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Claudio Ranieri, da Lamezia a Leicester: 16722 chilometri per diventare campione

16722 chilometri: dallo stadio Guido d’Ippolito di Lamezia Terme al Leicester City Stadium, casa dei Foxes. Immaginate Claudio Ranieri, classe 1951, davanti a Google Maps mentre calcola la distanza da una casa calcistica all’altra della sua carriera: dai campi di periferia di Lamezia e Pozzuoli, passando per il Sant’Elia di Cagliari, il San Paolo di Napoli, il Franchi di Firenze, poi Mestalla a Valencia, il Vicente Calderòn dell’Atletico Madrid, lo Stamford Bridge del Chelsea, ancora il Mestalla e poi il Tardini, l’Olimpico di Torino e quello di Roma, San Siro, il San Luis II di Montecarlo, lo stadio Karaiskakis di Atene e infine lo stadio dei campioni d’Inghilterra in una città con trecentomila abitanti capoluogo della contea del Leicestershire, nella regione delle Midlands Orientali e una squadra capace di battere i grandi e ricchi del calcio e scrivere una bellissima pagina di sport.

Palmares. Per il tecnico romano – mister in cinque nazioni diverse – lo storico scudetto con le volpi è il primo campionato di massima serie vinto in ventinove anni da allenatore. Nel suo palmares, quattro promozioni – due con il Cagliari dalla C1 alla A in due anni, stagioni 1988/1990 – una con la Fiorentina (1993/1994) e una con il Monaco (2012/2013). Il suo titolo di maggior prestigio era la Supercoppa Europea conquistata nel 2004 con il Valencia. Con i bianchi ha vinto anche una Coppa di Spagna (1998/1999) e una Coppa Intertoto (1998). L’allenatore ha vinto Coppa Italia e la Supercoppa Italiana con la Fiorentina (stagione 1995/1996). Per chiudere, la Coppa Italia di Serie C con il Cagliari nella stagione 1988/1989 giocata allo Stadio Amsicora vista la ristrutturazione del Sant’Elia per i mondiali 1990.

Cagliari.Cagliari fu l’inizio del sogno. Salimmo dalla terza serie alla serie A. Quegli anni mi diedero la possibilità di essere dove sono oggi. Non sarò mai abbastanza grato” ha dichiarato mister Ranieri, nel giorno del trionfo, in una intervista al Fatto Quotidiano. Il legame tra il tecnico romano e la squadra che l’ha fatto conoscere nel calcio italiano è ancora forte. Per i tifosi rossoblu, Ranieri resta l’allenatore che ha riportato il Cagliari in serie A dopo due promozioni consecutive, impresa riuscita a sole diciassette squadre nella storia del calcio tricolore. Rossoblu e blu insieme per festeggiare la promozione in A e la Premier League. Potrebbe essere un nuovo regalo dell’allenatore ai tifosi cagliaritani.

L’uomo dei secondi posti. Per tre volte nella sua carriera, Ranieri ha sfiorato l’impresa di vincere lo scudetto. Il suo primo secondo posto lo ha collezionato nel 2003/2004 sulla panchina dei blues anno della semifinale di Champions League persa contro il Monaco, prima dell’arrivo di Mourinho e Abramovich. Secondo posto anche con la Roma con 80 punti nel 2009/2010 a meno due dall’Inter. Altro secondo posto con il Monaco (campionato 2013/2014) alle spalle del PSG. Importante è la stagione 2006/2007 quando dopo due anni di inattività e a dieci anni dall’ultima esperienza su una panchina italiana accetta la proposta del presidente del Parma e salva i gialloblu con 27 punti in 13 gare

