Roma

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Totti, tutto il bello del calcio

Perché ci piace il calcio? Cosa ci porta a stare seduti su una poltroncina o sul divano per seguire per novanta minuti ventidue uomini che giocano inseguendo un pallone? Forse le storie di questi calciatori.
Prendete Francesco Totti, classe 1976, ultima vera bandiera del calcio italiano, in eterna lite con il suo allenatore Luciano Spalletti. Ieri è entrato in campo al minuto 86. Dopo 23 secondi ha prima segnato il gol del 2-2 e poi, quattro minuti dopo,si è preso carico di battere un calcio di rigore all’ultimo minuto. L’aveva già fatto nel 2006 nell’ottavo di finale mondiale contro l’Australia. In Germania un tiro forte a mezza altezza; ieri, sotto la curva sud, ha mandato la palla nell’angolino basso e ha messo a segno la rete del 3-2 finale.
Tutto il bello del calcio in pochi minuti! Il resto sono solo chiacchiere per riempire pagine del web e della carta stampata.
(Nel video, i due gol di Totti raccontati dallo storico telecronista giallorosso Carlo Zampa)

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cagliari globalist – il calcio che (non) vogliamo

da Cagliari Globalist – domenica 4 maggio

”Il calcio che vogliAmo”. E’ questo lo slogan di una compagnia telefonica e sponsor ufficiale del campionato di Serie A e Coppa Italia ma lo spettacolo del sabato romano è la nuova pessima figura per il football italiano. L’ennesima in una stagione tra le intimidazioni dei tifosi della Nocerina ai giocatori rossoneri costretti a lasciare il campo della Salenitana e senza contare le squalifiche per la famigerata discriminazione territoriale.

I fatti. Tutto è iniziato nel pomeriggio, dieci feriti, petardi e bomboni contro la polizia che scortava i tifosi napoletani allo stadio Olimpico. Colpi di pistola a Tor di Quinto. Bilancio: un tifoso del Napoli in gravi condizioni colpito al torace e alla spalla; un altro raggiunto da un proiettile alla mano e un terzo rimasto ferito in maniera più lieve a una mano da un colpo di pistola. Il quarto sarebbe il custode di un vivaio, un ultrà romanista già conosciuto dalla forze dell’ordine. Per il Questore di Roma, il ferimento dei tre, sembra essere collegato a cause occasionali.

Allo stadio, il caos, il ritiro degli striscioni nella curva dei tifosi partenopei, poi quarantacinque minuti di attesa, con tanto di altri lanci di petardi e un vigile del fuoco contuso, prima dell’ok finale di un capo ultras. Eppure è stata una bella partita con tre gol nei primi trenta minuti e una vittoria per il Napoli che porta a casa la Coppa con un 1-3.

Tensione in tv. I fatti dell’Olimpico sono stati raccontati con un po’ troppa tensione dai cronisti della tv pubblica. Sarà stata la concitazione degli eventi, il raccontare tutto ciò che stava accadendo in diretta per tenere incollati i telespettatori davanti agli schermi (anche con due minuti di pubblicità, vaffa compreso) ma tra le possibili voci su un rinvio della gara, all’addetto ai cori a cui serviva un po’ di spazio per vedere la partita e a quel “la curva ha deciso, si gioca”, qualcuno ha sbagliato. Forse sarebbe stato meglio raccontare i fatti cercando di trasmettere calma anche a chi stava a casa e poteva mettersi in contatto con i tifosi in curva nord.

Tribuna d’onore In tutto questo caos, sembra strano vedere il Presidente del Senato Grasso, il Premier Renzi, ovvero due tra le più alte cariche dello Stato, il presidente del Coni, Malagò, i dirigenti delle due società, rimanere inermi davanti a una curva in fibrillazione con il capitano del Napoli, Marek Hamsik che, sotto il settore, discuteva con i capi ultras tra questi anche Gennaro, quello della maglietta “Speziale Libero” dedicata al tifoso condannato per la morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti nel febbraio 2007. Un personaggio molto simile a Ivan Bogdanov, capò ultrà della Serbia che non fece giocare la gara tra l’Italia e la sua nazionale. Per aumentare la polemica, parte dello stadio ha fischiato l’inno d’Italia. In tutto questo, la curva sud dell’Olimpico, occupata dai tifosi della Fiorentina ha inneggiato la squadra, ha cantato per novanta minuti anche se la sua squadra ha perso la sfida che poteva cambiare la stagione. E meno male che doveva essere una serata di bel calcio, dedicata ai tanti bambini presenti allo stadio.

