Calcio

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Il santino di Gigi Riva

Passano i portafogli ma la figurina resta. Tra carta d’identità, biglietti e scontrini, spunta lui: (San) Gigi Riva da Leggiuno. Non si sa che effetto abbia nella vita di tutti i giorni ma quella action figure sta li e non si sposta. Sulla parte davanti della figurina una immagine di Luigi Riva con la maglia della nazionale contro una squadra in maglia rossa e dietro alcune note biografiche:
“Nato a Leggiuno il 7 novembre 1944. Ala. Presenze: 42. Gol 35.
Esordio: Ungheria-Italia 2-1 27 giugno 1965
Ultima gara: Italia-Argentina 1-1 19 giugno 1974.
Segue un breve racconto: “Tra i più forti attaccanti del calcio italiano, autentico trascinatore in campo non lesinava in generosità ed entusiasmo. Due gravi infortuni, entrambi in Nazionale, gli hanno impedito di migliorare il suo curriculum che comunque lo gratifica del titolo del miglior bomber in assoluto con 35 reti. Campione d’Europa nel 1968”. Sintesi perfetta.

Riva un po’ come un santo protettore. Come mito, “Il Mito”, per i tifosi del Cagliari e per gli amanti del calcio. Si racconta che alla fine degli anni sessanta molte ragazze dormissero con l’icona di Gigi Riva accanto al letto: un suo primo piano in la maglia bianca con lo scudo con i quattro mori o la magica rovesciata a Vicenza non cambia. L’immagine resta li.

Domenica sera, prima della gara contro la Juventus, Gigi Riva tornerà al Sant’Elia, a dodici anni di distanza da quel 9 febbraio 2005 quando il Cagliari ritirò ufficialmente la maglia numero 11 (con polemiche sullo stile della maglia consegnata: forse sarebbe stata meglio una casacca di lana in vecchio stile e non quella dello sponsor tecnico). Più di recente, lo scorso settembre, è ritornato sul campo da gioco per il saluto commosso a Nené, l’amico di una vita.

Domenica sarà diverso. Se ci saranno lacrime saranno di gioia. Riva riceverà dalla mani del presidente del Coni Giovanni Malagò il Collare d’Oro, la massima onorificenza sportiva assegnata dal Comitato Olimpico Nazionale ad atleti, dirigenti e società che hanno onorato lo sport italiano. “Con Gigi Riva abbiamo voluto premiare la storia di un atleta più unico che raro” ha detto Malagò durante la premiazione a fine 2016 nel Salone d’Onore del CONI. “Ho promesso che con l‘anno nuovo glielo porterò di persona com’è giusto che sia”. Detto, fatto.

Riva riceverà l’onorificenza prima della gara contro i bianconeri. Una sfida che per i rossoblu non è mai banale. Non lo era tra fine degli anni Sessanta e Settanta quando il numero 11 e gli altri grandi davano filo da torcere alla Vecchia Signora e facevano gioire i sardi emigrati al Nord Italia e non lo è stato neppure negli anni seguenti. Le statistiche dicono che il Cagliari neopromosso non abbia mai perso al Sant’Elia contro la Juve: ultima sfida nel gennaio 2005 quando Gianfranco Zola salì più in alto di Zebina e Thuram e batté Gigi Buffon sotto la Curva Nord.

“Il Mito”, “Rombo di Tuono” come lo ribattezzò Gianni Brera è rimasto qui a Cagliari, in Sardegna. La stessa isola che, quando arrivò nel 1964, era convinto fosse l’Africa è rimasta la sua terra, quella dove sentirsi protetto. Riva è l’icona di una generazione. E’ una bella storia di sport che si tramanda di padre in figlio. I padri raccontano che lui abbia rifiutato i milioni offerti dalla Juventus di Agnelli per stare qui. Nel calcio di oggi dove tra scontri, risse, polemiche arbitrali non si gioca più e nella Sardegna da cui si fugge, “Rombo di tuono” è il simbolo di un’isola e di un calcio che vuole restare qui.
Nessuno come lui. Nessuno come Gigi Riva.

P.S. In un articolo di Paolo Condò de “La Gazzetta dello Sport” su Gigi Riva, il giornalista ricorda che una delle regole di vita non scritte consiglia di evitare l’incontro con i propri miti perché non potranno che deluderti. Bene, ora vi confesso una cosa: non ho mai incontrato “Il Mito”. L’ho sentito una sola volta telefonicamente nel 2010 per fissare una intervista a quarant’anni dallo scudetto e poi più nulla. Mi dicono: “Vai nel ristorante dove lui mangia” oppure “Lui abita li vicino, passa e lo incontrerai”. La mia paura più grande è restare deluso da quell’incontro ma prima o poi quella action figure avrà il suo autografo.

Fantacalcio, asta di riparazione: da Piatti a Icardi per sei stagioni di acquisti e cessioni

piattiMartedì 7 febbraio 2017. Mentre gli italiani resteranno incollati alla tv a guardare la prima serata del festival di Sanremo otto uomini (su dieci fantapresidenti) saranno impegnati in una delle sere più difficili di tutto l’anno: l’asta di riparazione al Fantacalcio.

Nella stagione fantacalcistica 2016/2017, la gloriosa Gialappa’s Team naviga al quinto posto della classifica della Premier Pilly a quota 27 punti, a meno 5 dal terzo posto. La vetta è lontana, lontanissima (quota 42 punti). Ufficiosamente però la classifica parla di 30 punti vista la tripletta e l’assist di Mertens e il gol di Keita.

In vista della serata tra Petagna, Caldara e Simeone vi porto in un viaggio nel tempo lungo sei stagioni tra cessioni di giocatori improbabili (Ignacio Piatti del Lecce e Richards della Fiorentina su tutti), giovani e vecchi acquisti (il 21enne Mauro Icardi della Sampdoria e il sempreverde Taddei).

Stagione 2010/2011
Acquisti: Chico (Genoa), Biava (Lazio), Veloso (Genoa), Ricchiuti (Catania)
Cessioni: Zauri (Sampdoria), Brivio (Lecce), Asamoah (Udinese), Palladino (Genoa)

Stagione 2011/2012
Acquisti: Natali (Fiorentina), Jankovic (Genoa), Rigoni (Novara), Taddei (Roma), Rocchi (Lazio)
Cessioni: Antonelli (Genoa), Barreto (Palermo), Piatti (Lecce), Galloppa (Parma), Brienza (Siena)

Stagione 2012/2013
Acquisti: Icardi (Sampdoria), Floccari (Lazio), Avelar (Cagliari), Portanova (Genoa), Castro (Catania)
Cessioni: Sgrigna (Torino), Pelissier (Chievo), Almiron (Catania), Antonelli (Genoa), Lulic (Lazio)

Stagione 2013/2014
Acquisti: Puggioni (Chievo), De Silvestri (Sampdoria), De Maio (Genoa), Marchionni (Parma), Keita (Lazio)
Cessioni: Pavarini (Parma), Armero (Napoli), Terranova (Sassuolo), Brighi (Torino), Dionisi (Livorno)

Stagione 2014/2015
Acquisti: Brikic (Cagliari), Rugani (Empoli), Zappacosta (Atalanta), Biglia (Lazio), Iago Falque (Genoa), Gilardino (Fiorentina), Ljaijc (Roma)
Cessioni: Avramov (Atalanta), Richards (Fiorentina), Biabiany (Parma), Kone (Udinese), Cassano (Parma), Keita (Lazio)

Stagione 2015/2016
Acquisti: Gastaldello (Bologna), Koulibaly (Napoli), Mounier (Bologna), Zielinski (Empoli), Floccari (Bologna), Traijkovski (Palermo)
Cessioni: De Maio (Genoa), De Silvestri (Sampdoria), De Jong (Milan), Kisnha (Lazio), Verde (Frosinone), Maxi Lopez (Torino)

Claudio Ranieri, da Lamezia a Leicester: 16722 chilometri per diventare campione

16722 chilometri: dallo stadio Guido d’Ippolito di Lamezia Terme al Leicester City Stadium, casa dei Foxes. Immaginate Claudio Ranieri, classe 1951, davanti a Google Maps mentre calcola la distanza da una casa calcistica all’altra della sua carriera: dai campi di periferia di Lamezia e Pozzuoli, passando per il Sant’Elia di Cagliari, il San Paolo di Napoli, il Franchi di Firenze, poi Mestalla a Valencia, il Vicente Calderòn dell’Atletico Madrid, lo Stamford Bridge del Chelsea, ancora il Mestalla e poi il Tardini, l’Olimpico di Torino e quello di Roma, San Siro, il San Luis II di Montecarlo, lo stadio Karaiskakis di Atene e infine lo stadio dei campioni d’Inghilterra in una città con trecentomila abitanti capoluogo della contea del Leicestershire, nella regione delle Midlands Orientali e una squadra capace di battere i grandi e ricchi del calcio e scrivere una bellissima pagina di sport.

