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2012. Caro amico ti scrivo, cosi mi distraggo un po’

[Collage per i 24 anni - 23 agosto 2012]

[Collage per i 24 anni – 23 agosto 2012]

“Caro amico ti scrivo,
cosi mi distraggo un po’”

Anche il 2012 è passato. Ci togliamo di dosso un anno difficile per la nostra generazione: quella dei senza lavoro, quella dei non iscritti agli uffici di collocamento perché tanto il lavoro non c’è; quella dei contratti che non esistono; che lavorano gratis o per due soldi.

Spesso, anche grazie al post-egocentrico di fine anno, faccio un bilancio dell’anno appena trascorso, passando dall’università a tutte le cose che faccio per provare a crearmi un futuro che possa essere il più bello e roseo possibile.

Sabato, con la truppa del Fuori Onda, abbiamo fatto uno spettacolo al Teatro Eliseo di Nuoro. Tutto bello, tutto molto ben organizzato da Max, Simone e Letizia (al secolo, i conduttori del programma tv e una delle colonne della trasmissione, ndr).
Tornando a casa alle 04.30 del mattino, dopo essermi completamente addormentato in macchina tra Elmas e Sinnai, pensavo a quanto sarebbe bello fare davvero questo lavoro.
Poter vivere di quello che faccio e quanto sarebbe importante per noi, generazione mille euro (ma vanno bene anche 500) vivere per le nostre doti, per le nostre caratteristiche.

“Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare”

I lunghi viaggi in macchina sono quelli che ti permettono di pensare, di conoscere meglio le persone e te stesso. Ho pensato alla parola studio e ai suoi significati: studio universitario e studio radiofonico/televisivo.
Ho pensato al 15 gennaio e allo spettacolo del Fuori Onda a San Vito, da soli, senza intoppi e senza problemi, al 31 luglio e a quel 30 all’esame di informatica, dato dopo due giorni di campo estivo e uno e mezzo di riposo. Ho pensato a tutte le serate nei locali, alle cene in buona compagnia. Ho pensato all’emozione che provo ogni volta che salgo sul palco, che sia in un locale con venti persone, un teatro con quattrocento, poco importa.
Ho pensato alla diretta dal comune di Selargius con Radio Golfo degli Angeli, a tutti i file mandati a Renato in orario e a quelli fuori tempo massimo, alla uscite con i miei colleghi, ai discorsi incasinati con Ilaria, alla rassegna stampa nel programma dei Lapola, alle risate nella Smart di Laura.
Ho pensato alle ore passate ad organizzare i dibattiti con Stefano, Mauro, Martina e Enrico, ai pezzi per Casteddu On Line, per Lo SportOnline, ai concerti e all’emozione di Luca, Giovanni e Marta nel vedere pubblicato il primo numero di In Cammino.
Ho pensato al Fuori Onda in tv, ai consigli, alle cazziate, alle prove con I precari e con Cipriana, ai viaggi con Federica e Riccardo. Ho pensato a quanto si possa credere davvero in un progetto.
Ho pensato ai bambini del microcitemico e alle loro famiglie coraggiose, ai miei ragazzi del reparto, quelli che son passati e quelli che son rimasti con la speranza che non cambino, alle riunioni di staff con Roberta, Alessio, Costa e Francesco e ai Pipistrelli del Cfm.
Ho pensato alla mia famiglia, alle risate al mare e alla bellezza del Natale appena trascorso.

E se quest’anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
che in questo istante ci sia anch’io. 

Mai come quest’anno ho capito che per conoscere davvero le persone devi poter condividere qualcosa con loro. Uso il verbo condividere non a caso. Spesso, scambiamo la realtà virtuale con quella di tutti i giorni. Abusiamo anche del termine amico.
Attenzione: conosci davvero una persona se vivi qualcosa con lui, condividi uno stile di vita, uno spettacolo, una bella risata, una chiacchierata che ti lascia qualcosa, una telefonata.
Tutto il resto è finzione, non esiste, e se esiste prima o poi scoppia in un litigio, un’incomprensione, in frasi non dette e messaggi non inviati.
Spesso siamo convinti di conoscere una persona solo perché leggiamo quello che scrive su facebook ma non è cosi: se su internet scrivo battute, rido, scherzo con i miei contatti, condivido video con le mie imitazioni, non significa che una volta spento il pc o il cellulare continuo a ridere e scherzare. Spesso mi arrabbio con me stesso. Mi chiedo se tutto quello che sto facendo abbia un senso o sia tutta una falsa illusione.
Ci sono state giornata in cui mi sono detto: basta, cambio vita e vaffanculo a tutti.
Chi mi conosce sa che non sono uno istintivo ma uno che ragiona sulle cose, che pensa, calcola ogni singolo movimento e ogni singola frase per paura di sbagliare ancora.

E poi, ogni tanto, ho paura.
Ho paura di scegliere. Ho paura che tutto questo possa finire da un momento all’altro.
Troppe cose, troppi pensieri. Troppa incertezza sul futuro e su quello che sarà il 2013 alle porte.

Poi penso a chi mi sta vicino, alle persone che mi hanno scelto e quelle che ho scelto, che ho conosciuto meglio in questi dodici mesi e che spero mi stiano accanto anche nel 2013.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità

Buon 2013 a tutti.

Andrea Matta
31 dicembre 2012

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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