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Attualità, Politica

ITALIA: LO STANCO PAESE DEGLI ETERNI TAFAZZI

L’Italia è un paese stanco. Stanco di tutto. Stanco della politica, dei tg, dei precari, di un lavoro che non arriva.

Stanco della politica o per meglio dire di un vecchio modo di fare politica, fatto di ingaggi, di inganni, di capigruppo alla Camera che chiedono la ripetizione del voto che da l’ok all’arresto di un deputato, un po’ comc se l’allenatore di una squadra chiedesse la ripetizione della partita perché il gol degli avversari era in fuorigioco. Siamo stanchi di una politica fatta di tira e molla, di governi che arrancano tra maggioranze, voti di fiducia, articoli sui giornali e che tirano a campare. Stanchi di chi non vuole far affondare la barca perché sa benissimo che se la nave affonda andranno giù pure loro. Siamo stanchi anche dell’altra parte politica che guarda cosa accade ma che non reagisce agli stimoli.
Privilegi, caste, pareggi di bilancio, manovre finanziarie poco chiare e nessuno spiega all’italiano medio di che si tratta, se non con qualche slogan: <<
Pagheremo di più !>> e gli altri che rispondono <<Pagheremo di più perché in un futuro staremo meglio>>
Però si taglia la cultura, sulla scuola, sul futuro dei giovani e se ti vuoi ammalare seriamente devi essere ricco o per meglio dire, devi far parte di una famiglia ben agiata.
I vecchi politici, quelli che se ne stanno nei palazzi dorati, non hanno capito che il nostro paese sta cambiando e che tra qualche anno diremo addio ai vecchi partiti per puntare sulle associazioni, sui movimenti spontanei o almeno fino a quando associazioni e movimenti non avranno bisogno dei partiti per andare avanti.
Certo, abbiamo degli strani governanti. Cosi strani che hanno paura di un blogger che da una settimana sciorina dati e sconti parlamentari e se la rivoluzione inizia dal blog di un ex-precario della Camera dei Deputati, siamo proprio messi bene.

Siamo stanchi di certa stampa, di certi tg che trasmettono la sagra del peperoncino di Rieti, solo perché un consigliere di amministrazione è del posto. E’ come se nel cda di La7 ci fosse un cittadino quartese e venisse mandato in onda un servizio su Sciampitta. Un’informazione che non è corretta ne dall’una, ne dall’altra parte. Siamo stanchi di certi giornali che per fare torto al loro concorrente, pubblicano una notizia falsa pur di anticipare gli altri, un po’ come quello che scopre di essere cornuto e si taglia gli zebei.
Siamo il paese degli eterni Tafazzi

Se prima eravamo il paese della classe operaia, ora non lo siamo più. Pensate alla nostra isola . Fabbriche che chiudono ogni giorno, vertenze sindacali lunghe dieci anni e allevatori che devono lasciare i loro terreni, il loro bestiame perché la tv, i giornali e anche la magistratura dicono che forse c’è qualcosa sotto i loro piedi.
Ora siamo il paese dei laureati a spasso. Dei giovani che con due lauree e un master sono troppo qualificati per essere assunti. Meglio il figlio di papà che ha un diploma facile facile preso nella scuola privata, magari saltando qualche anno, cosi, tanto per gradire. E allora il nostro plurilaureato se ne va all’estero perché sa che li c’è competizione e meritocrazia e forse ce la farà.
Siamo stanchi di un paese in cui manca il passaggio scuola-lavoro-università. Chiedete quanti ragionieri, durante il periodo scolastico, hanno mai fatto almeno una settimana di tirocinio dal commercialista. Anzi, ve la faccio più semplice: chiedete quanti ragionieri hanno mai visto lo studio di un commercialista.
Manca l’orientamento post-superiori e ti ritrovi con mille idee in testa e un diploma che chiamarlo pezzo di carta è dir poco.

In Italia, tutti siamo utili e nessuno è indispensabile. Purtroppo, molti giovani l’hanno capito da un pezzo.

Andrea Matta, 22 luglio 2011

P.S. Post scritto dopo aver letto questo articolo: Caro Beppe, per fare il giornalista non serve la laurea ma la passione

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

Discussione

Un pensiero su “ITALIA: LO STANCO PAESE DEGLI ETERNI TAFAZZI

  1. Oltre ad affermare di essere stanchi (cosa peraltro verissima, lo dicono tutti, da un bel po’ di tempo), dovremmo pensare seriamente a delle soluzioni da proporre. Non esiste futuro senza istruzione e senza cultura.

    Pubblicato da dicksick | 22 luglio 2011, 11:55

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@AndreaMatta23 – Studente, speaker @RadioGolfo, web writer,attore, comico, scout, volontario

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