Palmares. Per il tecnico romano – mister in cinque nazioni diverse – lo storico scudetto con le volpi è il primo campionato di massima serie vinto in ventinove anni da allenatore. Nel suo palmares, quattro promozioni – due con il Cagliari dalla C1 alla A in due anni, stagioni 1988/1990 – una con la Fiorentina (1993/1994) e una con il Monaco (2012/2013). Il suo titolo di maggior prestigio era la Supercoppa Europea conquistata nel 2004 con il Valencia. Con i bianchi ha vinto anche una Coppa di Spagna (1998/1999) e una Coppa Intertoto (1998). L’allenatore ha vinto Coppa Italia e la Supercoppa Italiana con la Fiorentina (stagione 1995/1996). Per chiudere, la Coppa Italia di Serie C con il Cagliari nella stagione 1988/1989 giocata allo Stadio Amsicora vista la ristrutturazione del Sant’Elia per i mondiali 1990.

Cagliari.Cagliari fu l’inizio del sogno. Salimmo dalla terza serie alla serie A. Quegli anni mi diedero la possibilità di essere dove sono oggi. Non sarò mai abbastanza grato” ha dichiarato mister Ranieri, nel giorno del trionfo, in una intervista al Fatto Quotidiano. Il legame tra il tecnico romano e la squadra che l’ha fatto conoscere nel calcio italiano è ancora forte. Per i tifosi rossoblu, Ranieri resta l’allenatore che ha riportato il Cagliari in serie A dopo due promozioni consecutive, impresa riuscita a sole diciassette squadre nella storia del calcio tricolore. Rossoblu e blu insieme per festeggiare la promozione in A e la Premier League. Potrebbe essere un nuovo regalo dell’allenatore ai tifosi cagliaritani.

L’uomo dei secondi posti. Per tre volte nella sua carriera, Ranieri ha sfiorato l’impresa di vincere lo scudetto. Il suo primo secondo posto lo ha collezionato nel 2003/2004 sulla panchina dei blues anno della semifinale di Champions League persa contro il Monaco, prima dell’arrivo di Mourinho e Abramovich. Secondo posto anche con la Roma con 80 punti nel 2009/2010 a meno due dall’Inter. Altro secondo posto con il Monaco (campionato 2013/2014) alle spalle del PSG. Importante è la stagione 2006/2007 quando dopo due anni di inattività e a dieci anni dall’ultima esperienza su una panchina italiana accetta la proposta del presidente del Parma e salva i gialloblu con 27 punti in 13 gare

Indeciso e deluso. “I’m tinckerman”, Io sono un indeciso. E’ stato lo stesso tecnico romano ad ammetterlo quando allenava i blues. Il soprannome è piaciuto parecchio agli inglesi ed è rimasto un modo per chiamare Ranieri negli ultimi anni (il Finalcial Times l’ha usato per titolare un articolo su di lui lo scorso fine settimana). In questa stagione però, il nomignolo si è trasformato in “Thinkerman”, il pensatore. Per il tecnico romano, sei esoneri (Napoli, Valencia, Juventus, Inter, Monaco e nazionale greca) e due dimissioni (Atletico Madrid e Roma). Nel giugno del 2014 viene chiamato dalla nazionale greca per portare gli ellenici agli europei francesi del 2016. Il bilancio delle quattro gare è negativo: un pareggio e tre sconfitte. In Grecia è stato definito impreparato. Dopo lo 0-2 casalingo contro l’Irlanda del Nord, un quotidiano online ha titolato: “Ma che cazzo?”. Non meno pesanti i giudizi dopo la sconfitta contro le isole Far Oer che gli è costata la panchina: “La morte del calcio”, “Ci ha distrutti”, “Ranieri è finito e dovrebbe dimettersi”. Dopo un anno però arriva la chiamata del Leicester, undici anni dopo l’ultima esperienza inglese con il Chelsea. “Ranieri è un uomo di notevole esperienza e cultura e ci condurrà nella prossima fase del nostro progetto a lungo termine” aveva detto il vicepresidente dei Foxes, Aiyawatt Srivaddhanaprabha, lo scorso luglio.

Miracolo Leicester. “Il progetto del presidente è quello di salvare quest’anno il Leicester e l’anno prossimo lentamente raggiungere un’alta posizione in classifica”. Una salvezza tranquilla per costruire un progetto. Nulla di più. E invece la stagione dei Foxes si è trasformata in una cavalcata incredibile. Nell’anno in cui tutte le grandi si sono fermate – Arsenal terza a -10, City a -13 e United quinto a -17 a giocarsi l’ulitmo posto disponibile per la Champions; Liverpool ottavo e Chelsea nono e con Mourinho esonerato a metà campionato – il Leicester è riuscito a tenere duro, a portare a casa 22 vittorie, 11 pareggi e 3 sconfitte frutto di un lavoro collettivo in cui spicca Jamie Vardy, 22 gol in campionato e terzo posto in classifica marcatori e premiato con il titolo di miglior giocatore della Premier League secondo la stampa inglese; Riyad Mahrez, da ala della nazionale algerina a tutto fare in attacco autore di 17 gol, la solidità difensiva di Huth e Morgan, le corse e i polmoni di N’Golo Kantè e Kasper Schmeichel, figlio d’arte tra i pali diventato campione d’Inghilterra ventitre anni dopo suo padre Peter. Ad inizio stagione, i bookmakers quotavano la vittoria del campionato dei Foxes 5000 a 1. Una ventina di scommettitori ci hanno creduto e forse hanno esultato più di Vardy e compagni. Panico tra le agenzie di scommesse che dovranno sborsare circa quattordici milioni di sterline. Intanto aspettiamo che il sindaco della città del Midland, Sir Peter Soulsby, mantenga la sua promessa: intitolare due strade della città a Ranieri e Vardy.

La festa delle volpi. Come hanno festeggiato i giocatori del Leicester il primo titolo nei 132 anni della storia del loro club? Tutti a casa del bomber Vardy. Al triplice fischio finale, il salotto è diventato uno stadio tra calciatori saltellanti e cori. La città si è illuminata a giorno: i tifosi hanno cantato “We are the champions” in una festa iniziata nel bar storico e proseguita davanti allo stadio in un tripudio di birra. Mister Ranieri era a casa sua, a Roma, a cena con la moglie e la mamma come aveva detto al termine della sfida di domenica contro il Manchester United. E’ stato di parola.

Macchinata ignorante. La vittoria del Leicester è stata raccontata passo dopo passo dai social network. Per festeggiare il grande evento, la pagina facebook “Calciatori Brutti” ha organizzato una macchinata per andare in Inghilterra e ringraziare i loro eroi. “La macchinata ignorante – , si legge sul loro sito – per Leicester, comunque deciderete di partecipare, sarà un evento storico ed un’esperienza che porteremo dentro per sempre. Quindi, già adesso, vogliamo dirvi solo una cosa: grazie!”

Una stagione calcistica può cambiare la vita, può farci dimenticare i momenti difficili. Pensate agli scommettitori che hanno creduto nei foxes dall’inizio della stagione; pensate ai tifosi che oggi possono festeggiare un vero miracolo sportivo frutto del lavoro di una squadra che ci ha creduto fino all’ultimo. Pensate a Claudio Ranieri, da “tinckerman” a campione.

Totti, tutto il bello del calcio

Perché ci piace il calcio? Cosa ci porta a stare seduti su una poltroncina o sul divano per seguire per novanta minuti ventidue uomini che giocano inseguendo un pallone? Forse le storie di questi calciatori.
Prendete Francesco Totti, classe 1976, ultima vera bandiera del calcio italiano, in eterna lite con il suo allenatore Luciano Spalletti. Ieri è entrato in campo al minuto 86. Dopo 23 secondi ha prima segnato il gol del 2-2 e poi, quattro minuti dopo,si è preso carico di battere un calcio di rigore all’ultimo minuto. L’aveva già fatto nel 2006 nell’ottavo di finale mondiale contro l’Australia. In Germania un tiro forte a mezza altezza; ieri, sotto la curva sud, ha mandato la palla nell’angolino basso e ha messo a segno la rete del 3-2 finale.
Tutto il bello del calcio in pochi minuti! Il resto sono solo chiacchiere per riempire pagine del web e della carta stampata.
(Nel video, i due gol di Totti raccontati dallo storico telecronista giallorosso Carlo Zampa)

Tempi Supplementari – Puntata 18

L’ex giocatore del Cagliari e campione d’Italia con i rossoblu Giuseppe Tomasini; Andrea Loi, Filippo Congiu e Gloria Trabuchi dell’Alfieri Pallavolo Cagliari sono gli ospiti della puntata numero 18 di Tempi Supplementari con Andrea Matta e Laura Puddu andata in onda lunedì 22 febbraio su Radio Golfo degli Angeli.

Riascolta la puntata dal podcast di radiogolfodegliangeli<

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Juve-Bayern Monaco: J e Berni protagonisti

J e Berni protagonisti. Mancano poche ore agli ottavi di finale di Champions League tra Juventus e Bayern Monaco. Nella giornata di lunedì, sulla pagina facebook dei bianconeri, le mascotte ufficiali delle due squadre sono state le protagoniste di due video: prima l’arrivo dell’orso rosso in aeroporto e poi una partitella al parco con i bambini. Una simpatica operazione di marketing – forse complice la Adidas, sponsor tecnico di entrambe le compagini – utile per far vivere una sfida tesa e avvincente che può valere per entrambe una intera stagione.