Indeciso e deluso. “I’m tinckerman”, Io sono un indeciso. E’ stato lo stesso tecnico romano ad ammetterlo quando allenava i blues. Il soprannome è piaciuto parecchio agli inglesi ed è rimasto un modo per chiamare Ranieri negli ultimi anni (il Finalcial Times l’ha usato per titolare un articolo su di lui lo scorso fine settimana). In questa stagione però, il nomignolo si è trasformato in “Thinkerman”, il pensatore. Per il tecnico romano, sei esoneri (Napoli, Valencia, Juventus, Inter, Monaco e nazionale greca) e due dimissioni (Atletico Madrid e Roma). Nel giugno del 2014 viene chiamato dalla nazionale greca per portare gli ellenici agli europei francesi del 2016. Il bilancio delle quattro gare è negativo: un pareggio e tre sconfitte. In Grecia è stato definito impreparato. Dopo lo 0-2 casalingo contro l’Irlanda del Nord, un quotidiano online ha titolato: “Ma che cazzo?”. Non meno pesanti i giudizi dopo la sconfitta contro le isole Far Oer che gli è costata la panchina: “La morte del calcio”, “Ci ha distrutti”, “Ranieri è finito e dovrebbe dimettersi”. Dopo un anno però arriva la chiamata del Leicester, undici anni dopo l’ultima esperienza inglese con il Chelsea. “Ranieri è un uomo di notevole esperienza e cultura e ci condurrà nella prossima fase del nostro progetto a lungo termine” aveva detto il vicepresidente dei Foxes, Aiyawatt Srivaddhanaprabha, lo scorso luglio.

Miracolo Leicester. “Il progetto del presidente è quello di salvare quest’anno il Leicester e l’anno prossimo lentamente raggiungere un’alta posizione in classifica”. Una salvezza tranquilla per costruire un progetto. Nulla di più. E invece la stagione dei Foxes si è trasformata in una cavalcata incredibile. Nell’anno in cui tutte le grandi si sono fermate – Arsenal terza a -10, City a -13 e United quinto a -17 a giocarsi l’ulitmo posto disponibile per la Champions; Liverpool ottavo e Chelsea nono e con Mourinho esonerato a metà campionato – il Leicester è riuscito a tenere duro, a portare a casa 22 vittorie, 11 pareggi e 3 sconfitte frutto di un lavoro collettivo in cui spicca Jamie Vardy, 22 gol in campionato e terzo posto in classifica marcatori e premiato con il titolo di miglior giocatore della Premier League secondo la stampa inglese; Riyad Mahrez, da ala della nazionale algerina a tutto fare in attacco autore di 17 gol, la solidità difensiva di Huth e Morgan, le corse e i polmoni di N’Golo Kantè e Kasper Schmeichel, figlio d’arte tra i pali diventato campione d’Inghilterra ventitre anni dopo suo padre Peter. Ad inizio stagione, i bookmakers quotavano la vittoria del campionato dei Foxes 5000 a 1. Una ventina di scommettitori ci hanno creduto e forse hanno esultato più di Vardy e compagni. Panico tra le agenzie di scommesse che dovranno sborsare circa quattordici milioni di sterline. Intanto aspettiamo che il sindaco della città del Midland, Sir Peter Soulsby, mantenga la sua promessa: intitolare due strade della città a Ranieri e Vardy.

La festa delle volpi. Come hanno festeggiato i giocatori del Leicester il primo titolo nei 132 anni della storia del loro club? Tutti a casa del bomber Vardy. Al triplice fischio finale, il salotto è diventato uno stadio tra calciatori saltellanti e cori. La città si è illuminata a giorno: i tifosi hanno cantato “We are the champions” in una festa iniziata nel bar storico e proseguita davanti allo stadio in un tripudio di birra. Mister Ranieri era a casa sua, a Roma, a cena con la moglie e la mamma come aveva detto al termine della sfida di domenica contro il Manchester United. E’ stato di parola.

