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Cagliari Globalist

cagliari globalist – Un anno dal ciclone Cleopatra, la Sardegna non dimentica

da Cagliari Globalist – martedì 18 novembre 2014

Un anno dal ciclone Cleopatra, quello dei danni, dei morti. Quello che ha fatto capire, ancora una volta, quanto siamo fragili. Un’isola ferita che è riuscita come sempre a rialzarsi anche se l’emergenza non è finita e all’appello mancano oltre 474 milioni di euro in attesa del 200 milioni promessi dal Governo. Le immagini che i media hanno trasmesso dalla nostra Sardegna ci hanno raccontato una terra che ha sofferto, che ha pagato a caro prezzo le scelte dei costruttori, di chi ha fatto si che si edificasse dove non si poteva. Immagini simili a quelle che vediamo in quasi tutta Italia: strade allagate, palestre che diventano centri di prima accoglienza, Protezione Civile e Vigili del Fuoco al lavoro notte e giorno, cittadini che si rimboccano le maniche e lavorano per ridare alla loro casa e alla loro città un’idea di normalità. C’è chi li chiama “angeli del fango” come quelli di Firenze del 1966 ma molti di loro in tv non vorrebbero comparire, non cercano la popolarità né il protagonismo, hanno solo voglia di mettersi al servizio dei loro concittadini.

La Regione Il presidente Francesco Pigliaru e gli assessori regionali all’Ambiente e ai Lavori Pubblici, Donaetta Spano e Paolo Maninchedda durante la presentazione dei lavori della Giunta in tema di protezione civile, hanno ricordato che il lavoro della Regione viaggerà su tre strade: efficacia del sistema di allarme; piccoli interventi sul territorio – vedi pulizia dell’alveo dei fiumi – e grandi modifiche che porteranno a una trasformazione profonda di quanto già è presente nell’isola accelerando un processo bloccato a lungo. Dopo aver ricordando lo sblocco degli appalti per Villagrande (14 milioni per l’alluvione del 2004) e Capoterra (2008), si è passati alle cifre per l’alluvione 2013: i danni sono stimati per 659,2 milioni ma le risorse disponibili al momento sono soltanto 185 milioni che arrivano da risorse regionali (52 mln), Anas (50,8 mln), fondo comunitario per l’agricoltura-Feasr (40 milioni), 20 milioni di fondi statali da cui sono stati detratti i costi dei soccorsi, dal fondo di solidarietà dell’Unione Europea (16,3 milioni), accordo di programma Regione-Ministero dell’Ambiente (5,9 milioni). All’appello mancano ancora 474,2 milioni di euro e i 200 milioni di euro promessi dal Governo centrale non bastano. Pigliaru chiede l’intervento dello Stato per affrontare l’emergenza e per capire se la Sardegna è stata trattata al pari di altre regioni.

La ricostruzione Promesse, promesse, promesse. L’acqua non ha cancellato il male comune italiano delle mille promesse fatte alle popolazioni per una pronta ricostruzione. Dove è passato Cleopatra si è ricostruito grazie all’opera dei cittadini, degli enti come l’Anas che ha rimesso in piedi le strade – non tutte ma almeno i progetti ci sono. Eventi come “Sardegna chi_ama” hanno permesso la ricostruzione dell’anfiteatro comunale di Torpé e di progetti come quello collettivo di #18Undici, idea di comitato di giornalisti e videoreporter che hanno raccontato quello che accadeva sul luoghi della tragedia. Non sono mancati i contributi dell’Italia solidale, delle province come Bolzano (550 mila euro che andranno nel fondo speciale per le emergenze regionali). A Olbia, lo scorso aprile, è stato presentato il progetto per la ricostruzione della scuola “Maria Rocca”, plesso che ospitava alunni della scuole materne ed elementari e che tra i finanziatori ha visto la Fondazione Banco di Sardegna, i gruppi editoriali di La Nuova Sardegna e il Corriere della Sera e l’Ordine degli Architetti.

Indagare I giudici e in seconda battuta gli organi di informazione dovrebbero indagare su quello che è successo, sul perché è stato costruito li dove non si poteva e dove l’acqua sarebbe tornata a riprendersi tutto, sul perché coprire un fiume con una colata di cemento come è accaduto a Uras, su chi ha dato il via libera per abitare negli scantinati. Lo dovrebbero fare per il rispetto delle vittime del ciclone, di quelle di Capoterra e di tutti quelli che hanno perso tutto e oggi, dopo 365 giorni, aspettano ciò che gli spetta. Lo scorso 8 maggio, la Procura di Tempio Pausania ha notificato 13 avvisi di conclusione di indagine ai vertici della Protezione Civile, all’ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci e al sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli. Gli indagati dovranno rispondere dell’omicidio colposo per le morte di dieci persone in Gallura, per disastro colposo e per non aver informato la popolazione di Olbia e Arzachena del pericolo dell’alluvione.
In pochi sapevano quello che stava per accadere e nell’era della web non basta un fax per comunicare il rischio di un ciclone in arrivo. Tornando indietro di un anno, le comunicazioni su aiuti, zone e mezzi di soccorso sono passate in rete grazie allhashtag #allertameteoSAR proposto da @insopportabile, un modo ordinato per recuperare le informazioni generali e per sentirsi utili anche come volontari digitali. Un modo per fare ordine nelle tante notizie e nella concitazione del momento.

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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