Ultras pro e contro. Ora c’è chi chiederà nuove misure per buttare fuori gli ultras dalle curve. Non sono bastate le tessere del tifoso e tanti iniziano a chiedersi a che serve chiedere l’autorizzazione per mettere uno striscione o fare una coreografia allo stadio se poi dalle curve partono petardi, bombe carta e bengala in campo? I grandi del calcio devono dire no ai rapporti con i gruppi organizzati. Le società devono dire basta alle provocazioni. Devono dire basta ai “Dacci i biglietti oppure ti contestiamo”. Gli amanti del calcio non dimenticano l’amaro addio al calcio di Paolo Maldini, contestato dalla curva Sud del Milan per non essere stato “unico e vero capitano” dei rossoneri come Baresi. Negli stadi italiani il clima si avvicina sempre più a quelli del Sud America dove risse e scontri sono all’ordine del giorno. Il clima attorno al calcio è sempre più cupo: contestazioni, minacce, uomini che vanno allo stadio per sfogarsi per le delusioni di una vita.

Eppure gli ultras non sono tutti cattivi. Basta fare un giro in rete per leggere post e articoli su iniziative benefiche nate proprio grazie alle amicizie in curva: raccolte fondi per i terremotati, gli alluvionati. Tutto fatto in silenzio, senza troppa pubblicità.

Gli stadi vuoti sono la morte del calcio e del pallone in tv. Una partita senza pubblico non è vendibile all’estero ma se il nostro fooball, insieme a 65mila persone all’Olimpico e sette milioni di appassionati davanti alla tv devono aspettare quarantacinque minuti per aspettare il via libera di un tifoso per vedere in campo due squadre per una finale di Coppa Italia, il nostro calcio ha perso. Intanto in Francia, il Guingamp, più tifosi che abitanti, ha vinto la Coppa di Francia sostenuta da suoi tifosi arrivati a Parigi in trattore. Altro calcio.

SERIE A. 6a GIORNATA – INTER-JUVE: MANCA IL GOL. SONNO ROSSOBLU’, VOLA LA LAZIO, SOGNO PALERMO E I CONVOCATI DI PRANDELLI

Il racconto della sesta giornata di Serie A, uno sguardo all’Europa e i convocati della nazionale di Prandelli per le gare contro Irlanda del Nord e Serbia.

A Inter e Juve manca solo il gol. Il primo derby d’Italia di Benitez e Del Neri finisce 0a0. Nella Juve si sente l’assenza di una punta pesante perché ne Quagliarella ne Iaquinta possono fare davvero la differenza. Del Neri cambia e lascia Pepe in panchina per un buon Aquilani mentre Benitez conferma gli 11 uomini che hanno abbattuto il Werder Brema in Champions League, panchina per Milito.
L’Inter gioca bene e Coutinho si dimostra in gran forma. Il 18enne e Sneijder fanno divertire i tifosi del Meazza con tocchi di prima e giocate per l’unica punta Eto’o. La Juve va all’attacco con le avanzate di Krasic, Chivu riesce a bloccarlo come può, e sul calci d’angolo è pericolosa con Chiellini. Al 29′ si infortuna Biabiany e Benitez decide di mettere dentro Milito con “Bolt” Eto’o che torna sulla fascia.

Nell’intervallo, Santon prende il posto di Cordoba, toccato duro da Aquilani. Per i bianconeri entra Motta per De Ceglie con Grygera che si sposta sulla fascia sinistra.
Inter pericolosa con i corner di Coutinho e con un colpo di testa di Maicon. Pronta la risposta bianconera con Quagliarella lanciato da Marchisio che si fa ipnotizzare da Julio Cesar e dal recupero di Lucio. Entra Del Piero, accolto da una bordata di fischi, ed esce Iaquinta. Occasionissima per Milito. Del Neri si gioca il terzo cambio, fuori Aquilani per Sissoko. La partita si chiude con calcio di punizione di Del Piero che supera la barriera ma non Julio Cesar. Partita ben arbitrata dall’arbitro Banti, bravo a tenere sotto controllo la gara anche nei momenti più complicati.

Per Del Neri, la Juventus è in crescita ma qualcuno inizia seriamente a pensare che i bianconeri siano Krasic-dipendenti. Per il tecnico dei nerazzurri Benitez, nessun turnover ma con il recupero dei tanti infortunati la squadra sarà ancora più forte e il centocampista della Juventus Claudio Marchisio ha commentato la sua partita su facebook <<.Peccato per il pareggio ma siamo sulla buona strada!!grande gruppo!!!>>

Nel pomeriggio, un Cagliari con Conti e Agostini in castigo, pareggia 0-0 sul campo del Chievo. I rossoblù cercano il colpaccio con un colpo di testa di Acquafresca al novantesimo ma sarebbe stato un furto. Partita noiosa, Bisoli cura la fase difensiva, forse troppo, e non lascia gli attaccanti liberi di giocare. Dall’altra parte un Chievo pericoloso ma che gioca meglio dei rossoblù.