Macchinata ignorante. La vittoria del Leicester è stata raccontata passo dopo passo dai social network. Per festeggiare il grande evento, la pagina facebook “Calciatori Brutti” ha organizzato una macchinata per andare in Inghilterra e ringraziare i loro eroi. “La macchinata ignorante – , si legge sul loro sito – per Leicester, comunque deciderete di partecipare, sarà un evento storico ed un’esperienza che porteremo dentro per sempre. Quindi, già adesso, vogliamo dirvi solo una cosa: grazie!”

Una stagione calcistica può cambiare la vita, può farci dimenticare i momenti difficili. Pensate agli scommettitori che hanno creduto nei foxes dall’inizio della stagione; pensate ai tifosi che oggi possono festeggiare un vero miracolo sportivo frutto del lavoro di una squadra che ci ha creduto fino all’ultimo. Pensate a Claudio Ranieri, da “tinckerman” a campione.

Il giorno di Cagliari-Napoli. Riscriviamo la storia: battiamoli sul campo

15 giugno 1997 – La curva dei tifosi del Cagliari. [Foto tratta da gazzaspace.gazzetta.it]

Il grande giorno è arrivato.

Tutto è iniziato nel 1997 con quel tragico, calcisticamente palando, Cagliari-Piacenza 1-3. Tutto è iniziato al San Paolo di Napoli. Il gol del cobra Tovalieri non serve a nulla e il Cagliari di Mazzone va in serie B.
Da quel lontano 15 giugno 1997, i rapporti tra Cagliari e Napoli si sono incrinati pesantemente.

Internet non era ancora l’odierno circo mediatico fatto di post e di twitt ma dopo un’attenta ricerca ho trovato un articolo di Claudio Cugusi, pubblicato su L’Unione Sarda .
La storia è questa: i trentamila tifosi rossoblu arrivati in massa per sostenere la compagine sarda furono accolti con cariche della polizia, aggressioni. Due tifosi accoltellati, sei contusi. In una delle cariche alla stazione dei Campi Flegrei è intervenuto il presidente della Regione, Federico Palomba.
Il primo attacco dei napoletani fu una sassaiola contro i tredici pullman del Ctm che percorrevano via Nuova Marina. Dai bus del cagliaritani partì di tutto. Alle 14, nuovo attacco fuori da una pizzeria: insulti, botte.

Allo stadio ancora provocazioni. Un tifoso del Cagliari scambia la sciarpetta con un tifoso del Napoli e quello che poteva sembrare un gemellaggio era ben altro. Dalla tribuna centrale iniziano gli insulti verso i rossoblu e al vantaggio del Piacenza hanno esultato anche i napoletani.

Tra primo e secondo tempo inizia la battaglia: un tifoso del Napoli sfila uno striscione da sotto la curva sud, un altro stacca a uno a uno gli striscioni piantati sulle gradinate. La polizia non si accorge di nulla salvo colpire con una manganellata un tifoso rossoblu che cercava di recuperare gli striscioni. Scoppia il caos: dalla curva del Cagliari parte un lancio di bottiglie contro la polizia che risponde con una carica che non colpisce solo gli ultras ma anche tanti tifosi qualsiasi e persino Antonello Lai.
Fischio finale: il Cagliari perde e va in B ma nella curva c’è ancora tensione

Fuori dal San Paolo, alcuni tifosi in partenza per Civitavecchia hanno incrociato un gruppo di poliziotti. Qualche insulto ed è partita una nuova azione degli agenti che con i lacrimogeni e colpi di casco colpiscono sei tifosi. Poco prima della partenza, un tifoso è stato accoltellato alle gambe da quattro napoletani.

Cinque anni prima, Daniel Fonseca ex grande giocatore del Cagliari, poi passato al Napoli per quincidi miliardi, segno un gol sotto la curva nord del Sant’Elia e decise di festeggiare con un doppio gesto dell’ombrello e su quel gesto, Is Amakiaus, c’hanno pure scritto una canzone dal titolo:  Conchebestia

Poi le vittorie e i pareggi all’ultimo minuto. Conti, la bestia nera dei partenopei.
L’ultimo Napoli-Cagliari è finito 6-3 con una tripletta di Larrivey.