Ecco i due video

Trap, Malesani, Gattuso, Capuano: quando lo sfogo è un cult

Allenatori sull’orlo di una crisi di nervi. Uomini soli in panchina a dirigere i loro giocatori in attesa che lo schema provato in allenamento venga messo in pratica. Spesso però, i tecnici diventano personaggi soprattutto durante le conferenze stampa. Qualche settimana fa, lo sfogo del mister dell’Arezzo Ezio Capuano, registrato da un suo giocatore, passato per i suoi compagni di squadra e poi finito sul web, ha permesso agli appassionati del genere di riguadare le celebri sfuriate degli allenatori italiani che hanno in comune un passato all’estero e le grida in multilingue: da Trap a Malesani passando per Gattuso. Eccone alcune in ordine cronologico:

La leggenda del Trap: “Strunz!” 1998 – Il Trap è tornato in Germania nel 1996 dopo la parentesi cagliaritana. Il tecnico milanese non è convinto delle prestazioni dei bavaresi e soprattuto di Thomas Strunz. Il suo sfogo diventa un cult: “Questi giochi, come due o tre giocatori, erano deboli come una vuoto di bottiglia”, “Devono da soli la partita vinceere” e per chiudere “Io sono terminato”. Il cognome del giocatore, ripetuto più volte, diventa un tormentone. I due si sono rincontrati dopo quindici anni in uno show televisivo.

Malesani/1: “Vergognatevi, c***o. Ma cos’è diventato il calcio? Una giungla, c***o” Siamo sul finire del 2005, la gloriosa squadra del Panatinaikos allenata da Alberto Malesani ha perso la sfida contro l’Iraklis Salonicco, è fuori dalla Champions, fuori dalla Coppa di Lega, terza in campionato a meno otto dall’Aek Atene. I giornalisti greci se la prendono con il “Male”, qualcuno lo provoca e lui risponde così:. “Io sono la 24 ore al giorno, c***o. Ma cos’è diventato il calcio? Una giungla, c***o”. L’intercalare del tecnico italiano fa il giro della rete e diventa ispirazione per video parodia. Da segnalare la faccia della tradutrice che non sa più cosa scrivere.

Malesani/2: “Io mollo? Ma mollo di che” “Mollo ma quale mollo. Siete molli voi”. Dicembre 2011, in conferenza stampa, i giornalisti chiedono a Malesani spiegazioni sulla possibilità di “mollare” la panchina del Genoa. Il tecnico dei rossoblu trasforma il verbo in aggettivo e si infastidisce. Sul “mollo” c’è anche una versione dialettale secondo la quale, in Veneto e nel nord est, una persona molle è senza attributi e con poca grinta.

Gattuso: “Malakia. I giornalisti scrivono tutte ca**ate” Settembre 2014. Gennaro “Ringhio” Gattuso è l’allenatore dell’OFI Creta. Per lui, sei punti in quattro partite in campionato. Dopo la vittoria per 1-0 contro l’Atomitos si sfoga con la stampa. Gattuso parla un po’ in italiano e un po’inglese. Quando Rino usa la lingua madre, un traduttore (che sta fuori campo) traduce dall’italiano all’inglese al traduttore greco. Tra le frasi che rimarranno nella storia: “Io sono il condottiero della barca”, “Me work 12 hours a day. Speak about what? About what?” “I want my players play with balls… and heart”.”Quello che scrivono sui giornali…sò tutte cazzate..shit..malikia”.
L’avventura di Gattuso si concluderà il mese successivo dopo una sconfitta contro l’Asteras.
Dal 22 agosto scorso, il campione del Mondo è allenatore del Pisa e a settembre la sua squadra ha giocato contro l’Arezzo allenato da Capuano: la sfida si è conclusa sull’1-1.

Capuano/1 “Maiali, ignoranti e femminucce” 2 marzo 2015 – “Voglio che l’Arezzo rigiochi da squadra di Arezzo, rigiochi da squadra di Capuano che io ritrovo in campo dei maiali assatanati e una banda di ignoranti e non una banda di femminucce come abbiamo giocato domenica”, così Ezio Capuano, tecnico degli arentini durante un’intervista a una tv locale. Il mister si era già reso protagonista di frasi come “In campo le checche non vanno bene. In campo devono andare gli uomini con le palle e non le checche in mezzo al campo”

Capuano/2 “Io vi scanno se perdete con la Carrarese”. 9 ottobre 2015 – Dopo una sconfitta in amichevole contro il Lucignano, compagine che milita nel campionato di Promozione, il mister è pronto per lo sfogo. Un suo giocatore decide di registrare il monologo: “Parlate solo, parlate solo bu bu bu”, “Io vi squarto. Se perdete contro la Carrarese, ve lo giuro sui miei figli che vi squarto”. L’audio passa prima da compagno a compagno e poi sul web. Risultato: giocatore fuori rosa e sconfitta 1-4 contro la Carrarese. I giocatori non sono stati squartati ma nessuno ha acceso il registratore.

Tutti a casa

Nazionale fuori e tutti a casa. La squadra è contro Balotelli (forte ma inizia a diventare un po’ troppo sopravvalutato, come altri Abate e Thiago Motta su tutti). Per la stampa che lo venerava come un Dio, ora Mario è diventato un Thiago Ribeiro qualsiasi. Una mezza pippa.
Con le dimissioni di Abete e Prandelli iniziano i ragionamenti dei benpensanti del nostro paese che esultano alla prima dimissione di uno “importante” e vorrebbero accendere un fumogeno per le dimissioni del loro capo del loro amministratore di condominio.
Sbagliato un progetto (Perché tenere fuori Rossi e Destro?), sbagliate tutte le formazioni. Meno male che l’arbitro più scarso del mondiale e un cane di nome Suarez ci hanno dato un alibi per la sconfitta di oggi sennò saremmo stati capaci di dire che siamo troppo bravi per uscire da una coppa del mondo.
Perché noi siamo italiani. Un mese ogni due anni ma siamo sempre italiani.

La decima

La dura legge del gol cantano quei simpatici “porta sfiga” degli 883. Il calcio è uno sport strano: ci esaltiamo per 22 uomini che corrono dietro un pallone e guadagnano qualche milionata più di noi ma ci divertiamo lo stesso.Soffiamo per partite come Cagliari-Sassuolo e ci esaltiamo per le finali di Champions. Siamo tutti giocatori, arbitri e soprattutto allenatori.

Il sogno dell’Atletico e di Simeone (trasformatosi per mezz’ora nel fastidioso Mazzarri) si è spento sotto i colpi di Ramos, “Mister 100 milioni” Bale, “Ficarra” Marcelo e Cristiano Ronaldo, uno che ha muscoli in luoghi sconosciuti anche per il campione mondiale di body building. Ha vinto Ancelotti, il miglior allenatore italiano degli ultimi anni: mai sopra le righe, sempre sereno e con il sopracciglio alzato.

La finale di oggi è stata solo un antipasto. Dal 12 giugno iniziano i Mondiali.
Ne leggeremo delle belle.

cagliari globalist – Ritardi mondiali

da Cagliari Globalist – domenica 18 maggio 2014

“Il Brasile è più interessato a vincere la Coppa del Mondo che a prepararla”, parola di  Jérôme Valcke, segretario-generale della Fifa che ha commentato così gli eterni ritardi per l’edizione 2014 del mondiale che partirà il 12 giugno con la gara inaugurale tra Brasile e Croazia allo stadio di San Paolo, inaugurato per ben tre volte ma ancora non completato.

Impianti Lo stadio del Corinthians non è l’unico impianto non ancora finito. All’appello mancano anche Curitiba, arena in cui mancano ancora la metà dei seggiolini; Cuiaba nel Mato Grosso, teatro della nona vittima tra gli operai; e lo stadio a Manaus, in Amazzonia, un vero a proprio “elefante bianco” come direbbero i brasiliani, una cattedrale nel deserto dove gli azzurri di Prandelli esordiranno contro l’Inghilterra, il prossimo 14 giugno alla mezzanotte italiana. Alcuni parlano di una “megalomania brasiliana” perché dai dieci stadi classici per ospitare una competizione mondialesi è passati a dodici impianti per accontentare le tanti parti del paese.

Infrastrutture Nel quinto paese al mondo per superficie totale (il 47% dell’intero Sud America), i trasferimenti sono difficili. Strade e aeroporti, infrastrutture che dovevano essere completate per il mese calcistico, sono ancora in fase di conclusione. Il caso della Transcarioca, superstrada che taglia in due Rio e che permetterà un abbassamento del traffico nella metropoli sarà pronta solo per le Olimpiadi del 2016.

Alcuni aeroporti, rimasti uguali al 2002, si presenteranno ad atleti, delegazioni e tifosi ricoperti di teloni e così, l’organizzazione, pensa ad un piano B per la loro accoglienza. In Brasile tutti conoscevano le scadenze: gli impianti dovevano essere consegnati il 31 dicembre scorso. I ritardi sono dovuti ai tanti scioperi degli operai, alla lentissima burocrazia brasiliana e alle continue proroghe.

Rousseff vs Blatter Mentre in Italia, gli spot con gli azzurri protagonisti – Pirlo e Prandelli superstar – e i programmi tv ci accompagnano verso il terzo mondiale pay, in Brasile aumentano i dissapori tra popolazione, governo e Fifa. Per la presidente Dilma Rousseff, la Coppa del Mondo è diventata un peso per il paese e continua il suo botta e risposta personale con il presidente della federazione internazionale Blatter: “I brasiliani si devono impegnare di più” ha dichiarato il numero uno svizzero che, due giorni fa, ha ammesso l’errore di assegnare al Qatar i mondiali per il 2022 dove il numero dei morti è già superiore a quello del Brasile e i 50 gradi d’estate non sono la temperatura adatta per giocare a calcio.

I No Copa “Fifa terrorista”, “Fifa go home” sono gli slogan usati dai “No Copa”, quella parte di brasiliani che non vuole i mondiali nel loro paese e che hanno già fatto sentire la loro voce durante la Confederation cup dello scorso anno. Secondo un sondaggio, il 58% dei cittadini vorrebbe che la Coppa si giocasse da un’altra parte, non in un paese dove mancano medici e insegnanti (il 10% dei brasiliani è analfabeta) i fondi per la competizione sono stati tolti proprio alle categorie più deboli, favelas comprese, Nelle strade di Rio, Porto Alegre, Belo Horizonte si vive in un clima di continua guerriglia e la popolazione accusa lo Stato per l’uso sbagliato dei soldi pubblici.

Per i “No Copa”, il mondiale non ci sarà. Il calcio, i colpi di genio dei fuoriclasse, per novanta minuti, aiutano a non pensare alle bruttezze della vita. Neymar e compagni hanno due obiettivi: far gioire il paese e vincere la Coppa attesa dal 2002. Avversari e popolazione permettendo.

C’era una volta un campetto di periferia…

Stadio Is Arenas - 26 giugno 2013

Stadio Is Arenas – 26 giugno 2013

Ora mettetevi comodi perché vi racconto una storia:

“Dunque, prendiamo uno stadio e montiamolo in un campetto di periferia.
Poi, facciamo succedere un po’ di casini tra ambientalisti, MauroPili, tombe puniche, wwf, kgb, www, alcolisti anonimi e chi più ne ha, più ne metta,
e smontiamo lo stadio.
Intanto i nostri giocatori con la gloriosa maglia rossoblu vanno a giocare, per l’ennesima volta, nella terra della bora e chissà quanto vento prenderanno ancora.
Nel mentre, facciamo in modo che l’altro stadio – quello “grande grande”, quello che andrebbe buttato giù ma non si può fare perché ci abbiamo giocato 180 minuti nella Coppa del Campioni 1970/1971 (antigoriu!) – possa essere pronto per i primi giorni di settembre (impressioni di settembre!).
Ora, a quasi 72 ore dell’inizio del campionato, quel famoso campetto di periferia potrebbe misteriosamente riprendere vita visto che, se il narratore non sbaglia, c’è ancora una convenzione valida per altri due anni con il Comune di quel famoso campetto.
E così, quel milione di tifosi della gloriosa società non sa ancora in quale stadio potrà andare a vedere la propria squadra”.

Quella che vi ho raccontato è una storia di pura fantasia…o forse no…

Andrea Matta 
21 agosto 2013

[Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, blog o altri media, si prega di citare la fonte]

Casteddu On Line – Tutte le scaramanzie di Cellino: dalla lacrima al seggiolino 16 bis

Il mio primo post per Casteddu On Line.

casteddu on line

Gli italiani sono un popolo di santi, poeti, navigatori e superstiziosi. Cosi, al bar, tra amici, capita spesso che qualcuno racconti qualche suo rito propiziatorio che ripete ogni giorno, dall’alzarsi con il piede destro all’accendere la luce della stanza con la mano sinistra.
Il mondo sportivo è ricco di questi momenti e spesso anche il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, si è lasciato andare a qualche gesto scaramantico.
Ecco allora che sul web è comparsa una foto che arriva direttamente dalla tribuna centrale del nuovo stadio del Cagliari: nei seggiolini della main stand non compare il numero 17, si passa dal numero 16 al numero 18 passando per il 16 bis.
Il vero must del presidente è la famosissima lacrima indirizzata verso l’avversario più pericoloso oppure direttamente sull’arbitro.
Nelle prime giornate di campionato, il presidente si era già fatto notare per qualche altro capolavoro come quando durante la gara contro il Siena ordinò tre panini con mortadella e il Cagliari segnò tre gol uno dietro l’altro. Proprio quella vittoria sfatò il tabù Is Arenas iniziato con i due rigori falliti da Conti e Larrivey nella gara contro l’Atalanta in cui i presenti assistettero a un vero e proprio show del presidente tra porte da spostare, tonnellate di sale anti jella e consigli tattici al mister Ficcadenti.

Nella gara contro il Novara del 17 settembre di un anno fa, per combattere la mala sorte, il presidente invitò i tifosi a presentarsi allo stadio con qualcosa di viola addosso per annullare la negatività del 16 bis. La gara era stata vinta dal Cagliari per due a uno con i gol di Conti e Larrivey.
Sempre nella stagione scorsa, nella gara contro il Siena, invitò i tifosi a presentarsi allo stadio a testa alta e con una benda sulla fronte ricordando che nella sfida contro il Palermo, i nella maglia era stato messo il logo dei quattro mori con la benda sugli occhi, mentre nella partita contro il Lecce al Via Del Mare, vinta dai rossoblù, la maglia bianca aveva i quattro mori ma con la benda sulla fronte proprio come nella bandiera della Sardegna: la prima rappresenta la sconfitta e la sottomissione, la seconda vittoria e fierezza. Nel caso della gara contro il Siena però non fu un gesto di scaramanzia ma la benda rappresenta il simbolo della lealtà dei sardi.

Come detto all’inizio, ad essere scaramantico non è il solo il presidente del Cagliari. Non ci dimentichiamo Galliani e la sua cravatta gialla, l’acqua santa del grande Trapattoni ai mondiali del 2002 in Giappone e Corea del Sud, l’impermeabile giallo del presidente del Livorno Spinelli, il cappotto di Renzo Uliveri.

La fobia del numero 17 si chiama Eptacaidecafobia e cosi, dagli antichi romani in poi, l’uomo ha sempre avuto timore di questo numero. Nella smorfia napoletana il numero appena citato, se non rispettato, significa sfortuna mentre nei fumetti di Topolino, il numero compare molto spesso accanto al venerdì per portare sfortuna al povero Paperino. Il numero scompare da camere d’albergo, vagoni ferroviari, ascensori e in molti gare automobilistiche non viene neppure assegnato.

Con un punto in casa dell’Udinese, il Cagliari arriverebbe a 17 punti.
Pardon, 16 bis.

Il giorno di Cagliari-Napoli. Riscriviamo la storia: battiamoli sul campo

15 giugno 1997 – La curva dei tifosi del Cagliari. [Foto tratta da gazzaspace.gazzetta.it]

Il grande giorno è arrivato.

Tutto è iniziato nel 1997 con quel tragico, calcisticamente palando, Cagliari-Piacenza 1-3. Tutto è iniziato al San Paolo di Napoli. Il gol del cobra Tovalieri non serve a nulla e il Cagliari di Mazzone va in serie B.
Da quel lontano 15 giugno 1997, i rapporti tra Cagliari e Napoli si sono incrinati pesantemente.

Internet non era ancora l’odierno circo mediatico fatto di post e di twitt ma dopo un’attenta ricerca ho trovato un articolo di Claudio Cugusi, pubblicato su L’Unione Sarda .
La storia è questa: i trentamila tifosi rossoblu arrivati in massa per sostenere la compagine sarda furono accolti con cariche della polizia, aggressioni. Due tifosi accoltellati, sei contusi. In una delle cariche alla stazione dei Campi Flegrei è intervenuto il presidente della Regione, Federico Palomba.
Il primo attacco dei napoletani fu una sassaiola contro i tredici pullman del Ctm che percorrevano via Nuova Marina. Dai bus del cagliaritani partì di tutto. Alle 14, nuovo attacco fuori da una pizzeria: insulti, botte.

Allo stadio ancora provocazioni. Un tifoso del Cagliari scambia la sciarpetta con un tifoso del Napoli e quello che poteva sembrare un gemellaggio era ben altro. Dalla tribuna centrale iniziano gli insulti verso i rossoblu e al vantaggio del Piacenza hanno esultato anche i napoletani.

Tra primo e secondo tempo inizia la battaglia: un tifoso del Napoli sfila uno striscione da sotto la curva sud, un altro stacca a uno a uno gli striscioni piantati sulle gradinate. La polizia non si accorge di nulla salvo colpire con una manganellata un tifoso rossoblu che cercava di recuperare gli striscioni. Scoppia il caos: dalla curva del Cagliari parte un lancio di bottiglie contro la polizia che risponde con una carica che non colpisce solo gli ultras ma anche tanti tifosi qualsiasi e persino Antonello Lai.
Fischio finale: il Cagliari perde e va in B ma nella curva c’è ancora tensione

Fuori dal San Paolo, alcuni tifosi in partenza per Civitavecchia hanno incrociato un gruppo di poliziotti. Qualche insulto ed è partita una nuova azione degli agenti che con i lacrimogeni e colpi di casco colpiscono sei tifosi. Poco prima della partenza, un tifoso è stato accoltellato alle gambe da quattro napoletani.

