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Claudio Ranieri, da Lamezia a Leicester: 16722 chilometri per diventare campione

16722 chilometri: dallo stadio Guido d’Ippolito di Lamezia Terme al Leicester City Stadium, casa dei Foxes. Immaginate Claudio Ranieri, classe 1951, davanti a Google Maps mentre calcola la distanza da una casa calcistica all’altra della sua carriera: dai campi di periferia di Lamezia e Pozzuoli, passando per il Sant’Elia di Cagliari, il San Paolo di Napoli, il Franchi di Firenze, poi Mestalla a Valencia, il Vicente Calderòn dell’Atletico Madrid, lo Stamford Bridge del Chelsea, ancora il Mestalla e poi il Tardini, l’Olimpico di Torino e quello di Roma, San Siro, il San Luis II di Montecarlo, lo stadio Karaiskakis di Atene e infine lo stadio dei campioni d’Inghilterra in una città con trecentomila abitanti capoluogo della contea del Leicestershire, nella regione delle Midlands Orientali e una squadra capace di battere i grandi e ricchi del calcio e scrivere una bellissima pagina di sport.

Palmares. Per il tecnico romano – mister in cinque nazioni diverse – lo storico scudetto con le volpi è il primo campionato di massima serie vinto in ventinove anni da allenatore. Nel suo palmares, quattro promozioni – due con il Cagliari dalla C1 alla A in due anni, stagioni 1988/1990 – una con la Fiorentina (1993/1994) e una con il Monaco (2012/2013). Il suo titolo di maggior prestigio era la Supercoppa Europea conquistata nel 2004 con il Valencia. Con i bianchi ha vinto anche una Coppa di Spagna (1998/1999) e una Coppa Intertoto (1998). L’allenatore ha vinto Coppa Italia e la Supercoppa Italiana con la Fiorentina (stagione 1995/1996). Per chiudere, la Coppa Italia di Serie C con il Cagliari nella stagione 1988/1989 giocata allo Stadio Amsicora vista la ristrutturazione del Sant’Elia per i mondiali 1990.

Cagliari.Cagliari fu l’inizio del sogno. Salimmo dalla terza serie alla serie A. Quegli anni mi diedero la possibilità di essere dove sono oggi. Non sarò mai abbastanza grato” ha dichiarato mister Ranieri, nel giorno del trionfo, in una intervista al Fatto Quotidiano. Il legame tra il tecnico romano e la squadra che l’ha fatto conoscere nel calcio italiano è ancora forte. Per i tifosi rossoblu, Ranieri resta l’allenatore che ha riportato il Cagliari in serie A dopo due promozioni consecutive, impresa riuscita a sole diciassette squadre nella storia del calcio tricolore. Rossoblu e blu insieme per festeggiare la promozione in A e la Premier League. Potrebbe essere un nuovo regalo dell’allenatore ai tifosi cagliaritani.

L’uomo dei secondi posti. Per tre volte nella sua carriera, Ranieri ha sfiorato l’impresa di vincere lo scudetto. Il suo primo secondo posto lo ha collezionato nel 2003/2004 sulla panchina dei blues anno della semifinale di Champions League persa contro il Monaco, prima dell’arrivo di Mourinho e Abramovich. Secondo posto anche con la Roma con 80 punti nel 2009/2010 a meno due dall’Inter. Altro secondo posto con il Monaco (campionato 2013/2014) alle spalle del PSG. Importante è la stagione 2006/2007 quando dopo due anni di inattività e a dieci anni dall’ultima esperienza su una panchina italiana accetta la proposta del presidente del Parma e salva i gialloblu con 27 punti in 13 gare

