stai leggendo..
andream

Millo Maggio. Pausa reclame

Ecco il mio articolo per Millo Free Press del mese di Maggio. In questo numero di parla di pubblicità. 
Buona lettura 

PAUSA RECLAME 

Venghino consumatori venghino! Sapevate che ogni giorno ciascun cittadino americano viene bombardato con oltre tremila messaggi pubblicitari? Una vera e propria guerra di reclame. Durante il Super Bowl, ad esempio, finale del campionato nazionale di football americano ed evento sportivo dell’anno negli States, la gran parte degli americani sorbisce una quantità industriale di spot pubblicitari, per lo più di junk food, cibo spazzatura. E continuano a ingrassare. Il SB è infatti un ghiottissimo avvenimento per le grandi multinazionali, che decidono di investirci sopra senza badare a spese: può costare loro dai (soli) tre milioni di dollari per uno spot di trenta secondi di una nota marca di patatine liofilizzate fino ai nove milioni sborsati da una nota marca di autovetture per uno spot di due minuti che ha come protagonista il ben noto rapper Eminem. Ovunque nel mondo gli avvenimenti sportivi sono i più ambiti dalle agenzie pubblicitarie. E se il Super Bowl è spazio pubblicitario da record, perché visto e vissuto da 100 milioni di telespettatori, nel luglio 2006 in Italia ben 26 milioni di telespettatori si sono “bevuti” lo spot ininterrotto di una nota marca di acque minerali durante la finale del campionato mondiale di calcio in Germania. È chiaro che le aziende vivono di e per la pubblicità, e attraverso di essa ci costringono a essere consumatori di prodotti inutili e marche inconcepibili, approfittando, ovviamente, dei programmi più visti. Ma la pubblicità oggi raggiunge cifre impossibili pur di convincerci a comprare comprare comprare. Per la serie “lo spot ha da costà”, la campagna pubblicitaria di una nota birra scura irlandese è arrivata a costare la bellezza di 14 milioni di euro! Le registrazioni sono durate due settimane e l’intera scena è stata ripresa ben quindici volte! Un autentico lungometraggio, ci credo che costa. E per restare in tema, anche se bionda, la birra (sarda?) Ichnusa ha deciso di celebrare i suoi primi cento anni con uno spot con duecento comparse e un regista come Alessandro D’Alatri. Costi dell’operazione n.p. Bevete e contribuite alle spese.
Accendiamo la tv, apriamo una rivista, camminiamo per strada: noi oggi sorbiamo più pubblicità in un anno di quanta cinquant’anni ne vedeva un uomo fa in tutta la sua vita! Anche se, a dirla tutta, all’inizio il battage era quasi un’arte! Ogni italiano che si rispetti ha visto, o almeno sentito parlare, una volta nella sua vita di “Carosello”, lo storico programma pubblicitario RAI, in onda dal 1957 al 1977, pensato come un contenitore pubblicitario che includeva sketch e scene di alta recitazione e cartoon oggi diventati cult, con personaggi ormai parte del patrimonio collettivo italiano. In vent’anni furono trasmessi 7261 episodi che vedevano come protagonisti attori famosi come Gino Bramieri, Raimondo Vianello, Vittorio Gassman, Totò e tanti altri personaggi della tv e del cinema di allora. Chi non ricorda, nella prima puntata, Mike Bongiorno come protagonista di uno spot per una nota marca di shampoo? Ma se trent’anni fa Carosello era l’unica maniera per sorbirsi la pubblicità in tv, concentrando tutti gli spot reclamistici in un quarto d’ora, oggi, diciamolo chiaramente, siamo costretti a guardare intere trasmissioni di spot promozionali con in mezzo un film o un programma. Anche la pubblicità è un segno dei tempi, no? Siamo passati dal maschio Caballero Misterioso ai due aitanti e ambigui ballerini che pubblicizzano un numero (o una marca?) di telefono; da Calimero che non riusciva a sbiancarsi a un imbianchino che per fare bianca una parete grande ha bisogno di un pennello grande, dalle movenze assurde di Jerry Lewis a quelle esplicite di un Rocco Siffredi e le sue patatine profilattizzate. E già, da sempre ogni campagna pubblicitaria ha il suo testimonial, e se anche oggi si impiegano attori e attrici vere c’è però di certo un abuso del nudo: come quell’uomo senza veli prima davanti al frigo mentre sorseggia del latte, poi mentre gioca a tennis e fa ciclette.Pubblicità di ogni genere, come quella comica che ti invita a “non farti sorprendere” dal mal di pancia, a casa come al teatro, o che per la gioia di tutti vengono studiate per essere trasmesse soltanto all’ora di pranzo, quando la famiglia Brambilla dovrebbe essere riunita a tavola per mangiare un bel piatto di pasta. Ma in realtà non lo è. È pura idealizzazione. Non è assurda la pubblicità con quelle famiglie belle, pulite, profumate, tutti insieme seduti a fare colazione appena svegliati e già sorridenti, mentre nelle nostre case assistiamo a scene apocalittiche, con genitori che rincorrono i figli per sedersi a tavola oppure cercano la scarpa destra misteriosamente scomparsa nella notte? E vogliamo parlare delle pubblicità progresso, coi loro dati da brivido che fanno venire un’ansia… Degli spot che invitano i cittadini europei a visitare il nostro bel paese? Puff. Pubblicità che resteranno nella storia sono quelle delle reti private, dove passa di tutto, dall’agenzia funebre che applica gli sconti al 50%, al superipermegastore La Muraglia, cinese, ovviamente.
Una compagnia telefonica indiana ha fatto un miracolo: per il lancio del suo prodotto ha scambiato le maglie dei più forti giocatori al mondo, l’argentino Messi e il portoghese Cristiano Ronaldo: Messi è diventato il numero 10 del Brasile e Ronaldo il numero 7 dell’Argentina. Anche noi in Sardegna speriamo: magari Joaquin Larrivey – che i tifosi, con la loro acuta ironia, chiamano Lorrivuoi – si farà convincere da qualche agenzia a cambiare casacca, e dalla maglia numero 9 del Cagliari vestirà quella, ad esempio, del Poggibonsi, anche senza necessariamente cambiare compagnia telefonica.
Scarica l’articolo MILLO MAGGIO – PAUSA RECLAME (Andrea Matta)

Annunci

Informazioni su andreamatta23

Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: