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IL FALLIMENTO (Per la serie: “Scrivo per non entrare in analisi”)

Non sei riuscito a concludere nulla , non sei riuscito a farti rispettare , non sei riuscito a non fare cazzate, non sei riuscito mai a cambiare, non sei riuscito a non vomitare, non sei riuscito perchè non ti applichi, non sei riuscito a finire gli studi, non sei riuscito a diventare qualcuno. Non ci sei riuscito …
Subsonica – Benzina Ogoshi

Nella vita, incontrerai sempre gente che cercherà di sminuire i tuoi successi. Cerca di non essere tu la prima a farlo.»
Michael Crichton – Il mondo perduto

Provo a raccontare una settimana difficile. La settimana del grande fallimento.
Tutto ha inizio martedì intorno alle tre e mezza. Arriva l’ennesimo stop universitario, questa volta per colpa di un punto: 16/30 nella prova di grammatica inglese. Niente borderline, niente sufficienza, nessun passaggio allo step successivo.
La mia frase della domenica precedente: “Se non passo l’esame di inglese, l’anno prossimo riparto da zero” sembrava quasi di una premonizione.
Fallimento universitario ovvero tre anni buttati all’aria o quasi. Per uno strano gioco del destino, la decisione di ripartire arriva 24 ore prima delle prime lauree dei migliori del mio corso di laurea.
Vi confesso che ho vissuto due bruttissime giornate. Troppa ansia e troppi sensi di colpa tanto da bloccarmi durante un programma in radio per chiedermi “ma che cacchio ci faccio qui?”

A conti fatti, nei tre anni universitari, ho dato qualche esame ma la gran parte di questi non passato o per insufficienza di studio o perché trovavo sempre di meglio di fare, sbagliando clamorosamente.
Le cause del fallimento sono tante: la mancata organizzazione del tempo, le troppe ore passate davanti a un computer, il concentrarsi su cose che non hanno molto senso etc etc.
La cosa che mi ha fatto più piacere in questi giorni è aver avuto affianco persone che hanno quasi assecondato la mia decisione e ognuno con la sua spiegazione, senza troppa retorica. C’è chi mi ha detto “Fai bene, non ci perdi niente”, chi alla mia perdita completa di autoironia si è questi preoccupato. Insomma, tutti hanno detto la loro !

“Sto vivendo una crisi e una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va” cantavano i Bluvertigo e mai canzone fu più azzeccata in questi giorni.
Crisi nerissima e mai come questa volta, il non aver partecipato ad una serata di cabaret è stata la cosa più giusta. Nella mia mente il filmato era già pronto: pezzo pessimo, la gente in piazza che non ride e io che torno dietro le quinte e penso di lasciare tutto.

I dubbi sul futuro rimangono. A 23 anni non ho ancora capito che cosa voglio fare nella vita. Certo, ci sono persone che hanno 35 anni e non l’hanno ancora capito, ma non posso permettermi di puntare in basso. Faccio troppe cose e ho troppi progetti per soffermarmi su una cosa sola. In quest’ultimo periodo però, sento quasi di avere i piedi in due staffe, di non fare le cose tranquillamente perché ho sempre paura che la gente possa dire o pensare qualcosa di sbagliato. Cosa che vengono riferite da chi non ha nient’altro da fare che ridere ad altri quello che faccio, quello che dico. Insomma, siamo sempre una maxi-bidda da 70mila abitanti e, permettetemi, il giro di chi fa le loffe è sempre lo stesso. A questo aggiungiamo anche un altro piccolo particolare: come mai riesco a parlare (quasi) tranquillamente davanti a un microfono o cinquanta, cento persone e soffro da cani quando mi ritrovo davanti a un pezzo di carta? Mah.. siamo nei confini dell’analisi..

Poi è arrivata la tranquillità e la voglia di ricominciare. Cosi giovedì, mi sono ritrovato nelle prime file al concerto dei Subsonica, atteso da tre anni, il lavoro di redazione in radio, i ciofani e gli amici. Tutto sembra quasi normale. Poi c’è la soddisfazione dei primi complimenti da gente che non ti aspetti <<Bravo eh, complimenti. Ti abbiamo visto il tv e c’hai fatto ridere. Sembri un ragazzo serio e invece fai ridere>>

Cosa si fa davanti all’ennesimo fallimento? Prima ci incazza, poi ci arrabbia con se stessi, ci si sfascia un dito, poi si cammina per un quarto d’ora senza pensare a nulla. Dopo venti minuti di casino mentale, si torna in se stessi e si cerca di cambiare.. “
Cosi diceva il mio status su facebook. Sottoscrivo tutto e riparto.

AndreaMatta, 17 luglio 2011

P.S. Molti di voi, potrebbero chiedersi, <<ma questo qui, che cacchio si lamenta a fare? Fa un programma in radio tutti i giorni, è in un programma tv ogni lunedì, fa mille altre cose e ha qualcosa da dire?>> A questi rispondo: provate voi a vivere un giorno come “il Matta” !

Vignette d'accompagno - Vignetta di Una vignetta di Pietro Vanessi (unavignettadipv.it), via Psicocafè

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Informazioni su andreamatta23

Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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@AndreaMatta23 – Studente, speaker @RadioGolfo, web writer,attore, comico, scout, volontario

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