Indeciso e deluso. “I’m tinckerman”, Io sono un indeciso. E’ stato lo stesso tecnico romano ad ammetterlo quando allenava i blues. Il soprannome è piaciuto parecchio agli inglesi ed è rimasto un modo per chiamare Ranieri negli ultimi anni (il Finalcial Times l’ha usato per titolare un articolo su di lui lo scorso fine settimana). In questa stagione però, il nomignolo si è trasformato in “Thinkerman”, il pensatore. Per il tecnico romano, sei esoneri (Napoli, Valencia, Juventus, Inter, Monaco e nazionale greca) e due dimissioni (Atletico Madrid e Roma). Nel giugno del 2014 viene chiamato dalla nazionale greca per portare gli ellenici agli europei francesi del 2016. Il bilancio delle quattro gare è negativo: un pareggio e tre sconfitte. In Grecia è stato definito impreparato. Dopo lo 0-2 casalingo contro l’Irlanda del Nord, un quotidiano online ha titolato: “Ma che cazzo?”. Non meno pesanti i giudizi dopo la sconfitta contro le isole Far Oer che gli è costata la panchina: “La morte del calcio”, “Ci ha distrutti”, “Ranieri è finito e dovrebbe dimettersi”. Dopo un anno però arriva la chiamata del Leicester, undici anni dopo l’ultima esperienza inglese con il Chelsea. “Ranieri è un uomo di notevole esperienza e cultura e ci condurrà nella prossima fase del nostro progetto a lungo termine” aveva detto il vicepresidente dei Foxes, Aiyawatt Srivaddhanaprabha, lo scorso luglio.

Miracolo Leicester. “Il progetto del presidente è quello di salvare quest’anno il Leicester e l’anno prossimo lentamente raggiungere un’alta posizione in classifica”. Una salvezza tranquilla per costruire un progetto. Nulla di più. E invece la stagione dei Foxes si è trasformata in una cavalcata incredibile. Nell’anno in cui tutte le grandi si sono fermate – Arsenal terza a -10, City a -13 e United quinto a -17 a giocarsi l’ulitmo posto disponibile per la Champions; Liverpool ottavo e Chelsea nono e con Mourinho esonerato a metà campionato – il Leicester è riuscito a tenere duro, a portare a casa 22 vittorie, 11 pareggi e 3 sconfitte frutto di un lavoro collettivo in cui spicca Jamie Vardy, 22 gol in campionato e terzo posto in classifica marcatori e premiato con il titolo di miglior giocatore della Premier League secondo la stampa inglese; Riyad Mahrez, da ala della nazionale algerina a tutto fare in attacco autore di 17 gol, la solidità difensiva di Huth e Morgan, le corse e i polmoni di N’Golo Kantè e Kasper Schmeichel, figlio d’arte tra i pali diventato campione d’Inghilterra ventitre anni dopo suo padre Peter. Ad inizio stagione, i bookmakers quotavano la vittoria del campionato dei Foxes 5000 a 1. Una ventina di scommettitori ci hanno creduto e forse hanno esultato più di Vardy e compagni. Panico tra le agenzie di scommesse che dovranno sborsare circa quattordici milioni di sterline. Intanto aspettiamo che il sindaco della città del Midland, Sir Peter Soulsby, mantenga la sua promessa: intitolare due strade della città a Ranieri e Vardy.

La festa delle volpi. Come hanno festeggiato i giocatori del Leicester il primo titolo nei 132 anni della storia del loro club? Tutti a casa del bomber Vardy. Al triplice fischio finale, il salotto è diventato uno stadio tra calciatori saltellanti e cori. La città si è illuminata a giorno: i tifosi hanno cantato “We are the champions” in una festa iniziata nel bar storico e proseguita davanti allo stadio in un tripudio di birra. Mister Ranieri era a casa sua, a Roma, a cena con la moglie e la mamma come aveva detto al termine della sfida di domenica contro il Manchester United. E’ stato di parola.

Macchinata ignorante. La vittoria del Leicester è stata raccontata passo dopo passo dai social network. Per festeggiare il grande evento, la pagina facebook “Calciatori Brutti” ha organizzato una macchinata per andare in Inghilterra e ringraziare i loro eroi. “La macchinata ignorante – , si legge sul loro sito – per Leicester, comunque deciderete di partecipare, sarà un evento storico ed un’esperienza che porteremo dentro per sempre. Quindi, già adesso, vogliamo dirvi solo una cosa: grazie!”

Una stagione calcistica può cambiare la vita, può farci dimenticare i momenti difficili. Pensate agli scommettitori che hanno creduto nei foxes dall’inizio della stagione; pensate ai tifosi che oggi possono festeggiare un vero miracolo sportivo frutto del lavoro di una squadra che ci ha creduto fino all’ultimo. Pensate a Claudio Ranieri, da “tinckerman” a campione.

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Il blog di uno studente universitario, di uno speaker radiofonico, di un comico-giornalista in rampa di lancio e di tanto altro.. in attesa di capire il suo destino

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