttore della Comunità La Collina. <<Siamo qui per difendere una costituzione democratica e la scuola pubblica>> ha detto Soriga, mentre Cannavera, non potendo essere presente in piazza ha inviato una lettera, letta dal presentatore della manifestazione, il giornalista Rai, Ottavio Olita, nella quale ha ricordato che perdere la libertà di espressione significa perdere la democrazia e che è più pericoloso il silenzio dei poveri innocenti che il danno dei potenti.

<<Un paese ha bisogno di lavoratori per renderlo migliore. Il rispetto dell’articolo 1 della nostra Costituzione significa rispettare i lavoratori>>, cosi Nicola Marongiu, Segretario della Camera del Lavoro di Cagliari.

Olita chiede un minuto di silenzio per la tragedia che ha colpito in Giappone. Un minuto di silenzio assoluto, intenso in tutta la piazza. Forte applauso e spazio per un altro intervento, quello di Carlo Cotza, Presidente dell’Associzione ARC di Cagliari che ha incentrato il suo intervento sul rispetto dell’articolo 3 della nostra Carta, che si riferisce al rispetto dell’eguaglianza formale e sostanziale e sulla diversità, vista ancora una volta come valore e sulla mancanza di leggi a tutela della minoranze di genere.

Ancora una storia sul lavoro, sul lavoro precario, quella portata sul palco da Manuela Bornia, che nella condizione di cassaintegrata si sente privata di un ruolo attivo nella società e di uno stato fondato sul lavoro. Racconta del precariato fatto di remunerazioni arrivate in ritardo e la lotta per realizzare i suoi sogni di libertà.

Nella scaletta degli interventi vige l’alternanza e dopo l’intervento di una cassaintegrata, sale sul palco Gianluca Scroccu, presidente della Fondazione Luca Raggio, che ricorda la vita di un sindacalista del dopoguerra come Giuseppe Di Vittorio e riprende la linea seguita negli interventi che l’hanno preceduto <<Viviamo in un Italia che distrugge la cultura. Diciamo no a chi tagli i fondi il sapere e ci togli e i libri>>

Tra i temi trattati durante la manifestazione, c’è anche la sanità. Ne ha parlato Gisella Trincas, presidente dell’Associazione ASARP. <<In questo paese sono stati negati i servizi sociali, la tutela alla salute, la distribuzione dei farmaci e soprattutto la tutela alla sanità mentale>>. Trincas ha ricordato anche gli squilibri nella sanità tra regioni del nord e quelle del meridione e gli squilibri interni in una regione come la Sardegna, che nel campo della sanità mentale sono stati creati dalla Giunta regionale e dall’Assessore alla Sanità.

Due studentesse del Liceo Dettori di Cagliari, hanno poi presentato una petizione contro le parole del Premier rivolte agli insegnanti della scuola pubblica, che secondo Berlusconi non sono in grado di educare. Nelle parole delle studentesse, torna il tema di una scuola pubblica che insegni a pensare liberamente, in modo laico e in una società basata sulla democrazia.

L’ultimo intervento è stato quello di Marcello Abis attivista di Agende Rosse Sardegna. <<Dobbiamo combattere le indifferenze, vigilare sulle conoscenze e portare avanti le nostre idee con coraggio. Portartiamo la mafia fuori dallo Stato e ripartiamo dal senso civico>>.

Torniamo al punto da cui abbiamo iniziato, alle parole del professor Demuro sulla libertà di stampa, sul non abbandonare la piazza dopo questa importante manifestazione. <<Ognuno si senta responsabile della Costituzione>>.

Faccie, volti e storie. Tutte insieme. Negli occhi degli studenti, dei professori universitari, dei giornalisti, dei precari del Teatro Lirico, degli operatori della sanità, dello spettacolo, nel raccoglimento per le vittime dello tzunami in Giappone, c’è tutta una piazza, che senza colore politico, ha voglia di ricominciare.

Ricominciare a pensare al proprio futuro.

Andrea Matta

Quartu, 12 marzo 2011

(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

Tricolore sulla gru - Foto di Giuseppe Vizzini

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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@AndreaMatta23 – Studente, speaker @RadioGolfo, web writer,attore, comico, scout, volontario

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