Cinque anni prima, Daniel Fonseca ex grande giocatore del Cagliari, poi passato al Napoli per quincidi miliardi, segno un gol sotto la curva nord del Sant’Elia e decise di festeggiare con un doppio gesto dell’ombrello e su quel gesto, Is Amakiaus, c’hanno pure scritto una canzone dal titolo:  Conchebestia

Poi le vittorie e i pareggi all’ultimo minuto. Conti, la bestia nera dei partenopei.
L’ultimo Napoli-Cagliari è finito 6-3 con una tripletta di Larrivey.

Oggi, a Quartu si gioca Cagliari-Napoli. Il clima è sempre molto teso e qualche giorno fa il giornalista della Gazzetta dello Sport, Mimmo Malfitano, intervistato da Radio Kiss Kiss ha cosi dichiarato: La partita di Cagliari, già di per se insidiosa, si complica per quattro motivi. Uno: lo stadio è una topaia, pare che i tifosi si trovino in mezzo al campo; secondo: l’ambiente non ci sopporta; il Cagliari è in ottimo momento di forma e a noi manca Cavani. Subito dopo però sono arrivate le scuse: “Sono mortificato. Lungi da me offendere Cagliari e i cagliaritani che, tra l’altro, adoro da sempre. Per topaia intendevo dire uno stadio caldo, senza più la pista d’atletica e con i tifosi a ridosso del campo. Forse ho utilizzato il termine sbagliato. Ma ripeto, lungi da me offendere la gente di Cagliari. E se l’ho fatto, chiedo scusa”.

Oscar Wilde diceva: il nostro unico dovere nei confronti della storia è di riscriverla.

Cagliari-Napoli, Stadio Is Arenas, ore 19.
Riscriviamo la storia, BATTIAMOLI SUL CAMPO!

Andrea Matta

Qualificazioni Brasile 2014 – L’Italia c’è. Svezia e Francia fermano Germania e Spagna.

Mario Balotelli – Foto tratta da [http://www.daringtodo.com]

Quarto giro d’Europa per le nazionali impegnate nelle sfide di qualificazione al prossimo mondiale.

L’ITALIA CONVINCE – Vittoria per 3a1 degli azzurri sulla Danimarca. Prandelli schiera Balotelli titolare e in porta c’è De Sanctis. Per i danesi guidati da Olsen, l’attaccante della Juventus, Bendter gioca dal primo minuto. Gli azzurri soffrono il pressing della Danimarca poi le occasioni di Marchisio, tiro da fuori area e Osvaldo, colpo di testa fuori di poco svegliano gli azzurri che passano in vantaggio con un destro dalla distanza di Montolivo e dopo quattro minuti raddoppiano con un colpo di testa di De Rossi. Allo scadere del primo tempo arriva il gol di Kvist che riapre la partita. Pronti via e dopo 16 secondi, Osvaldo si fa cacciare dal campo: gomitata su Stokholm e rosso diretto. A metà del secondo tempo arriva il gol del 3a1: lancio dalla linea di metà campo di capitan Pirlo, la palla arriva a Balotelli che con un tocco di destro supera Andersen. Gli uomini di Prandelli hanno tutto il tempo di controllare il risultato e portare a casa altri tre punti.
Ottima la prova di Balotelli, buono il centrocampo plasmato dal commissario tecnico. Marchisio, Montolivo, De Rossi e Pirlo sembrano tornati in versione Euro 2012.

LE GRANDI – Svezia e Francia domano le due superpotenze del calcio europeo. Tutto esaurito al Vicente Calderon di Madrid per Spagna-Francia. Gli spagnoli schierano Busquets in difesa e Fabregas centravanti. Benzema guida l’attacco dei francesi. Al ’12 minuto, la Spagna deve fare a meno di Silva infortunato e al suo posto entra Cazorla. Spagnoli in vantaggio al minuto 25 con un colpo di testa di Sergio Ramos. L’arbitro annulla un gol ai francesi e al ’44, Lloris para un calcio di rigore a Jeremy Menez. Le furie rosse pensano di avere la vittoria in tasca ma sul cross di Ribery, al ’93 minuto, Giroud salta più in alto di tutti e batte Casillias. Primo pari per la Spagna dopo 24 vittorie consecutive.
Germania-Svezia finisce 4a4. I bianchi arrivano al 4a0 con una doppietta di Klose poi Mertsacker e Ozil. Al minuto numero 62 inizia la remuntada svedese con il primo gol di Ibrahimovic, poi Lustig, Elmander e al ’92 un diagonale di Elm batte Neuer.
L’Olanda va a vincere in casa della Romania con un secco 4a1. Il primo gol è di Lens con un colpo di testa fuori dall’area di rigore, poi la doppietta di Van der Vaart e il gol di Martins. Per la Romania il gol di Marica. Quattro su quattro per la Russia dello Zar Fabio Capello che soffre ma riesce a sconfiggere l’Azerbaigian 1a0 con un rigore all’83 minuto realizzato da Shirokov. Nello stesso girone della Russia, il Portogallo pareggia 1a1 contro l’Irlanda del Nord, passata in vantaggio con McGinn e raggiunta solo al ’79 con un gol di Postiga.
Rinviata Polonia-Inghilterra.

LE ALTRE – Nel gruppo A, vittorie per Croazia, 2a0 contro il Galles con i gol di Mandzukic e Eduardo, la Macedonia che batte 1a0 la Serbia allenata da Mihaijlovc con la rete di Ibrahimi e il Belgio che vince in casa per 2a0 contro la Scozia. Decidono i gol di Benteke e Kompany.
Nel gruppo dell’Italia, gara a reti bianche per Repubblica Ceca e Bulgaria.

Nel gruppo C, già detto del pari rocambolesco tra Germania e Svezia, vincono l’Irlanda del Trap che batte 4a1 in trasferta le Isole Far Oer con le reti di Wilson, Walters, Justinussen e O’Dea. Il gol della bandiera per i giocatori-operai è di Hansen. Nell’altra gara del girone, l’Austria batte 4a0 il Kazakistan con due gol di Janko, poi Alaba e al ’93 il gol di Harnik. Nel gruppo D, quello dell’Olanda, vittorie per l’Estonia in casa di Andorra con un gol di Oper e dell’Ungheria che supera la Turchia per 3a1. Dell’ex Sampdoria, Koman, Szalai e Gera i gol dei magiari. I turchi erano passati in vantaggio con un gol di Erdinc.

Due vittorie esterne e una casalinga nel gruppo E. Cipro perde 1a3 in casa contro la Norvegia, dopo essere passata in vantaggio con un gol di Aloneftis, viene raggiunta da  Hangeland e superata da King e El Younussi. Vittoria anche per la Svizzera, 0a2 in Islanda con Barnetta e Gavranovic e l’Albania che batte 1a0 la Slovenia a Tirana con un gol di Roshi. Nel gruppo F, quello di Russia e Portogallo, vince anche Israele, 3a0 sul Lussemburgo con due gol di Herned e la rete di Basat.

Nel gruppo G, la Bosnia batte 3a0 la Lituania con i gol di Ibisevic, Dzeko e del giallorosso Pjanic. Vittoria esterna per la Grecia che vince 1a0 contro la Slovacchia con un gol di Salpingidis. Chiude il girone il 2a0 della Lettonia contro il Liechtenstein. Di Kammes e Gauracs i gol decisivi, mentre nel gruppo H, quello degli inglesi, Damjanovic segna lo storico gol che permette alla nazionale del Montenegro di battere l’Ucraina per 1a0 a Kiev. Nell’altra gara, la Moldavia vince 2a0 in casa di San Marino con i gol di Dadu e Epureanu. Nel girone di Spagna e Francia, vince solo la Bielorussia, 2a0 contro la Georgia con le reti di Bressan e Dragun.

CLASSIFICHE – Mentre l’Olanda resta l’unica squadra a punteggio pieno con 12 punti, con la vittoria di San Siro, l’Italia conferma il suo primo posto nel gruppo B con 10 punti, stesso punteggio di Belgio e Croazia nel gruppo A, Germania nel Gruppo C, Svizzera nel gruppo E, Bosnia e Grecia nel gruppo G. Spagna e Francia comandano il gruppo I con soli 7 punti come Inghilterra e Montenegro nel girone H

L’Italia tornerà in campo il 6 febbraio per una amichevole contro l’Olanda di Sneijder e Van Persie e il prossimo 26 marzo a Malta, per giocarsi un altro pezzo del biglietto per il Brasile.

