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ANDREA 23…IL VIAGGIO CONTINUA…

Il requisito fondamentale per un grande attore è che si piaccia quando recita (cit. Charlie Chaplin)

Essere artista ha sempre significato possedere ragione e sogni. (cit. Thomas Mann)

Michael Jordan, per molti il miglior giocatore di basket della storia, indossava la maglia numero 23.

Il 23 nella smorfia napoletana è: ò scem (lo scemo)

Dedicato a:
Valeria, Matteo, Roberta, Mary, Federica, Giorgia e tutta la Family;
Sara, Nicola, Simone, Sara, Watte, Federico, Silvia, Sara, Alessandra;
Gabriele, Chicca, Francesca, Federica, Giulia e tutti i ragazzi del Fuori Onda;
Renato, Francesca, Frais, Claudia, Ignazio, Kikko, Claudia e tutta Radio Golfo degli Angeli;
Silvia, Vale, Vale, Jè, Tonio, Marta e il TdN;
Roberta, Alessio, Francesco, Costantino, Andrea, Marta, Nicola e tutto il Quartu 3;
Isa, Martina, Alessia e a tutti i volontari dell’Abos;
Stefano, Giuseppe, Francesca, Marta, Martina, Valerio e tutti i Giovani;
Massimo, Alessio, Alessandro, Ivo ai miei colleghi e a tutte le persone che mi hanno sopportato in quest’anno…

Eccoci arrivati al momento tanto atteso. Il post autocelebrativo per il mio compleanno.
Lo scrivo un po’ per fare il punto della situazione, per la serie “i panni sporchi si lavano in casa però perché non farlo sapere anche agli altri” e un po’ perché me lo impone il mio ego.
Partiamo.

