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I CALCOLI DELL’ANATRA

Chissà quanto stanno fischiando le orecchie delle povere anatre in questi giorni. Visto che i politologi, i giornalisti e tante altre categorie di ominidi hanno detto la loro sul caso anatra zoppa, mi sembrava giusto dire la mia.

L’ANATRA, QUESTA SCONOSCIUTA ! Sabato mattina, chiedevo un pronostico elettorale a un consigliere comunale quartese che nel bel mezzo della discussione parlò di una certa anatra: “C’è anche il rischio che x vinca, però non si possa governare, perché il totale dei voti delle liste non supera il 50% +1. In politica si chiama anatra zoppa”.

La cara vecchia enciclopedia Wikipedia, parla così dell’anatra zoppa “In Italia il termine Anatra zoppa è usato per indicare quei rari casi in cui un sindaco, pur eletto a maggioranza, si trova a “convivere” con un consiglio comunale la cui maggioranza è rappresentata da liste che avevano sostenuto un diverso candidato a sindaco.

Questo, con l’attuale legge elettorale per i comuni, si verifica nel caso in cui un gruppo di liste collegate ottenga almeno il 50% +1 dei voti validi, mentre la maggioranza dei voti per il candidato a sindaco vada ad un sindaco sostenuto da un altro gruppo di liste. In questo caso, non scatta il “premio di maggioranza” a favore delle liste che sostengono il candidato sindaco effettivamente eletto.” Tutto nasce dal soprannome dato ai broker della Borsa di Londra che non riuscivano a pagare i propri debiti. Cosi, Horace Walpole diede del “lame duck” all’amico Horatio Mann.

Insomma, anatra zoppa, anatra morta, anatra a succhittu, anatra schironata, anatra al proporzionale, anatra alla tedesca con wrustel e crauti. Ognuno ha le sue convinzioni, ognuno ha la propria idea di come saranno ripartiti i seggi nel caso di vittoria per Fantola o per Zedda.

Dibattito aperto: <<Due posti in più per le liste civiche.>>, <<No, due posti in più per i partiti forti.>>, <<Macchè, otto posti in più per il partito più votato>>. Insomma, parafrasando un vecchio detto campidanese “non si cumprendiri su babbu cun su fillu”

CANDIDATI MASSIMI Alla fine ce l’hanno fatta loro. Era scontato. Forse nessuno pensava ad un vantaggio del 35enne Zedda sul 63enne Fantola. Massimo Fantola è l’uomo che non piace tanto dal PdL romano, forse perché conosce la città o forse perché sarebbe stato meglio piazzare un deputato o un senatore marchiato PdL. E’ nato lo stesso anno dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana, e non ha cambiato tante casacche, passando dalla DC ai Riformatori, diventando senatore dell’UDC dal 2006 al 2008 nella XV legislatura, quella dello sciagurato Governo Prodi. Dall’altra parte, il Massimo che nessuno si aspettava. Se Zedda vincesse il ballottaggio avrebbe una bella schiera di soprannomi pronti all’uso. Sarebbe l’Obama sardo, il nuovo Renzi, il Pisapia cagliaritano, l’erede di Soru etc etc. Dopo aver abbattuto Cabras alle primarie del centrosinistra, il vendoliano, sarebbe pronto a diventare il più giovane di sindaco della città di Cagliari.

La sfida tra i due massimi, sembra un duello tra un “senatore” di una squadra di serie A e un giovane che dopo aver giocato per due o tre anni in qualche squadra di prima divisione, con ottimi risultati, torna per giocare titolare nella massima serie.

CHI HA PAURA DEL BALLOTTAGGIO? I due candidati sembrano pronti per giocarsi il secondo tempo della sfida. Fantola, lunedi sera, era convintissimo di andare al secondo turno. Così, quando in diretta per la radio gli chiesi qual era il suo pronostico, mi rispose: <<Secondo me, possiamo anche andare a dormire, risvegliarci domani mattina e pensare ai ballottaggi>>. Al ballottaggio però, quelli del PdL non ci volevamo pensare. <<Macchè, Massimo stai tranquillo. Stanno arrivando i dati dalle sezioni, sei in vantaggio>>.