Andrea Matta,
17 ottobre 2012

Lo Sport On Line – Brasile 2014: L’Italia soffre ma ce la fa. Vincono tutte le grandi d’Europa

Link originale: http://www.losportonline.it/qualificazioni-brasile-2014-litalia-soffre-ma-ce-la-fa-vincono-tutte-le-grandi-deuropa/
Giro numero tre per le nazionali europee impegnate nelle qualificazioni mondiali per Brasile 2014.

L’Italia di Prandelli soffre fin troppo contro l’Armenia e un arbitro non all’altezza della sfida. Finisce tre a uno per gli azzurri, passati in vantaggio con un rigore di Andrea Pirlo, tornato in versione Europeo, poi il pareggio dei padroni di casa con un gol di Mkhitaryan dopo un fallo su Maggio. Venti minuti di pressione armena poi De Rossi e Osvaldo segnano i due gol decisivi e Prandelli può festeggiare la vittoria numero 15 su 30 partita sulla panchina degli azzurri. Buona la prova di Montolivo, di Buffon, in versione SuperGigi e di El Sharawy entrato al ’15 del secondo tempo al posto di Giovinco apparso non lucidissimo. Da rivedere Barzagli e Bonucci.

Nelle altre due partite del girone B, lo juventino Bendtner segna il gol dell’uno a uno nella sfida tra Bulgaria e Danimarca. I bulgari erano passati in vantaggio con Rangelov, mentre a Plzen, la Repubblica Ceca vince 3a1 contro Malta con i gol di Gebre Selassie, il momentaneo pari maltese con Briffa. Pekhart e Rezek portano a casa il risultato.

LE GRANDI D’EUROPA– Con un gol di Kerzakhov, la Russia dello Zar Fabio Capello vince la terza partita consecutiva e batte un Portogallo che resta la classica incompiuta, tanto palleggio, il 72% del possesso palla ma poca concretezza. CR non basta. Bene anche l’Inghilterra che vince 5a0 contro San Marino con le doppiette di capitan Rooney, (primi gol dopo 115 giorni), Welback e il gol di Oxlade-Chamberlain.

Convincente anche la prova della Germania contro l’Irlanda del Trap. 6 a 1 il risultato finale. Per la nazionale di Loew, la vittoria di ieri è la 18 su 19 incontri. L’unica sconfitta dei bianchi è stata quella contro l’Italia nella semifinale dell’Europeo. In gol Reus, doppietta per lui, poi Ozil, Klose e altri due gol di Toni Kroos. Per gli irlandesi il gol della bandiera è di Keogh.

Il rullo spagnolo avanza senza sosta. Quattro a zero contro la Bielorussia. Super Pedro. Per lui tre gol e l’assist sul gol del vantaggio realizzato da Jordi Alba. Casillias è imbattutto da 728 minuti, l’ultimo gol subito dal capitano spagnolo è stato quello di Di Natale nella prima partita dell’Europeo. Quella di ieri è stata la seconda partita nella storia della nazionale iberica non trasmessa dalla tv di Stato. Troppo alto il costo dei diritti tv: 3 milioni e 800 mila euro.

LE ALTRE – Nel gruppo A, il ciclone Bale si abbatte contro la Scozia e con una doppietta consente al Galles una storica vittoria nel derby britannico. Per gli scozzesi il gol di Morrison. Vincono anche Belgio, 3a0 in casa della Serbia (Benteke, De Bruyne e Mirallas) e la Croazia 2a1 in casa della Macedonia passata in vantaggio con Ibraimi, caduta sotto i colpi di Corluka e Rakitic.

Ibra salva la Svezia da un clamoroso tonfo in casa dei giocatori-operai delle Isole Far Oer passati in vantaggio con Baldvinsson. Poi il pari di Kacaniklic e la rete dell’attaccante del PSG.

Pari tra Kazakistan e Austria. Vincono anche l’Olanda, 3a0 contro Andorra, in gol Van der Vaart, Huntelaar e Schaken. Nel gruppo D vittorie anche per l’Ungheria in casa dell’Estonia (Hajnal), e della Romania sul campo della Turchia (Grozav).

Nel gruppo E pareggio tra Svizzeria-Norvegia, 1a1 con gol di Gavranovic e il pari del norvegese Hangeland. Vincono l’Islanda, 1a2 in casa dell’Albania di De Biasi con i gol di Bjarnason (giocatore del Pescara), Sigurdsson, gol albanese di Cani e anche la Slovenia che con una doppietta di Matavz batte Cipro. Il gol cipriota è di Aloneftis. Già detto della vittoria della Russia, nel gruppo F, sconfitta casalinga per il Lussemburgo contro Israele 0a6 con tripletta di Hemed, Radi, Ben Basat e Melicsohn. 0a0 tra Grecia e Bosnia e vitttorie per Lituania e Slovacchia nel girone G. I lituani vincono in casa del Liechtenstein con una doppietta di Cesnauskis mentre la Marek Hamsik e Sapara segnano i due gol slovacchi, per la Lettonia il gol di Verpakovskis.

Nel girone H, quello con l’Inghilterra, 0-0 tra Moldavia e Ucraina e nel girone I, detto della vittoria della Spagna, pari tra Finlandia e Georgia. Il gol di Kashia risponde il finnico Hamalainen.

Japan Zac colpisce ancora. Il Giappone vince 1-0 in casa della Francia di Deschamps con un gol di Konno su assist dell’interista Nagatomo.

4^GIORNATA – Dopo tre partite, Germania, Olanda, Russia e Romania sono a punteggio pieno nei rispettivi gironi. Martedì quarto giro di giostra. Due le grandi sfide da tenere d’occhio: Germania-Svezia e soprattutto Spagna-Francia.

L’Italia giocherà a San Siro contro la Danimarca, con la speranza che Balotelli non abbia la febbre.

Andrea Matta

Lo Sportonline – Is Arenas: cronistoria di uno stadio

Inizia una nuova avventura. Ecco il mio primo post per Lo Sportonline

Il campo di Is Arenas era lo stadio comunale di Quartu Sant’Elena, terza città della Sardegna con settantamila abitanti a sei chilometri da Cagliari. Per tutti i quartesi, era lo stadio delle squadre di calcio della città, quello della serie C1 sfiorata negli anni ottanta, quello delle partite di beneficenza, delle corse sulla pista d’atletica. Sudore, fatica.
Uno stadio rimasto quasi nel silenzio fino al maggio di quest’anno quando con la convenzione triennale stipulata tra il Cagliari Calcio e il Comune di Quartu, dopo l’ok del consiglio comunale, è diventata la nuova casa del Cagliari.
A metà giugno l’inizio dei lavori per trasformare il campo che in un paio di mesi è passato dall’ospitare le squadre del campionato di Eccellenza all’eccellenza del calcio italiano: la serie A.

La società ha impiantato le gradinate del Sant’Elia nello stadio quartese e nel giro di un mese e mezzo curva nord, curva sud e distinti erano già all’interno dell’impianto. La costruzione del main stand ancora oggi non è stata completata definitivamente e servirà ancora qualche settimana. Dall’inizio dei lavori, lo stadio è diventata una meta di pellegrinaggio per tutti i curiosi che hanno visto nascere uno stadio quasi in mezzo alla città: si fermano, osservano i lavori e tornano a casa soddisfatti

A fine luglio nelle gradinate della curva nord, settore caldo del tifo cagliaritano, comparve la scritta del nome del gruppo ultras che da venticinque anni sta in curva. Sarebbe stata la prima iniziativa del genere in Italia ma la scritta è stata tolta una settimana dopo per la decisione del presidente Cellino e dal Questore di Cagliari, Savina, secondo il quale la scritta sarebbe stata una provocazione A metà agosto si alzò il coro di chi non vedeva di buon occhio lo stadio, residenti bloccati prima, durante e dopo la partita e qualcuno inizia a pensare che per la prima gara casalinga del Cagliari si potesse giocare a Is Arenas.

A una settimana dall’inizio del campionato, le visite della Commissione provinciale di vigilanza allo stadio erano continue e per il sindaco di Quartu, Mauro Contini, Is Arenas sarà una grande occasione per la città e anche il presidente Cellino con un’intervista sul sito della società parla dello stadio: Se Quartu ci porterà bene resteremo.
Allo stadio si aggiunge anche la polemica sullo sponsor Tirrenia, compagnia navale mai amata dai sardi e che per tre anni sarà sulle maglie dei rossoblu. Il martedì prima della seconda giornata qualcuno prospetta la possibilità che Cagliari-Atalanta si giochi a Trieste. I giocatori del Cagliari scioperano ma la scelta non è azzeccata soprattutto quando in Sardegna c’è chi sciopera per cose ben più importanti.

Il 2 settembre si gioca la prima partita a Is Arenas la prima partita di Serie A rigorosamente a porte chiuse. Nessuno allo stadio come cantavano gli Elio e le Storie Tese ma dopo il tira e molla durato una settimana tra Quartu e Trieste, sentiti Questura e Prefettura la prima gara si può giocare.

Una settimana dopo arriva la lettera di protesta del presidente regionale di WWF, secondo il quale le luci dello stadio spaventerebbero i fenicotteri del vicino stagno di Molentargius e chiede al sindaco, nonché presidente dell’Ente Parco Molentargius di interrompere il rapporto di collaborazione con il Cagliari.