FUORI ONDA Novembre 2010. Accendo la tv, faccio zapping e mi fermo su Videolina.
Vedo uno spot con Massimiliano Medda che faceva più o meno cosi < Il 21 dicembre il primo spettacolo del Fuori Onda al Linea Notturna.
Panico.
I miei pezzi non vanno alla grande, troppo lunghi, senza interlinea e inizia il primo “ma chi me l’ha fatto fare”.
Gennaio 2011, dal Linea Notturna si passa all’FBI di Quartu. Fattore casalingo sfruttato a pieno. Il gruppo dei ragazzi inizia a compattarsi. Da li, cinque mesi di spettacoli, ogni martedì. Prima le telefonate del Premier, poi i primi monologhi, poi Luca Giurato, poi le imitazioni, insomma un po’ di tutto.
Poi arriva la grande notizia. Gabriele, Chicca e Ilenia schierati davanti a noi: “Beh ragazzi, volevamo dire che faremo il programma in tv”. All’inizio, c’era chi non ci credeva, chi non aveva capito, chi sapeva qualcosa ma non voleva dire nulla.
Era tutto vero. I ragazzi del Fuori Onda sbarcano a Videolina.
Iniziano le prove e avviene il cambio: Luca Giurato, personaggio fatto in quasi tutte le serate all’FBI, in tv non rende. Dobbiamo trovare qualcos’altro.
“Il capo” tira fuori un suo personaggio prova. Niente, non regge neanche quello. La sera prima della prima puntata, resto senza personaggio. Torno a casa e passeggio nervosamente per un quarto d’ora. Mi siedo. Riprendo i vecchi metodi teatrali e provo a scrivere qualcosa sul personaggio ma niente, non se ne esce. La notte porta consiglio. “Tranquillo, per la prima puntata facciamo la telefonata di Berlusconi. Il personaggio lo sai fare. Tutto apposto”. Mai telefonata del capo fu più gradita.
Nuovo cambio di personaggio. Arriva la rassegna stampa. Buona la prima, teniamo l’idea e curiamo le notizie.
Cosi nascono sette puntate della rassegna stampa, la prima con la maglietta dei Blues Brothers (tipica da clima estivo) e poi giacca e camicia, alle quattro del pomeriggio, negli caldissimi studi di Videolina! Però lo sfondo del tg era molto figo!
Il resto sono due pezzi con Mauro e Teresa alias Ernesto e Barbarina.
Fuori Onda significa anche Lapola. Con l’esordio nel programma Lapola No Cost, datato 7 febbraio 2011, posso dire di aver realizzato un piccolo sogno. Qui la faccio più breve. Domenica sera mi chiama Gabriele: “Massimiliano ti sta cercando perché vorrebbe fare una telefonata con la voce di Berlusconi”. Panico. Medda: “Fammi sentire come fai la voce del Premier”. Panico e risposta immediata con la voce di Silvio: ”Ma guardi, che le posso dire? Sono molto contento di questa opòrtunità e forza Milan”, tutto questo nel balcone di casa di mia cugina, a Quartucciu, davanti ai vicini di casa che mi guardavano malissimo. Mah.
Poi sono arrivati i due spot. Uno con Massimiliano Medda, che probabilmente non vedrete mai e un altro con Giulia, girato ad Orroli e nelle ultime serate estive c’è stato anche qualche piccolissima conduzione e qualche pezzo come spalla. Bisogna sapersi adattare!
Al di la del programma, che può piacere e non piacere, resta un gruppo di ragazzi, che è riuscito davvero a divertirsi. Certo, ci sono stati momenti difficili, di tensione, qualche attimo in cui non si sapeva che fare. Impegno, testi inviati alle due di notte, prove, modifiche in corsa.
Per molti, compreso per il sottoscritto, è stata la prima esperienza televisiva.
Ora dobbiamo fare un piccolo passo in avanti. Bisogna dimostrare di essere competitivi perché ci sono decine e decine di imitatori migliori di me e tante altre persone che non vogliono mettersi in gioco. Posso assicurarvi che è una bellissima esperienza.
Creare e far parte di un gruppo è sempre difficile. C’è un po’ di diffidenza, un po’ di invidia. Posso dire di aver trovato delle bellissime persone. Certo, ci sono umani con cui ho legato di più, per un fatto di età, per un fatto di interessi. Ci sono stati gli sms del dopo esordio con i Lapola, le chiamate dopo gli spettacoli per sapere com’era andata. Si, lo ammetto, ogni tanto sono stato un po’ rompiballe però sono fatto cosi. C’è l’indole della curiosità e del dover essere sempre informati. Che ci volete fare.
Poi c’è l’organizzazione delle serate e del programma in tv. L’ho già detto e lo ripeto: la nostra vera fortuna è stata e sarà quella di lavorare con dei professionisti, con chi ti sa dire se quello che stai mettendo in scena può funzionare oppure no, perché l’ha fatto e provato prima di te.
Un’altra piccola soddisfazione personale è stata quella di portare gli amici alle serate. A conti fatti quasi cinquanta persone in totale nelle serate all’FBI e quelle al Poetto e poi ci sono quelli che sempre stati presenti.
A loro, a chi mi ricorda di non montarmi la testa, ai miei colleghi e a chi porta avanti questo progetto da quasi un anno devo davvero dire grazie!

