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andream, Calcio

Modi di dire. “Macchinaaaaaaa” non passa mai di moda

Amarcord – [foto tratta da http://www.firenzeinbici.net%5D

Passano gli anni, c’è la tecnologia ma i bambini continuano a giocare a calcio per strada. “Macchinaaaaa”

Era un pomeriggio tranquillo, cazzeggiavo tra facebook e YouTube quando dalla mia finestra sento “Palla”, poi  “Macchina”. “Oh, chi gioca con noi? Sfidate?” “Gooooool”. Insomma, anche vicino casa mia, i bimbi avevano deciso di giocare a calcio per strada, come facevo io quindici anni fa.
La scena resta sempre la stessa: uno si lamenta perché non vuole fare il portiere, l’altro perché il tiro era troppo forte e il terzo perché non gliela passano mai.

Sarà l’età, sarà che son cresciuto a pane e Gazzetta ma sentire le loro voci mi ha fatto tornare in mente quando noi, generazione anni ’80 e ’90, piccoli finti giocatori, ci divertivamo solo con un pallone. Non c’era internet, non c’era l’iPad. C’erano il walkman, le canzoni degli 883, la prima PlayStation e le maglie tarocche con i nomi dei giocatori: Ronaldo e Del Piero vincevano su tutti.

La passione per il pallone non passa. E ancora oggi, quelli che oggi sono trentenni e sono diventati lo stereotipo dell’italiano medio li riconosci ovunque: basta che abbiano un pallone e partono le sfide, che si tratti del parco sotto casa o delle ramblas di Barcellona fa poca differenza.

Dopo aver sentito le urla di gioia dei miei vicini di casa, pare che un gol non sia stato convalidato causa carambola, apro la prima pagina del sito della Gazzetta e leggo i dettagli del nuovo trasferimento di Zlatan Ibrahimovic: triennale da 12 milioni all’anno per lo svedese che se ne a Parigi accolto da Leonardo e dallo sceicco e con buona pace dei tifosi milanisti, piccoli o grandi che siano, che avevano trovato in Ibra il nuovo eroe.

Cosi non penso solo a Ibra, penso anche ad Alex Del Piero, bandiera juventina ammainata dal comandante Agnelli, penso ad Agostini che Cellino, padre e padrone del Cagliari ha voluto fuori squadra e spero di non dover aggiungere a questa lista anche il nome di Daniele Conti, per qualcuno già vicino al Genoa.

Il calcio con le magie, le giocate dei suoi artisti resta uno spettacolo bellissimo anche se tra calcioscommesse, partite truccate, audizioni giudiziarie hanno fatto perdere ai più nostalgici il gusto del pallone. Forse non è servita neppure l’operazione simpatia della nostra nazionale.

Chissà per quale squadra tifano i ragazzi degli anni duemila, se il loro mito si chiama Totti, Ibra, Balotelli o Larrivey, se fra vent’anni si ricorderanno di aver giocato a calcio per strada, l’unica cosa che mi viene in mente è questa: le bandiere passano ma il pallone resta

Andrea Matta
Quartu, 17 luglio 2012

(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

Discussione

Un pensiero su “Modi di dire. “Macchinaaaaaaa” non passa mai di moda

  1. Io invece, confesso, li detesto, le urla mi infastidiscono, sembro una vecchietta acida e forse lo sono 😦

    Pubblicato da Claudia | 18 luglio 2012, 08:00

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