Oggi, a Quartu si gioca Cagliari-Napoli. Il clima è sempre molto teso e qualche giorno fa il giornalista della Gazzetta dello Sport, Mimmo Malfitano, intervistato da Radio Kiss Kiss ha cosi dichiarato: La partita di Cagliari, già di per se insidiosa, si complica per quattro motivi. Uno: lo stadio è una topaia, pare che i tifosi si trovino in mezzo al campo; secondo: l’ambiente non ci sopporta; il Cagliari è in ottimo momento di forma e a noi manca Cavani. Subito dopo però sono arrivate le scuse: “Sono mortificato. Lungi da me offendere Cagliari e i cagliaritani che, tra l’altro, adoro da sempre. Per topaia intendevo dire uno stadio caldo, senza più la pista d’atletica e con i tifosi a ridosso del campo. Forse ho utilizzato il termine sbagliato. Ma ripeto, lungi da me offendere la gente di Cagliari. E se l’ho fatto, chiedo scusa”.

Oscar Wilde diceva: il nostro unico dovere nei confronti della storia è di riscriverla.

Cagliari-Napoli, Stadio Is Arenas, ore 19.
Riscriviamo la storia, BATTIAMOLI SUL CAMPO!

Andrea Matta

CAGLIARI HA SVOLTATO A SINISTRA

Cagliari ha svoltato a sinistra e questa volta l’ha fatto davvero. L’ha fatto votando il giovane, Massimo Zedda, 35 anni, consigliere comunale uscente e consigliere regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, il movimento politico Nichi Vendola che avanza, alle spalle di un PD che si sente vincitore e un’Italia dei Valori che con la schiacciante vittoria di De Magistris a Napoli recupera un altro giro di credibilità. E’ stata la vittoria dei giovani che hanno volantinato, che hanno passato le nottate nella sede di Sel in Via Puccini e in tutte le altre sedi dei partiti della coalizione. I ragazzi del “Emilio dacci le chiavi” del “Oh Emilio ma quando te ne vai?” sotto il consiglio comunale.

Zedda, Pisapia e De Magistris. La sinistra riparte da questi tre nomi.
Il centrodestra ammette la sconfitta ma non molla, un po’ come nel programma tv Affari Tuoi << Ringrazio il dottore per l’offerta ma rifiuto e vado avanti>>. Maroni parla di sberla, il Premier pare abbia gettato un’anatema contro Milano: <<Ora i milanesi devono pregare il buon Dio che non gli succeda qualcosa di negativo>> e l’unico del PdL che si dimette è il vecchio comunista Sandro Bondi, l’unico rosso a lasciare in queste ore di festa. Veltroni dopo il tracollo di Soru, lascio la segreteria del PD, aspettiamo ancora 48 ore e chissà.

Un amico un giorno mi disse <<I politici veri, quelli importanti, non vanno a supportare un candidato che parte sconfitto.>> e il caso cagliritano ne è una triste conferma. Fantola ha ammesso la sconfitta e ha ripreso la sua calma e la sua signorilità, quella che forse è mancata nelle ultime due settimane di campagna elettorale. Anatra o non anatra, spero che Fantola resti a capo dell’opposizione in consiglio comunale. E molti si chiedono, ma Cappellacci che farà?

Votare per il centrosinistra è un po’ come tifare per quelle squadre che giocano bene ma che alla fine non vincono niente, neanche una coppetta, un portaombrelli, ma quando riescono in un’impresa importante, la festa si fa sentire. Ecco allora Piazza del Carmine piena di bandiere rosse, di bandiere bianche del PD o dei RossoMori. Qualcuno ha persino resuscitato una bandiera dei DS, non si sa mai, con i tempi che corrono.

Cagliari ha svoltato a sinistra e l’ha fatto davvero. Ora sta a Massimo Zedda far capire ai cagliaritani che non hanno sbagliato pilota.