RADIO Mi sono divertito in questo terzo anno a Radio Golfo degli Angeli? La risposta è si! 91°campo e la sua versione estiva, Tutti giù per terra, la diretta elettorale per le elezioni comunali di Cagliari, le interviste e le conferenze stampa.
Programmi e grandi eventi perché anche in questo contesto. bisogna saper fare tutto!
Questo mio terzo anno è stato importante soprattutto perché ho capito che da soli non si può lavorare. E allora, mentre 91°campo va avanti e si appresta ad entrare nella sua quarta stagione,
“Tutti giù per terra” è stata una scommessa vinta soprattutto grazie all’impegno di Claudia Sarritzu, collega che stimo e che mi ha dato la possibilità di fare una radio diversa con un programma che per venti puntate ha parlato dei problemi del lavoro in Sardegna.
Un mondo diverso, sconosciuto se non per le notizie che arrivano dai giornali e dalle tv. Claudia è stata la mente del programma e in questi mesi di collaborazione ho imparato parecchio. Un programma migliorato in corso d’opera e che in una seconda edizione potrebbe migliorare ancora tanto.
Con Claudia, il mitico Ignazio Caddeo e l’affidabilissima Francesca Picci abbiamo raccontato le elezioni comunali di Cagliari. Siamo stati un’altra voce e nel nostro piccolo siamo riusciti a strappare la prima intervista al candidato sindaco Massimo Fantola appena arrivato in Comune. Prima delle tv e prima delle altre radio. Cosi mentre una tv si collegava con l’aula consiliare alla ricerca di Fantola, dietro di loro, il sottoscritto intervista Fantola.
Piccole soddisfazioni.
Certo, faceva un po’ di impressione vedere me e “la Sarritzu” con due portatili, microfono giallo e cuffie tiratissime mentre gli altri avevano un Nokia 3310, però vuol dire che i mezzi per fare qualcosa di grande ci sono.
La diretta elettorale dal Comune di Cagliari è stato un altro piccolo sogno, un altro piccolo sfizio che mi sono voluto togliere. Abbiamo sentito i protagonisti, i candidati, ci siamo confrontati con gli altri colleghi. Insomma, ci siamo divertiti e forse abbiamo raccontato un piccolo pezzo di storia cagliaritana. Poi ci sono le interviste, le riunioni di redazione, le dirette con Frais.
Si stata una bella stagione.
Anche quest’anno il mio grazie va soprattutto a Renato Perra, al direttore e alla persona cui devo davvero tanto perché è facile mettere davanti a un microfono in uno studio radiofonico un 19enne alle prime armi ma è più difficile fargli imparare un mestiere, un modo di fare radio, programmi e anche l’uso di qualche programma audio e video.
Per la stagione 2011-2012 però dovranno arrivare le conferme e le nuove idee dovranno essere messe in pratica.
Il progetto c’è ed importante ma per scaramanzia non diciamo nulla.

UNIVERSITA’ Cambio in corsa. Si scende da un treno fermo da un po’ e si sale su un altro che dovrà correre per recuperare il tempo perduto.
Tutta questa metafora per dire che ho cambiato facoltà e nella pura legge del contrappasso, si va da un’esame di inglese non superato in Scienze Politiche alla possibile, probabile, immatricolazione in Lingue e Comunicazione.
Avrei dovuto farlo già l’anno scorso ma vi assicuro che per uno come me, per niente abituato a lasciare la barca che affonda, questi tre anni universitari sono stati un fallimento.
L’esame di inglese non superato per un punto è lo specchio del mio andamento universitario: sempre vicino al risultato ma che non è mai arrivato. Ogni tanto mi chiedo, se quell’esame fosse andato bene, avrei preso comunque questa decisione?
Cambio perché se tre anni fa, Scienze Politiche mi sembrava un’oasi felice, da un anno a questa parte mi sembrava di studiare, o almeno provare a studiare, cose che con il mio percorso, costruito da solo, tassello per tassello, non mi sembra poi tanto utile.
Si riparte da una facoltà incasinata con problemi di orario, di docenti che ci sono e non ci sono e per uno pignolo come me sarà difficile.
Serve organizzazione, studio e il sapere che in tre anni sarà tutto finito o almeno lo spero. Ripartiamo cercando di non ripetere gli errori già commessi.