Vince la Lazio che si gode la seconda settimana in testa alla classifica. Battuto il Brescia 1-0 con gol di Mauri, uno dei migliori nella squadra allenata da Reja che si dimostra ancora una volta un tecnico capace di gestire le situazioni diffcili, vedi Zarate titolare per la seconda giornata consecutiva dopo le tante polemiche degli scorsi mesi. Da segnalare la splendida prova del brasiliano Hernanes, autore dell’assist sul gol di Mauri. Brescia che chiude la gara in 10 per l’espulsione di Diamanti

Al Napoli per vincere non serve una rimonta come a Bucarest. I Mazzarri boys battono 2-0 la Roma con i gol di Hamsik, dopo un perfetto assist di Dossena e con un autogol di Juan che dopo la prima respinta di Burdisso, mette dentro un cross rasoterra di Campagnaro dalla destra.

Per il Palermo ancora una vittoria in trasferta. Dopo l’1-4 dell’Olimpico di Torino, abbattuta una Fiorentina quasi irriconoscibile. La squadra di Mihaijlovic sembra un’altra rispetto a quella dell’anno scorso di Prandelli. Rosanero in vantaggio nel primo tempo con un gol di Ilicic. 3 gol in 5 partite in A e con un’altra perla del “Flaco” Pastore. Assist di Nocerino, Pastore salta Frey e mette la palla in rete. Nel secondo tempo i viola reagiscono con un gol di Gilardino su assist di Santana ma poi Ljaijc si fa parare un rigore da Sirigu.

E’ tornato Luca Toni. Suo il gol che ha permesso al Genoa di batter il Bari al Ferraris. Genoa in vantaggio con un gran bel gol in Palacio, forse viziato da un tocco di mano del numero 9 dei rossoblù all’inizio dell’azione. Fallo di Moretti in area di rigore. Rosso per il difensore del Genoa e Bari che pareggia con Barreto che realizza il calcio di rigore decretato da Giannoccaro di Lecce ma al ’95 il gol di Toni porta in Genoa alla vittoria.

Tra Bologna e Sampdoria finisce 1-1 ma fa discutere la sostituzione di Cassano per Pozzi. Il barese non si accomoda in panchina ma si dirige verso gli spogliatoi. Durante i 90 minuti, blucerchiati in vantaggio per un autogol di Portanova, il terzo della giornata e il terzo in stagione per la squadra di Malesani che pareggiano con un rete del difensore uruguaiano Britos.

Nell’anticipo delle ore 12.30, il Lecce ha battuto il Catania per 1-0. Decide il gol del giocatore scuola Roma, Corvia al secondo gol in campionato.

Pausa per la nazionale. Qualche novità nelle convocazioni di Cesare Prandelli. Torna Lazzari, Zambrotta tolto dalla naftalina e da segnalare anche i ritorni di Mauri e Rossi.

Questa è la lista dei convocati per le gare di Belfast e Genova contro Irlanda del Nord e Serbia.
Portieri: Mirante (Parma), Sirigu (Palermo), Viviano (Bologna).
Difensori:
Cassani (Palermo), Zambrotta (Milan), Bonucci (Juventus), Bovo (Palermo), Chiellini (Juventus), Gastaldello (Sampdoria), Antonelli (Parma), Criscito (Genoa).
Centrocampisti:
De Rossi (Roma), Lazzari (Cagliari), Marchisio (Juventus), Mauri (Lazio), Palombo (Sampdoria), Pirlo (Milan), Pepe (Juventus).
Attaccanti: Cassano (Sampdoria), Gilardino (Fiorentina), Pazzini (Sampdoria), Borriello (Roma), Rossi (Villarreal). E cosi proviamo ad abbozzare una formazione per la gara di venerdì, 4-3-3 con Viviano in porta, in difesa Zambrotta, Chiellini, Bonucci e Antonelli, De Rossi, Pirlo e Lazzari a centrocampo e in avanti Cassano, Gilardino e Pepe.

Attesa per la coppia blucerchiatazzurra Pazzini-Cassano sotto la Gradinata Sud dello Stadio Marassi

In Europa, vince il Chelsea. 2-0 contro l’Arsenal con Drogba, splendido gol di tacco, e la solita punizione bomba del difensore brasiliano Alex. Vittoria per 6-1 del Real Madrid di Mourinho contro il Deportivo La Coruna, doppio Cristiano Ronaldo, mentre il Barcellona pareggia 1-1 contro il Mallorca e Messi torna al gol.

Serve qualche giornata per mettere in sesto una classifica strana. Lazio, Napoli e Chievo prendono momentaneamente il posto di Juventus, Roma e Fiorentina anche se per le ultime due recuperare il distacco con Inter e Milan (-6). Attenzione al Palermo dei ragazzi terribili.

Ad agosto il presidente Zamparini diceva ai cronisti: <<Questo Palermo è da scudetto !!>>.
Sognare non costa nulla.

Andrea Matta

Quartu, 4 ottobre 2010

Esultanza di Javier Pastore - Foto dal sito di Datasport

@AndreaMatta23 – Studente, speaker @RadioGolfo, web writer,attore, comico, scout, volontario