Il resto è storia recente: la lettera del presidente Cellino che invitava i tifosi ad andare allo stadio compiendo un atto pacifico, spinto dal dolore e dalla frustrazione per difendere il diritto di esistere, anche se, secondo la Prefettura, lo stadio non era agibile mentre i tecnici e gli ingegneri della società dicevano il contrario; il no definitivo alla partita contro la Roma deciso dal Prefetto di Cagliari arrivato alle due di domenica notte dopo una concitata riunione.
La scelta del prefetto era stata quella di prevenire ogni forma di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica conseguente alla reazione irrazionale del presidente del Cagliari. A questi fatti sono seguite le polemiche, le dichiarazioni di Abete, Petrucci, Zeman e Baldini che Cellino definisce avvoltoio.
Per una settimana abbiamo visto la doppia faccia della Sardegna: da una parte la vicenda di Is Arenas e le prime pagine dei giornali nazionali; dall’altra i volti gli operai del Sulcis che stanno sui silos a settanta metri d’altezza per far sentire la loro voce. Da una parte i viziati del pallone che non vogliono giocare a porte chiuse perché vogliono sentire il pubblico che li sostiene, a qualche chilometro di distanza i lavoratori che da un giorno all’altro trovano chiuse le porte delle loro aziende dopo venti, trentanni di lavoro e 1500 euro al mese (per i più fortunati).
I due volti della nostra isola spesso dimenticata.

E ora, per la sfida contro il Pescara, lo stadio apre per cinque mila abbonati con la tessera del tifoso. Saranno i primi ad entrare nella nuova casa del Cagliari, quella dei diciotto milioni di euro spesi da Cellino per il primo stadio senza barriere nel sud Italia.

Servirà il pubblico, servirà la pazienza degli abitanti della zona ma in Italia, quando quella palla rotonda sta sul campo da gioco per novanta minuti ci dimentichiamo tutto.

Andrea Matta

Palermo-Cagliari 1-1. Vota il migliore in campo

Marco Sau

Un punto a testa per Palermo e Cagliari al termine del primo anticipo della terza giornata di Serie A. Un Cagliari poco convincente salvato dal primo gol in A di Marco Sau al 88′ minuto.
Il Palermo era passato in vantaggio al ’40 minuto del primo tempo con il gol di Arevalo Rios.

Tabellino:
PALERMO (4-4-2) Ujkani; Morganella, Von Bergen (75′ Munoz), Mantovani, Garcia; Bertolo, Donati (89′ Pisano M), Rios, Ilicic (52′ Kurtic); Miccoli, Hernandez
CAGLIARI (4-3-3) Agazzi; Perico, Rossettini, Ariaudo, Pisano; Ekdal (78′ Nenè), Conti, Nainggolan; Ribeiro (63′ Sau), Pinilla, Cossu (35′ Ibarbo)

Gol: 40′ Rios, 88′ Sau
Ammoniti: Mantovani, Garcia, Miccoli (Pal), Nainggolan, Pinilla (Cag)

Rassegna Stampa:
Gazzetta dello Sport: Rios dà la sveglia al Palermo. Sau entra e salva il Cagliari.
Corriere dello Sport: Palermo, Rios illude poi Sau gela il Barbera

Partecipate al sondaggio e votate il migliore in campo per rossoblù.

Ore 20.45, si gioca!

Is Arenas by night. – Foto di Daniele Serra [Gruppo fb: “Dateci uno stadio]

Leggi anche Stadio Is Arenas. Le novità sul nuovo stadio del Cagliari a Quartu.

Per tutti i quartesi era lo stadio delle squadre di calcio della città, quello della Serie C1 sfiorata negli anni ottanta, delle partite di beneficenza, delle corse nella pista d’atletica. Sudore, fatica. Uno stadio rimasto quasi nel silenzio fino al maggio di quest’anno.
L’idea che la città di Quartu e il suo stadio potessero ospitare le partite del massimo campionato calcistico italiano sembra quasi un sogno per chi, come noi, è cresciuto a pane, calcio e Gazzetta.
Questa sera, alle ore 20.45, saranno le voci di Vittorio Sanna (Radiolina), Paolo Ciarravano (Sky Sport) e Fabrizio Ferrero (Premium) a raccontare il ritorno del Cagliari nella sua amata terra, lontana da quella Trieste che ha ospitato la magia di Astori contro l’Inter, le vittorie contro Catania e Chievo e la sconfitta contro la Juve che per i bianconeri è valsa il titolo.
Si gioca a porte chiuse. Nessuno allo stadio, come cantavano gli Elio e le storie tese per i mondiali del 1994 negli Stati Uniti. Lo stadio, diciamolo, è ancora un cantiere aperto e lo dimostrano i box per le tv ancora non finiti, il main stand che sembra un tratto della 131, giallo e ancora in costruzione.
Alle 20.43 di questa sera, Capitan Conti e gli altri dieci rossoblù entreranno nel quinto stadio della storia del Cagliari, dopo quello di Via Pola, l’Amsicora, il Sant’Elia e il Marconi di Tempio. Quello di Is Arenas è il terzo esilio nella storia del Cagliari, quello più vicino, un po’ come quelli che si trasferiscono a pochi isolati dalla casa dei genitori per non sentirsi troppo soli.
Le polemiche continuano. Da una parte, quelli che definiscono lo stadio “Is Tubieras”, una rischiosa forzatura e dall’altra chi è entusiasta dello stadio in città e fra tre domeniche arriva la Roma e dovranno essere i tifosi del Cagliari, cagliaritani, quartesi e non, a spingere la squadra verso i tre punti.

Per novanta minuti fermiamo le polemiche e facciamo rotolare il pallone nella nuova “Bombonera” rossoblu ancora in costruzione.

Forza Cagliari.

Andrea Matta, 2 settembre 2012.
(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

Modi di dire. “Macchinaaaaaaa” non passa mai di moda

Amarcord – [foto tratta da http://www.firenzeinbici.net%5D

Passano gli anni, c’è la tecnologia ma i bambini continuano a giocare a calcio per strada. “Macchinaaaaa”

Era un pomeriggio tranquillo, cazzeggiavo tra facebook e YouTube quando dalla mia finestra sento “Palla”, poi  “Macchina”. “Oh, chi gioca con noi? Sfidate?” “Gooooool”. Insomma, anche vicino casa mia, i bimbi avevano deciso di giocare a calcio per strada, come facevo io quindici anni fa.
La scena resta sempre la stessa: uno si lamenta perché non vuole fare il portiere, l’altro perché il tiro era troppo forte e il terzo perché non gliela passano mai.

Sarà l’età, sarà che son cresciuto a pane e Gazzetta ma sentire le loro voci mi ha fatto tornare in mente quando noi, generazione anni ’80 e ’90, piccoli finti giocatori, ci divertivamo solo con un pallone. Non c’era internet, non c’era l’iPad. C’erano il walkman, le canzoni degli 883, la prima PlayStation e le maglie tarocche con i nomi dei giocatori: Ronaldo e Del Piero vincevano su tutti.

La passione per il pallone non passa. E ancora oggi, quelli che oggi sono trentenni e sono diventati lo stereotipo dell’italiano medio li riconosci ovunque: basta che abbiano un pallone e partono le sfide, che si tratti del parco sotto casa o delle ramblas di Barcellona fa poca differenza.

Dopo aver sentito le urla di gioia dei miei vicini di casa, pare che un gol non sia stato convalidato causa carambola, apro la prima pagina del sito della Gazzetta e leggo i dettagli del nuovo trasferimento di Zlatan Ibrahimovic: triennale da 12 milioni all’anno per lo svedese che se ne a Parigi accolto da Leonardo e dallo sceicco e con buona pace dei tifosi milanisti, piccoli o grandi che siano, che avevano trovato in Ibra il nuovo eroe.

Cosi non penso solo a Ibra, penso anche ad Alex Del Piero, bandiera juventina ammainata dal comandante Agnelli, penso ad Agostini che Cellino, padre e padrone del Cagliari ha voluto fuori squadra e spero di non dover aggiungere a questa lista anche il nome di Daniele Conti, per qualcuno già vicino al Genoa.

Il calcio con le magie, le giocate dei suoi artisti resta uno spettacolo bellissimo anche se tra calcioscommesse, partite truccate, audizioni giudiziarie hanno fatto perdere ai più nostalgici il gusto del pallone. Forse non è servita neppure l’operazione simpatia della nostra nazionale.

Chissà per quale squadra tifano i ragazzi degli anni duemila, se il loro mito si chiama Totti, Ibra, Balotelli o Larrivey, se fra vent’anni si ricorderanno di aver giocato a calcio per strada, l’unica cosa che mi viene in mente è questa: le bandiere passano ma il pallone resta

Andrea Matta
Quartu, 17 luglio 2012

(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

Rassegna stampa Maggio 2012 – Calcioscommesse, Belen and V.

Il mese di maggio è stato ricco di fatti. Da Belen, ormai diventata una icona del trash, allo scandalo del calcioscommesse. Ecco tutte le mie notizie della rassegna stampa.
A fine post, cliccate sui video dei comici di riserva nelle puntate 22, 23, 24 di Lapola No Cost.