VOLONTARIATO 2 Nel mio caso ci sono due tipi diversi di volontariato: quello con i bambini e quello con i ragazzi. Il volontariato con e per i bambini è nato un po’ per caso ma più vado avanti e più mi rendo conto quanto il sorriso e la voglia di giocare di un bambino sia molto più importante di molte altre cose. Quando indosso il mio camice verde ed entro nel day hospital del (nuovo!) sesto piano del microcitemico provo sempre una sensazione diversa.
Vi confesso che stare con i bambini che nel 90% dei casi hanno dei tubicini attaccati fa sempre un po’ di impressione, ma loro si divertono a giocare con me e io, ogni tanto, mi diverto più di loro.
Poi ci sono i ragazzi del reparto, quelli con i quali sono dal 17 agosto negli Appennini toscani per un campo estivo. Gli scout! Ebbene si, gli scout!. Il ritorno all’attività come educatore è stato difficile, più che per il rapporto con le persone con cui collaboro – lo staff di reparto – per tutte le riunioni e gli impegni che in questo anno si sono andati a moltiplicare. Qualche settimana è capitato di stare in sede cinque giorni su sette, dal lunedi al giovedì e poi la domenica.
Lo scoutismo ti da qualcosa che altre associazioni giovanili non ti possono dare.
Colori, suoni, emozioni e non vi nascondo che qualche idea e qualche battuta sia nata in qualche uscita o in qualche riunione nella sede di Via Eligio Porcu.
Poi ci sono le organizzazioni politiche giovanili. Sono stato coinvolto in un progetto in cui credo. Non faccio nomi ne sigle anche se chi mi conosce bene lo sa. Appartenere a un partito non significa per forza condividerne le scelte dall’alto, anzi, sono dell’idea che la nuova politica sarà molto poco partitica e più fatta sulla gente, sui movimenti spontanei.
Credo fermamente nel taglio dei costi della politica e non di qualche ente locale anche perché, alla fine della fiera, chi se la prende in quel posto sono sempre le persone che lavorano per questo paese. Allora tagliamo, ma tagliamo veramente!
Quindi, il mio ego mi dice che sono l’esempio del fatto che si può fare politica partitica e politica critica, basta solo seguire una linea comune, sennò la gente capisce il trucco.

AMICI E FAMIGLIA In un mondo fatto di contatti via web, trovare degli amici veri è difficile però, alle volte, ti può anche andare bene.
Ho la fortuna di avere una specie di un “nucleo” di amici, quello che abbiamo tutti, quelli con i quali d’estate esci quasi tutti i giorni, passi le feste comandate etc etc.
Poi ci sono le persone che conosci da sempre, quelli che hai visto crescere, che perdi per anni e ritrovi in contesti diversi e poi ci sono i conoscenti, le persone che ti salutano per strada perché eri con loro a scuola oppure perché ti hanno visto da qualche parte ma non si ricordano dove.
Oltre al già citato nucleo centrale, ci sono anche persone che conosci per caso ma con le quali trovi dei punti in comune.
Poi c’è la famiglia. Due genitori che non mi hanno mai fatto mancare nulla, che si divertono a vedermi in tv e che mi ricordano che sarà difficile vivere e costruirsi un futuro con quello che faccio e che sarebbe meglio fare l’uno, lo studio e l’università e l’altro (radio, cabaret etc), dando precedenza allo studio, ovviamente.
A 23 anni appena compiuti, dopo aver trascorso qualche anno nella quasi solitudine, posso dire di aver trovato un equilibrio. Riesco a dialogare e creare rapporti molto più facilmente e questo arriva da parecchi fattori: l’aver preso consapevolezza del mio carattere, il fatto di non vedermi particolarmente brutto e soprattutto, ho capito quanto sia fondamentale il contatto con la gente.
Per me tutto è palcoscenico e forse, solo quest’anno ho capito che il palco è il mio habitat naturale. Chissa..