Andrea Matta
Cagliari, 30 maggio 2011
(Per la pubblicazione di questo post su altri siti internet, su blog o su altri media, si prega di citare la fonte. Grazie, Andrea Matta)

P.S. Della diretta di questo pomeriggio, mi ricorderò gli applausi dei giornalisti all’arrivo del nuovo sindaco in comune, la frenesia di avere un’intervista in diretta con il personaggio del giorno Massimo Zedda, gentile, educato e sereno anche se sa già che risponderà per l’ennesima volta alle stesse domande.
P.S.S. Permettetemi anche questa battuta. Dopo la sconfitta di Milano, Emilio Fede, condurrà le prossime edizioni del TG4 con il lutto al braccio
P.S.S.S. Su Facebook, i pidiellini chiedono la rivoluzione e la disinfestazione delle blatte comuniste. Su su, un po’ per uno non fa male a nessuno
P.S.S.S.S. Personaggioni dell’anno: le due tossine che hanno scambiato Elio Turno Arthemalle per Massimo Zedda.
P.S.S.S.S.S Lo striscione “Fantola zero tituli”

La piazza in festa - Foto di Andrea Matta per andremblog.wordpress.com

ELEZIONI COMUNALI CAGLIARI 2011 – BALLOTTAGGI

Diretta elettorale su Radio Golfo degli Angeli - Logo creato da Renato Perra per radiogolfodegliangeli

18.53 – Cagliari dopo ventanni svolta a sinistra. Massimo Zedda, 35 anni è il nuovo Sindaco del capoluogo sardo, con il suo 59% dei voti ha battuto Massimo Fantola, fermo al 41%. Rispetto al primo turno, scende il dato sull’affluenza

18.44 – Diretta elettorale chiusa l’intervista al nuovo sindaco

18.33 – Massimo Zedda in diretta

18.19 – “L’abbiamo fatto noi il bunga bunga a Berlusconi. A Milano, a Napoli e a Cagliari” Cosi parlò un simpatizzante di Zedda

17.46 – Primo caffè in comune per il nuovo sindaco

17.45 – Applausi per Massimo Zedda all’ingresso nella sala consiliare

17.45 – Massimo Zedda è arrivato in comune

17.32 – Aspettiamo Zedda in Comune..

17.23 – Dopo 20anni, Cagliari svolta a sinistra. Zedda 59,17%, Fantola 40,83%

16.25 – 62/175 sezioni: ZEDDA 57,92%, FANTOLA 42,05%

15.57 – Si accendono i primi fari delle tv. Rai, Videolina e Sardegna 1 già in postazione. C’è anche TeleNorba24

15.47 – Continuano i commenti dei colleghi su Napoli “Surra di De Magistris”

15.45 – Primi commenti tra i colleghi su Milano e Napoli. “Speriamo che il vento arrivi anche qui”

15.26 – Montato lo studio mobile. Mixer da paura e si parte. Ancora nessun dato, aspettiamo l’affluenza. Ci sono molti più giornalisti

12.50 – Alle ore 22 di ieri, ha votato il 41,6%. Al primo turno, aveva votato il 48,20%.
Dalle ore 16, ascolta la diretta elettorale su Radio Golfo degli Angeli. In studio Francesca Picci e Ignazio Caddeo. In collegamento dalla sala consiliare del comune di Cagliari, Andrea Matta e Claudia Sarritzu. In regia Renato Perra. Diretta testuale su questo post e su twitter 

SERIE A. 6a GIORNATA – INTER-JUVE: MANCA IL GOL. SONNO ROSSOBLU’, VOLA LA LAZIO, SOGNO PALERMO E I CONVOCATI DI PRANDELLI

Il racconto della sesta giornata di Serie A, uno sguardo all’Europa e i convocati della nazionale di Prandelli per le gare contro Irlanda del Nord e Serbia.

