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Cagliari Globalist

cagliari globalist – Lercio, una risata per riflettere

da Cagliari Globalist – 22 dicembre 2014

Nel 2014 che sta per chiudersi, uno dei social fenomeni è quello di Lercio.it. Una pagina facebook con oltre 253mila utenti e un account twitter con 53400 followers per condividere e twittare notizie come “Manda whatsapp a Telethon per risparmiare sull’sms”, “Le Sentinelle in piedi si uniscono al movimento dei Forconi: nascono i Minchioni delle Rotonde” e “Ragazzo si accorge del nuovo taglio di capelli della fidanzata”, giusto per citarne alcuni.

Una satira che fa riflettere, che si prende gioco della realtà, dei siti internet e della informazione televisiva che spesso, piuttosto che informare, si fermano al pettegolezzo. Dopo il premio come miglior sito internet durante i “Macchianera awards”, sorpassando sitiweb come quelli di Repubblica e Il Fatto Quotidiano e come miglior battuta con “Giornalista di Studio Aperto non sa di essere in onda e dà una notizia di economia”, arriva il libro “Un anno di Lercio” che il collettivo di autori sta promuovendo in tutta Italia.

Nel pomeriggio di sabato, a Casa Xaxa a Quartu, grazie a una iniziativa della Libreria Mieleamaro, Alessandro Cappai e Albert Huliselan Canepa, due dei trentotto autori di Lercio, hanno presentato ai lettori e ai curiosi il volume che contiene articoli, ultime ore, nuovi articoli mai usciti sul web, sondaggi e l’oroscopo del 2015, tutti in chiave satirica. Con loro c’era anche il terzo autore sardo, Gianni Zoccheddu.
Ecco la loro intervista.

Come nasce l’idea di “Lercio”?
Alessandro: Lercio nasce da una idea di Michele Incollu che era intenzionato a fare una parodia Leggo.it. Poi il sito è diventato una parodia dell’informazione italiana. L’ideatore aveva proposto a noi autori di Acido Lattico di partecipare al progetto. L’idea ci è piaciuta tantissimo, abbiamo iniziato a collaborare ed è diventato un progetto di tutti.

Siete un collettivo di trentotto autori e molti di voi provengoo dai laboratori comici come quello di Daniele Luttazzi. Quanto sono stati importanti per la carriera?
Albert: Sono stati molti utili. Tutti avevamo delle inclinazioni verso il comico. Quella di Luttazzi è stata una “palestra” durata almeno due anni, un percorso in cui lui è sempre stato disponibile, ha risposto a tutte le nostre domande e ci ha aiutato ad affinare le arti della comicità e della satira anche dal punto di vista tecnico. Ci avvertiva quando certe battute erano da querela. Per noi è stato come un padre della satira.

Oltre Luttazzi, quali sono i vostri modelli comici?
Alesasandro: In America c’è The Onion , sito al quale ci ispiriamo. Tantissimi comici americani da Bill Hicks a George Carlin, Steven Wright. Sono veramente tanti.

Nel mondo di oggi, molte delle notizie firmate “Lercio” vengono prese per vere dagli utenti. Secondo voi, è colpa dell’informazione che si è ridotta alla battuta comica oppure è il pubblico che non capisce la differenza tra realtà e satira?
Albert: Le persone credono a quello che vogliono credere. Poi c’è un vizio di superficialità: la gente spesso si limita a leggere solo la base, solo il titolo e quindi si fa convincere da quello, non dall’articolo. Nei nostri post sul sito viene smontata la realtà. Quindi chi crede agli articoli di “Lercio” è perché si ferma alla superficie e rivela in essa stessa il malessere generale verso il giornalismo.
Alessandro: A me piace pensare che “Lercio” abbia avuto un effetto per il quale ora le persone si fidano meno delle notizie su internet e quando vedono una notizia assurda ora controllano mentre prima se una cosa era scritta su internet era vera, ora c’è più attenzione.

Che rapporto ha “Lercio” con il pubblico”?
Alessandro: Dalla redazione si occupano di vedere i vari commenti e la risposta degli utenti. Abbiamo sempre trovato un pubblico molto istruito e attento sulla satira.

Quali sono le categoria più colpite dal vostro sito?
Albert: Ognuno ha i suoi bersagli preferiti ma come “Lercio” non abbiamo nessuna categoria in particolare e nessuna linea editoriale: ognuno ha le sue idee poltiche e ognuno colpisce ciò che vuole colpire. Gli unici controlli che facciamo sui contenuti sono che la battuta non sia fascistoide, che non sia da querela.

Molti autori e comici vengono catalogati come volgari per l’uso della parolaccia. Qual è il vostro rapporto con il turpiloquio?
Albert. Assolutamente libero. La parolaccia fa parte della comicità. Toglierla diventa una forzatura. Ovviamente la parolaccia dev’essere un mezzo per far ridere non dev’essere il fine unico, deve racchiudere. Dev’essere un potenziale in più. Una battuta non deve far ridere solo perché c’è la parolaccia. Alessandro: Io rimango affascinato dalla comicità in cui non ci sono parolacce. Penso ai racconti di Woody Allen, non c’è una parola fuori posto e anche quelli erano parodia. A volte è una forzatura togliere la parolaccia quindi a volte è necessaria

Quali sono le notizie da “Lercio”?
Alessandro: Tutto quello che esce dalla colonnina destra dei siti online più importanti, Studio Aperto, TgCom.

-Che idea avete dei siti internet che cercano di copiare il vostro modo di fare satira?
Albert: Fanno propaganda negativa perché si mascherano per cercare di fare satira creano solo bufale, diffamano per ottenere più click. La satira ovviamente la può fare chiunque e Lercio non ha inventato un format e occupa uno spazio all’interno di quel mondo. In rete tanti fanno satira, come Spinoza, Feudalesimo e Libertà.

Spesso si dice che una notizia davvero finta è una notizia da Lercio. Ormai siete diventati un modello per la comicità sui social
Alessandro: A quanto pare siamo entrati nel linguaggio comune ed è successo veramente in fretta.

La notizia che vi è piaciuta di più
Albert e Alessandro: A noi piace moltissimo l’articolo scritto da Gianni Zoccheddu “Quel negro l’abbiamo visto prima noi: rissa tra Forza Nuova e Casa Pound, 88 feriti”

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Informazioni su andreamatta23

Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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