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Londra 2012. Le pay Olimpiadi

Sky a cinque cerchi, Rai due cerchi e mezzo [Foto andreamblog]

Londra 2012, si parte.
Venerdì 27 luglio, la torcia olimpica accenderà i primi giochi olimpici estivi pay nella storia della tv italiana, tutto in diretta su Sky. Ormai la tiritera della tv a pagamento la conosciamo tutti: duemila ore di diretta, 13 canali (uno per il nuoto e l’atletica, poi calcio, basket, volley, pallanuoto, box, tennis e altri sport), uno in 3D, il canale mosaico e l’”alert” per le medaglie e per le gare degli azzurri.
E la tv di stato? La Rai si accontenta di duecento ore di diretta, dieci ore al giorno, le finali delle discipline più importanti e le gare degli atleti italiani, dunque seicento ore meno delle ultime olimpiadi e rapporto 1 a 10 con Sky. Come inizio non è il massimo.

Per gli sportivi italiani, lo sport sta diventando come quel giocattolo bellissimo che costa troppo, la mamma non glielo vuole comprare e il papà invece si: Mamma Rai ha detto che i giochi olimpici costano troppo, meno male che c’è babbo Sky che tutti contenti. .
Pare che l’arte di saper vendere lo sport in tv sia solo della tv di Murdoch, visto che la tv pubblica ha lanciato i primi spot olimpici a metà maggio e solo una da una settimana ricorda ai telespettatori che esiste un canale in HD. Slogan: “Un giorno anche tu […] potrai dire […] io c’ero” e cosi due ippopotami che combattono in acqua diventano due pallanuotisti, i pinguini diventano marciatori etc etc, sempre meglio del classico “Rai, di tutto di più” visto che quest’anno tra il non rinnovo dei diritti del calcio sia per la serie A, sia per la Champions e i tanti altri tagli sui diritti sportivi non ci sono i grandi eventi calcistici e non solo.

Tante, troppe critiche anche nell’ultima Olimpiade gratis. Infatti Pechino 2008, se da una parte potrebbe essere ricordata per il primo esperimento di canali web gratis, con il flusso audio internazionale con tutti gli eventi non coperti dalla programmazione televisiva, dall’altra, ancora si sentono le polemiche per lo scarso menù offerto dalla tv pubblica italiana. Un esempio su tutti: la partita della nazionale di calcio oscurata dalla diretta dalla finale di spada che ha visto Matteo Tagliariol medaglia d’oro. In quel caso Rai2 rete olimpica e RaiSportPiù (antenato di Rai Sport 1) e l’inutile simulcast sulle reti. Ma in Viale Mazzini, è troppo difficile differenziare i programmi.
Come non dimenticare le conferenze stampa dell’ultimo europeo trasmesse a metà sia su Rai1 che su Rai Sport 1. Una tv “normale” avrebbe trasmesso sul canale generalista i commenti di Mazzocchi, Pannofino, della Ferrari e di tutto il resto del circo e sul canale tematico la conferenza stampa post-gara completa.

Lo spirito di Pierre De Coubertain non sembra colpire i giornalisti che seguiranno le Olimpiadi per Rai e per Sky, cosi se Bragagna tuona: “Non si può chiamare Caressa a commentare le olimpiadi del nuoto, è un insulto all’olimpismo. Per commentare i giochi olimpici non sono ammesse improvvisazioni. Il caressismo non è giornalismo”, Caressa risponde: “Se il caressismo esiste è un modo di riuscire a trasferire l’emozione che si vive sul campo a casa”. Ma Caressa aveva già “provocato” i colleghi della Rai durante gli Europei dello scorso giugno dicendo loro che nella tv di Stato non c’è una nuova scuola capace di aggiornare la comunicazione sportiva. La risposta di Mazzocchi prima sul calcio: loro (Sky) fanno centinaia di telecronache ma non tutte sono ottime e poi sui programmi della tv generalista: quando programmi come X-Factor stanno sulla Rai non si possono guardare, quando passano sulla tv satellitare diventano grandi programmi.
Insomma, giocano a chi la fa più lontano.

Le Olimpiadi non sono solo tv ma anche sponsor e in Italia il Codacons ha diffidato (finalmente) le due tv a non interrompere le gare olimpiche con la pubblicità e chiede che non si salti di continuo tra uno sport e un altro impedendo di vedere qualunque gara in modo completo e nel mentre il Tg1, per la prima volta nella sua storia non avrà nessun inviato della sua testata a Londra.

Lo Sky olimpics team però, non è solo Caressa. Affianco a lui a commentare le sfide per l’oro anche Maurizio Compagnoni, Nicola Ruggero, Lucio Rizzica, Marco Nosotti. Flavio Tranquillo con loro i talent Yuri Chechi Mario Cipollini, Stefano Baldini, Antonio Rossi, Fiona May, Patrizio Oliva, Ettore Messina, Maurizia Cacciatori, Gianluca Vialli e tanti altri ancora. Senza dubbio una supersquadra.

La Rai punta sul classico: Fabrizio Failla, Franco Bragagna, Stefano Bizzotto, Andrea Fusco, Carlo Paris, Alessandro Fabbretti, Marco Lollobrigida, Claudio Icardi e Alessandro Antinelli e tra i talent Stefano Tilli, Andrea Lucchetta, Igor Cassina, Luca Sacchi, Francesco Postiglione.
A guidare la banda pubblica, Jacopo Volpi che chiuderà la giornata britannica con il suo Buonanotte Londra con la speranza che gli spettatori a casa non si addormentino prima del programma.

L’evento sportivo non è solo una buona telecronaca o un’immagine in 3D ma è il gesto atletico, lo sforzo fisico di un’atleta che per quattro si allena per la sua gara, per la gara che vale l’oro.
Dunque tra Compagnoni e Icardi, meglio Bolt, Phelps, Pato, il nazionale di pallamano serba Prodanovic, il tennista svizzero Wawrinka e tanti altri.

E cosi, se Antinelli ricorda che gli spettatori Rai vedranno la Pellegrini vincere tre secondi prma rispetto a quelli di Sky, speriamo solo che Caressa non si sbagli e non esulti con un “Federica Peeeeellegriniiiiiii 2 a 0” come un gol di Ibra. Peggio di un errore del genere ci sarebbe solo un commento tecnico di Beppe Bergomi.

Andrea Matta
25 luglio 2012

(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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