Il ballottaggio è l’incubo ricorrente di qualunque esponente del PdL, forse per la magra figura rimediata nella sfida Milia-Farris del anno scorso, quando, paghi del risultato ottenuto al primo turno, 46,55% contro 33,80%, qualcuno non andò a votare (47,29% al primo turno, 24,91% l’affluenza al ballottaggio) con una differenza di quasi 10mila voti in meno per Milia e 42mila voti in meno per Farris. Zedda chiede il confronto, Fantola vuole parlare dei temi della città. Una data pare certa, quella del 25 maggio, quando i due Massimi saranno faccia a faccia per le telecamere di SKY. Chissà come andrà a finire.

FACCIAMO I CONTI 

CANDIDATI VOTI SINDACO VOTI COALIZIONE DIFFERENZA
Melotti

150

106

44

Corda

1913

1526

387

Artizzu

4188

3244

944

Demuru

364

371

-7

Zedda

42721

32110

10611

Serra

332

233

99

Zuncheddu

2281

1659

622

Muggiri

263

199

64

Fantola

41860

45282

-3422

I voti ai candidati sindaco sono stati 94072, mentre alle liste sono arrivati 84730 voti, quindi 9432 cagliaritani hanno preferito votare solo il sindaco. Forse si sentivano più rappresentati da una persona piuttosto che dal gruppo politico. Massimo Zedda ha ricevuto 10611 voti in più della sua coalizione, più delle somma voti degli altri sette candidati a sindaco (9491, ndr). Sorprendono i meno 3422 voti per Massimo Fantola che insieme a Ornella Demuru ha un saldo negativo. Mentre per la Demuru, si tratta di sette elettori convinti che la cagliaritana sia ancora una esponente IRS, qualche domanda andrebbe fatta ai cagliaritani che hanno votato le undici liste fantoliane e non il senatore.

Misteri del voto disgiunto. Certo, Zedda e Fantola dovranno riconfermare i loro voti, guardare alle possibili alleanze, vere o tacite, e poi ci saranno da convincere gli elettori che non sono andati a votare, perché indecisi oppure perché vedono la politica partitica lontana dalla realtà.

I GIOVANI TRA POLITICA E INFORMAZIONE Per la prima volta, ho seguito la tornata elettorale in diretta per Radio Golfo degli Angeli. Ho cercato di raccontare quello che succedeva intorno e me e alla mia compagna di banco Claudia Sarritzu, tra colleghe e colleghi giornalisti.

Si punta sui giovani. Ecco il tema centrale. Serve un po’ di lucida follia per mandare due ventenni in diretta dal consiglio comunale per raccontare, raccogliere voci, coordinare gli interventi, dare i numeri. Serve lucidità nel capire quando i giovani valgono ed è meglio sfruttarli davvero.

Nell’informazione come in politica. Chissà quanti giovani hanno votato Zedda, perché è un giovane, perché hanno fiducia in lui, e perché a 35enne pronto per trasferisti dal terzo banco a sinistra del consiglio, allo scranno più alto dell’aula consiliare, salvo che qualche ottimo benpensante del centrosinistra cagliaritano non riesca a far cambiare idea a qualche elettore e chissà quanti giovani volontari hanno lavorato e votato per Massimo Fantola.

In ogni campagna elettorale si parla di giovani. E allora finisco questo post con una richiesta ai due massimi al ballottaggio. Non fate dei giovani solo e soltanto uno strumento elettorale, utile per fare volantinaggio e etichettare. I giovani cagliaritani, abitanti, studenti e non solo, hanno bisogno di una voce nel palazzo che conta.

Andrea Matta
Quartu, 19 maggio 2011

(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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