A Inter e Juve manca solo il gol. Il primo derby d’Italia di Benitez e Del Neri finisce 0a0. Nella Juve si sente l’assenza di una punta pesante perché ne Quagliarella ne Iaquinta possono fare davvero la differenza. Del Neri cambia e lascia Pepe in panchina per un buon Aquilani mentre Benitez conferma gli 11 uomini che hanno abbattuto il Werder Brema in Champions League, panchina per Milito.
L’Inter gioca bene e Coutinho si dimostra in gran forma. Il 18enne e Sneijder fanno divertire i tifosi del Meazza con tocchi di prima e giocate per l’unica punta Eto’o. La Juve va all’attacco con le avanzate di Krasic, Chivu riesce a bloccarlo come può, e sul calci d’angolo è pericolosa con Chiellini. Al 29′ si infortuna Biabiany e Benitez decide di mettere dentro Milito con “Bolt” Eto’o che torna sulla fascia.

Nell’intervallo, Santon prende il posto di Cordoba, toccato duro da Aquilani. Per i bianconeri entra Motta per De Ceglie con Grygera che si sposta sulla fascia sinistra.
Inter pericolosa con i corner di Coutinho e con un colpo di testa di Maicon. Pronta la risposta bianconera con Quagliarella lanciato da Marchisio che si fa ipnotizzare da Julio Cesar e dal recupero di Lucio. Entra Del Piero, accolto da una bordata di fischi, ed esce Iaquinta. Occasionissima per Milito. Del Neri si gioca il terzo cambio, fuori Aquilani per Sissoko. La partita si chiude con calcio di punizione di Del Piero che supera la barriera ma non Julio Cesar. Partita ben arbitrata dall’arbitro Banti, bravo a tenere sotto controllo la gara anche nei momenti più complicati.

Per Del Neri, la Juventus è in crescita ma qualcuno inizia seriamente a pensare che i bianconeri siano Krasic-dipendenti. Per il tecnico dei nerazzurri Benitez, nessun turnover ma con il recupero dei tanti infortunati la squadra sarà ancora più forte e il centocampista della Juventus Claudio Marchisio ha commentato la sua partita su facebook <<.Peccato per il pareggio ma siamo sulla buona strada!!grande gruppo!!!>>

Nel pomeriggio, un Cagliari con Conti e Agostini in castigo, pareggia 0-0 sul campo del Chievo. I rossoblù cercano il colpaccio con un colpo di testa di Acquafresca al novantesimo ma sarebbe stato un furto. Partita noiosa, Bisoli cura la fase difensiva, forse troppo, e non lascia gli attaccanti liberi di giocare. Dall’altra parte un Chievo pericoloso ma che gioca meglio dei rossoblù.

Vince la Lazio che si gode la seconda settimana in testa alla classifica. Battuto il Brescia 1-0 con gol di Mauri, uno dei migliori nella squadra allenata da Reja che si dimostra ancora una volta un tecnico capace di gestire le situazioni diffcili, vedi Zarate titolare per la seconda giornata consecutiva dopo le tante polemiche degli scorsi mesi. Da segnalare la splendida prova del brasiliano Hernanes, autore dell’assist sul gol di Mauri. Brescia che chiude la gara in 10 per l’espulsione di Diamanti

Al Napoli per vincere non serve una rimonta come a Bucarest. I Mazzarri boys battono 2-0 la Roma con i gol di Hamsik, dopo un perfetto assist di Dossena e con un autogol di Juan che dopo la prima respinta di Burdisso, mette dentro un cross rasoterra di Campagnaro dalla destra.