SOCIAL NETWORK Facebook, Twitter, YouTube e un blog per non farci mancare niente.
Sono stato uno dei primi a iscriversi su facebook, e dopo tre anni, quelli che mi dicevano “ma che ti iscrivi a fare?” ci stanno molto più di me. Siamo sempre in attesa di una notifica. C’è chi lo usa per tante cose. Per tenersi informati, per farsi due risate e chi per farsi i chezzi degli altri, un po’ come facciamo tutti. Però c’è sempre un limite, quello di entrare nella vita degli altri. Ecco perché ho deciso di non raccontare quello che succede nella mia vita in maniera seria, descrivendo ogni minima cosa che faccio. Scrivo solo quello che mi diverte, pubblico la musica che ascolto e faccio della mia pagina personale un mezzo di comunicazione.
Molti di voi stanno leggendo questo post perché con un click, tutto quello che viene scritto e pubblicato in questo blog finisce su facebook e su twitter, mezzo ancora sconosciuto a noi italiani e che sto provando da un anno senza grandi risultati.
Siamo la generazione della condivisione. Condividiamo tutto perché ci piace far sapere agli altri quello che pensiamo.
Capitolo YouTube. Nell’era della condivisione, molti contenuti viaggiano su YouTube. Cosi, il video del mio provino per il programma dei Lapola ha raggiunto quota 2066 visualizzazioni. Gli altri hanno dalle 200 alle 700 visualizzazioni. E’ importante realizzare il contenuto e saper vendere il proprio prodotto.
Il blog. 12600 click in un anno. La pagina più visitata è stata la homepage (3085 click) e poi due delle quattro puntate del programma di Fazio e Saviano “Vieni via con me” (1476 e 648).
Numeri che però non fanno il contenuto di un blog che visti i parecchi impegni è spesso lasciato ai post di repertorio, un po’ come la tv italiana d’estate.

 DONNE Soffro la legge del contrappasso: non avere una ragazza ma riuscire a lavorare bene con le ragazze! Sembra il complesso di Max Pezzali e de “La regola dell’amico”. Premetto che in tutti i campi e in tutte le cose che faccio c’è una altissima quantità di femmina (che detto cosi è anche brutto) però è una cosa strana. Non sono alla disperata ricerca di una ragazza, diciamo che ora, per darmi un tono dico “mah, non ho tempo, faccio troppe cose” che è abbastanza nà cazzata.
Sono un single deluso e in quest’anno dove anche i miei amici sfidanzati da anni hanno trovato una ragazza e mi ritrovo a essere l’unico non fidanzato del mio gruppo di amici e vi dirò che non si sta troppo male.
C’è chi dice “guarda Andre, non ti meritano” o altre frasi di circostanza ma mi rendo conto di essere quasi fuori posto. Non è ancora arrivato il momento o non ho mai trovato la persona giusta? Mah.. il dubbio rimane…

 ESSERE ARTISTA Mentre nel mio rapporto con le donne c’è una sorta di legge del contrappasso, nel mio essere “artista” soffro del complesso di Balotelli, giovane di talento che non riesce mai a convincere. Qualche anno fa era molto peggio. Ora un po’ con l’esperienza, un po’ con la maturità posso dire di sentirmi in dovere di non chiudere nessuna porta che mi si apre davanti, ecco perché faccio tutto quello che vi ho raccontato in questo lunghissimo post.

Vorrei farei il giornalista, vorrei fare il comico, vorrei fare il presentatore, vorrei riuscire a fare lo studente, vorrei continuare ad essere un riferimento, per i miei amici, per i miei colleghi, per i miei ragazzi del reparto. Bisogna specializzarsi in qualcosa e poi saper fare tutto il resto, senza andare troppo all’improvvisa perché si rischia solo di fare danni.

Ecco perché oggi non voglio escludere niente.
Bisogna tagliare i tempi di nullafacenza e concentrarsi su tutte queste.
Ci sarà sicuramente qualcuno che mi dirà che sono uno egocentrico, un superbo, uno che si crede chissà chi, ma chi pensa tutto questo perché l’ha letto in queste righe oppure l’ha visto dai miei atteggiamenti non ha capito nulla.

Grazie a tutte le persone che ci sono state e quelle che arriveranno.

Sarà un anno importante.

A piccoli passi, il viaggio continua!

Andrea Matta
Quartu Sant’Elena, 23 agosto 2011

(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

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Informazioni su andreamatta23

Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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@AndreaMatta23 – Studente, speaker @RadioGolfo, web writer,attore, comico, scout, volontario

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