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SOGNANDO HOLLY E BENJI

Holly e Benki - Foto tratta da paywrite.it/holly-e-benji

Niente e nessuno avrebbe impedito a Holly e Benji di diventare uno di quei cartoni animati conosciuti da tutti, ma proprio da tutti. Anche da chi non è un vero appassionato. Ripensateci: quando volte avete sentito dire “un tiro alla Holly e Benji” o “una corsa alla Holly e Benji”. Perché i nostri due simpatici e coraggiosi amici, personaggi nei quali è facilissimo identificarsi, sono quasi usciti dallo schermo che li conteneva, trasformandosi in simboli assoluti, un pretesto per raccontare storie di grande umanità, drammi, gioie, invidie, maturazioni personali: una soap-opera infinita e struggente, un romanzo di formazione nel quale il calcio non è sempre in primo piano.
Cosi Fabio Licari, giornalista della Gazzetta dello Sport, presenta la collana di dvd che raccoglie tutti gli episodi di Holly e Benji.

Raccontate la passione di molti bambini, ora diventanti adulti, per Holly e Benji è molto semplice. Partiamo dal lontano 1995. Stesso programma, il mitico “Bim Bum Bam”. Stesso canale, Italia 1, ore 16 circa, non importa se d’estate o d’inverno.
Stop ai compiti, stop alle tabelline. Migliaia di bambini gli preferivano quel ragazzino con la maglia numero 10 della New Team.

Il giorno dopo, tra i banchi di scuola, si parlava della puntata, dei gol da metà campo e chi commentava, o meglio ancora, riproduceva i gol in una porta immaginaria tra una sedia e un’altra era lo stesso che diciassette anni dopo avrebbe commentato il gol non gol del Milan contro la Juventus.

Campi infiniti, stadi pieni, porte larghe quanto un’autostrada a quattro corsie, sempre lo stesso immancabili telecronista. Il sogno del grande calcio giapponese con campetti nelle scuole, gli allenamenti a tarda notte e tanti bambini che si sono avvicinati al mondo del pallone per emulare le gesta di quel cartone animato. Giocatori famosi come Del Piero, Zidane ma anche pippe colossali, dimenticate dal dio Eupalla, come il sottoscritto.

Diciamoci la verità: tutti, almeno una volta, abbiamo provato il tiro combinato, la catapulta, il tiro della tigre. Tutti abbiamo giocato a calcio per strada e ci siamo chiamati come i personaggi del cartone animato. “Oh, io faccio Holly”, “E bah, ma laghe sei troppo shcarso”

La comunità di internet ha creato attorno a questo cartone cult una vera e propria religione.
Tutti difendono il loro personaggio preferito, chi Holly, chi Benji, i più cattivi sceglievano Mark Landers, temutissimo attaccante della Muppet. Nel mio piccolo, difendevo Bruce Harper, amico di Holly e abile comprimario in tutte le squadre in cui ha giocato il numero 10.
Tra gli altri personaggi, come non parlare di Tom Becker, altro grande amico di Holly, Philip Callaghan, Julian Ross, Ted Carter, Paul Diamond, Ed Warner, il vice di Benji nella nazionale giapponese, i gemelli James e Jason Derrick quelli della Catapulta infernale, e poi Roberto Sedinho, il maestro di Holly.

Ma perché Holly e Benji ha ancora cosi tanto successo? Perché come diceva Licari, è un cartone animato per tutte le generazioni, quello che i nostri padri ci hanno fatto guardare e noi faremo vedere ai nostri figli.
Per chi come me ha 23 anni ed è cresciuto con il pallone fra i piedi (anche se nel mio caso è meglio parlare di un tipico esemplare di calciofilo da tv e carta stampata), la serie resta una perla, un dvd da custodire, come i film di Alberto Sordi, I Robinson, Aldo Giovanni e Giacomo, i film trash di metà anni ottanta con Lino Banfi.

Oggi, abbiamo bisogno di un nuovo Oliver Hutton, un giocatore che ci faccia di nuovo amare il calcio indossando quella gloriosa casacca numero 10, un campioncino che di faccia di nuovo sognare un calcio pulito, lontano dalle polemiche arbitrali, dal calcioscommesse, dal doping.

Il Giappone non vincerà mai un Mondiale ma per chi è abituato a soffrire per la propria squadra del cuore, nulla è impossibile.

Andrea Matta
2 marzo 2012

(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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