Per il Palermo ancora una vittoria in trasferta. Dopo l’1-4 dell’Olimpico di Torino, abbattuta una Fiorentina quasi irriconoscibile. La squadra di Mihaijlovic sembra un’altra rispetto a quella dell’anno scorso di Prandelli. Rosanero in vantaggio nel primo tempo con un gol di Ilicic. 3 gol in 5 partite in A e con un’altra perla del “Flaco” Pastore. Assist di Nocerino, Pastore salta Frey e mette la palla in rete. Nel secondo tempo i viola reagiscono con un gol di Gilardino su assist di Santana ma poi Ljaijc si fa parare un rigore da Sirigu.

E’ tornato Luca Toni. Suo il gol che ha permesso al Genoa di batter il Bari al Ferraris. Genoa in vantaggio con un gran bel gol in Palacio, forse viziato da un tocco di mano del numero 9 dei rossoblù all’inizio dell’azione. Fallo di Moretti in area di rigore. Rosso per il difensore del Genoa e Bari che pareggia con Barreto che realizza il calcio di rigore decretato da Giannoccaro di Lecce ma al ’95 il gol di Toni porta in Genoa alla vittoria.

Tra Bologna e Sampdoria finisce 1-1 ma fa discutere la sostituzione di Cassano per Pozzi. Il barese non si accomoda in panchina ma si dirige verso gli spogliatoi. Durante i 90 minuti, blucerchiati in vantaggio per un autogol di Portanova, il terzo della giornata e il terzo in stagione per la squadra di Malesani che pareggiano con un rete del difensore uruguaiano Britos.

Nell’anticipo delle ore 12.30, il Lecce ha battuto il Catania per 1-0. Decide il gol del giocatore scuola Roma, Corvia al secondo gol in campionato.

Pausa per la nazionale. Qualche novità nelle convocazioni di Cesare Prandelli. Torna Lazzari, Zambrotta tolto dalla naftalina e da segnalare anche i ritorni di Mauri e Rossi.

Questa è la lista dei convocati per le gare di Belfast e Genova contro Irlanda del Nord e Serbia.
Portieri: Mirante (Parma), Sirigu (Palermo), Viviano (Bologna).
Difensori:
Cassani (Palermo), Zambrotta (Milan), Bonucci (Juventus), Bovo (Palermo), Chiellini (Juventus), Gastaldello (Sampdoria), Antonelli (Parma), Criscito (Genoa).
Centrocampisti:
De Rossi (Roma), Lazzari (Cagliari), Marchisio (Juventus), Mauri (Lazio), Palombo (Sampdoria), Pirlo (Milan), Pepe (Juventus).
Attaccanti: Cassano (Sampdoria), Gilardino (Fiorentina), Pazzini (Sampdoria), Borriello (Roma), Rossi (Villarreal). E cosi proviamo ad abbozzare una formazione per la gara di venerdì, 4-3-3 con Viviano in porta, in difesa Zambrotta, Chiellini, Bonucci e Antonelli, De Rossi, Pirlo e Lazzari a centrocampo e in avanti Cassano, Gilardino e Pepe.

Attesa per la coppia blucerchiatazzurra Pazzini-Cassano sotto la Gradinata Sud dello Stadio Marassi

In Europa, vince il Chelsea. 2-0 contro l’Arsenal con Drogba, splendido gol di tacco, e la solita punizione bomba del difensore brasiliano Alex. Vittoria per 6-1 del Real Madrid di Mourinho contro il Deportivo La Coruna, doppio Cristiano Ronaldo, mentre il Barcellona pareggia 1-1 contro il Mallorca e Messi torna al gol.

Serve qualche giornata per mettere in sesto una classifica strana. Lazio, Napoli e Chievo prendono momentaneamente il posto di Juventus, Roma e Fiorentina anche se per le ultime due recuperare il distacco con Inter e Milan (-6). Attenzione al Palermo dei ragazzi terribili.

Ad agosto il presidente Zamparini diceva ai cronisti: <<Questo Palermo è da scudetto !!>>.
Sognare non costa nulla.

Andrea Matta

Quartu, 4 ottobre 2010

Esultanza di Javier Pastore - Foto dal sito di Datasport