(Per la pubblicazione di questo post in altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

ULTIMISSIME

La ministra Fornero ospite a Porta a Porta. Pronto il modellino delle sue lacrime.

Ronaldinho rompe con il Flamengo e va sul mercato. Pronta l’offerta di Berlusconi per un contratto annuale a Palazzo Grazioli. B vuole l’originale.

Emilio Fede firma la buona uscita dal TG4: una bella pensione e due veline

CALCIOSCOMMESSE

Buffon: “Vinceremo l’Europeo. Scommettiamo?”

Buffon parla delle combine: “A volte un pareggio si può giustificare soprattutto quando punti 15 mila euro sulla X”

Futuro televisivo per Gigi Buffon. Il numero 1 della nazionale condurrà “Scommettiamo che?”. Insieme a lui anche Mauri, Milanetto e Sculli

L’ex capitano della Lazio Stefano Mauri sarà il protagonista del nuovo film di Arnold Schwarzenegger: Una scommessa è una scommessa

Polemiche sulle indagini su Buffon. Il presidente della Juve Agnelli: “Singolare esce oggi”. Pronta la replica del portiere: “Presidente, io avevo puntata 20mila euro su questa notizia, era data a 1,50”

Calcioscommesse. Parla il tecnico della Juventus Antonio Conte: Io sono innocente, scommettiamo?

Bobo Vieri coinvolto nello scandalo scommesse. L’ex attaccante ha dichiarato stupito: “Ehm, boh, sono più scommettitore io che tutti voi scommettitori messi insieme, ehm, Elisabetta”

V.

Clamorosa scoperta dei magistrati: il vero nome del maggiordomo papale è Giuda. Tra i suoi documenti trovata una fattura da 30 denari.

POLITICA

Sorpresa per l’Imu: la pagheranno anche i neonati. Il ventre materno è stato considerato prima casa (Lapola No Cost – puntata 22)

Andreotti black out. Il primario del Gemelli dichiara: “L’ex presidente sta bene, è lucido. Ha chiesto di Moro, Fanfani e Cossiga” (Lapola No cost – puntata 24)

PD. Pronto il titolo per il nuovo congresso del partito “Eppur si muove”

Sarcozy: “Ho fatto del meglio per il paese che amo: la Germania”

Le prime parole del nuovo presidente francese Hollande: “Sono molto felice” e su Sarko: “ Resterà all’Elisero, l’ho assunto come nano da giardino” (Lapola No Cost – puntata 24)

Andreotti. Il primario del Gemelli dichiara “L’ex presidente sta è sereno e scherza. Ha già confessato quattro pazienti”

Crisi Grecia. la Merkel: “Abbiamo trovato una soluzione. La nuova capitale greca sarà Berlino”

Berlusconi: “Per la prossima stagione voglio Fabio Capello. Mi costa meno della Minetti” (Lapola No Cost – puntata 23)

Bersani: “Dimezziamo subito i fondi ai partiti. Abbiamo già intascato abbastanza” (Lapola no cost – puntata 23)

Dopo la sconfitta di Sarkozy, un camion di botox ha lasciato l’Eliseo. Sul mezzo c’era anche Carla Bruni

Processo Ruby. In aula arriva Nicole Minetti. Sorpresa: è vestita da Ibra

Dopo le serate a Palazzo Grazioli, Bersani dichiara: le nostre gare di burlesque le ha vinte Rosy Bindi

Lavitola: “Un milione per comprare un senatore”. Risposta di Lele Mora: “Per Corona offo molto meno”

Federico Moccia, l’autore di Tre metri sopra il cielo, è il nuovo sindaco di Rosello, in Abruzzo. La sua prima delibera sarà la liberalizzazione dei lucchetti. (Lapola No cost – puntata 24)

Dopo i risultati dei ballottaggi, la prossima puntata di “chi l’ha visto?” sarà dedicata alla lega nord

Finmeccanica, interrogato Lavitola. Alla seconda domanda del giudice, l’ex latitante si è dichiarato impreparato.

Il 9 maggio sarà la Festa dell’Europa. Ai cittadini europei la festa gliel’hanno già fatta da un pezzo

CALCIO

Il Cagliari giocherà le partite della prossima stagione a Quartu. Paura per l’incolumità dei cani poliziotto (Lapola No Cost – puntata 22)

Il fisco arriva a casa Larrivey. L’attaccante ha dichiarato di essere un giocatore di calcio. Rischia due anni di carcere con l’accusa di falsa testimonianza.

L’agenzia doganale di Cagliari ha sequestrato la Range Rover del presidente Cellino che dichiara: “Porterò la macchina a Trieste” (Lapola no cost – puntata 22)

Nella prossima stagione, pazza idea del presidente del Cagliari Cellino: La squadra la allenao io
Sarà il primo caso di autoesonero

I tifosi del Genoa entrano negli studi di Canale 5 e costringono Belen a togliersi la maglia. Lei non dice di no.

Milan. Allegri: “Berlusconi mi ha promesso che Thiago Silva e Ibra non si muovono. ha già preparato le maglie per la Minetti e per una brasiliana”

Cena ad Arcore. Nasce il nuovo Milan. Lele Mora al posto di Nesta, la Minetti davanti e Gallinai si veste da Ronaldinho

La domenica degli addii. Dopo le lacrime di Del Piero e Inzaghi, caroselli in città per l’ultima partita di Thiago Ribeiro e Larrivey con la maglia del Cagliari

Nelle sale Bomber 2-Film biografia su Joaquin Larrivey.
Non ci sono nemmeno i titoli di testa.

GOSSIP

Raffaella Fico: “Mario è un ragazzo dal cuore d’oro. Gli davo sempre venti euro di resto”

Raffaella Fico: “Mario si è tatuato le mie iniziali sul braccio destro. C’erano anche FG FR GH RF JU LP GB e poi non ricordo le altre”

Belen si sfoga contro i paparazzi. “Indecenti le mie foto in ospedale. Non ero truccata”

Belen story. Fabrizio Corona cambia gli infissi di casa. Da qualche tempo non passava dalle porte

Love story Belen-De Martino. Emma Marrone dichiara: “Mi sto rigenerando. Non sto a casa a battermi il petto. Do fuoco alle case degli altri”

Belen ballerà alla finale di Amici a Verona. Anche l’amore tra Romeo e Giulietta è in crisi?
Giulietta pronta a bruciare il famoso balcone

TELEVISIONE

Bruno Vespa festeggia le 2mila puntate di Porta a Porta con un modellino di se stesso dentro il modellino del suo studio. Sarà il primo esempio di puntata della lego. (Lapola no cost – puntata 23)

In America nasce DogTV, il primo canale tv dedicato ai cani.
Per la versione italiana pronti i tronisti di Maria de Filippi e i 250 concorrenti del GF.

Dopo “Titanic-Nascita di una leggenda”, la Rai pensa a una fiction sul comandante Schettino dal titolo “Concordia-Nascita di un pirla”

Minacce in diretta a chi l’ha visto: “entro in casa col carro armato” Sorpresa: questa frase non l’ha detta Michele Misseri.

Albano diventa attore per una fiction. Per diventare cantante ci sta ancora lavorando.

MUSICA

Controlli della guardia di finanza anche per marco carta. Per difenderlo dalle accuse,Maria de Filippi indossa una canottiera da bisticcio e spacca due dischi d’oro

Emma perde la finale di Amici e brucia la macchina dell’Amoroso

La cantante Rihanna e’ stata ricoverata per esaurimento. Guardava un programma di Barbara d’Urso

Arisa fischiata durante l’inno nazionale. Forse non l’aveva l’x-factor

TECNOLOGIA

Con Google arriva l’auto che si guida da sola. La vecchietta ferma in corsia di sorpasso verrà insultata direttamente da un computer

Per la nuova versione di Titanic in 3D, sarà consegnato un caschetto per proteggersi dalle lastre di ghiaccio.

Un magnate australiano costruirà il Titanic II. Sarà in mare nel 2016 e affonderà nel 2017 (Lapola no cost – puntata 23)

Alla borsa di New York, facebook perde il 13,3%. A Mark Zuckerberg non piace questo elemento

Dopo la notizia che la Nintendo ha chiuso il bilancio 2011 con un fortissimo debito anche Luigi e Donkey Kong vestiranno di rosso.

Arrestato il re delle pentole. Le manette sono in acciaio inox

Sta per arrivare il primo punto vendita di Ikea in Sardegna. Sarà il primo esempio di megastore del mobile componibile dai clienti.

Olbia, l’Hilton si adegua alla crisi. un piatto di spaghetti costa 1 euro. Pronta la prossima iniziativa: al cliente verrà data una pentola, un fornellino e una gavetta, cosi la pasta se la cucinerà da solo.

COMICI DI RISERVA – LAPOLA NO COST
VIDEO PUNTATA 22
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VIDEO PUNTATA 24

Andrea Matta
Quartu, 31 maggio 2012

@AndreaMatta23 – Studente, speaker @RadioGolfo, web writer,attore, comico, scout, volontario

Radio Golfo degli Angeli

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